<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495</id><updated>2012-02-02T10:51:38.872-08:00</updated><category term='socialismo nazionalitario'/><title type='text'>piergiorgio's blog</title><subtitle type='html'>E&amp;#39; un blog di personali riflessioni, che riguardano principalmente la filosofia, la psicoanalisi, l&amp;#39;attualità, la politica, la società.

Manifesto: colidedico

BLOG TRANSLATION---&amp;gt; TRANSLATE.GOOGLE.COM</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>82</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-4039398497199923658</id><published>2012-01-22T06:48:00.000-08:00</published><updated>2012-01-22T07:10:54.464-08:00</updated><title type='text'>SOCIALISMO DI POPOLO O LIBERALIZZAZIONI DI PARTITO?</title><content type='html'>&lt;em&gt;Questo è un intervento che ho svolto durante un discorso sulle liberalizzazioni e le privatizzazioni.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ne approfitto per porre in luce le contraddizioni del neo-liberismo capitalista, e la coerenza con cui la forma partito veicola il totalitarismo, anche e specialemente all'interno del capitalismo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono a priori contrario alle liberalizzaizoni e alle privatizzazioni, perché sono socialista e vedo i pensionati che non riescono ad arrivare alla fine del mese e a pagare l'affitto.Le tasse non calano, però il governo pretende che gli anziani e i disoccupati paghino ticket più alti, e che, al più, siano i farmacisti a fare lo sconto e ad abbassarsi ulteriormente il fatturato (su farmaci di fascia A il cui prezzo è fissato dallo Stato, sconto su un prezzo fisso è un'assurdità che non esiste in Europa, ma è questa la bozza che vogliono far passare in parlamento). In pratica lo stato fa pagare sempre più soldi a tutti (smantellando lo stato sociale), e queste liberalizzazioni continueranno a danneggiare i commercianti e i lavoratori tutti, specialmente chi non ha soldi per fare acquisti. Dove abito io i commercianti chiudono, gli ipermercati (pianeta conad e ipercoop) fanno da padrone. Ti sei chiesto perché il terzo polo e il pd sono favorevoli? Perché loro ricavano da queste catene di negozi tutti i soldi per finanziare i loro partiti e per comprare il consenso. Pensa che queste sono cooperative (!) che fanno fatturati di più di un miliardo di euro, e, alla faccia della libera concorrenza, non pagano le tasse. Io ritengo utili le cooperative, ma alcune hanno fatturati troppo grandi e sono troppo legate ai partiti (per cui si ha un palese conflitto di interesse nell'approvare certe leggi).Credo che queste manovre colpiscano direttamente la gente, come hanno fatto fin da principio. Stanno svendendo il patrimonio italiano agli imprenditori esteri, come hanno fatto nell'europa dell'est i sovietici convertiti al neo-liberismo. Questo sono le privatizzazioni. Aggiungi anche che ne approfittano per mettere a capo di queste imprese gente legata ai partiti (come Tronchetti Provera). Sono loro i privilgiati, non i commercianti, i benzinai, i tassisti, gli agricoltori e i farmacisti. Vi dico un'altra cosa, a sostegno della mia tesi. Tornando al discorso conad-coop, pensate solo ai guadagni che fanno, quando costringono gli agricoltori a vendere la frutta a 10 centesimi al kg, e poi la vendono al supermercato a 1,50 €! Si dovrebbero solo vergognare di farsi chiamare cooperative, queste grosse aziende legate ai partiti non hanno alcun ruolo sociale, e la dimostrazione è che, con fatturati cosi grandi, non pagano le tasse e non fanno prezzi sociali.... Allora, assumiamo che coop-conad non siano coperative ma vogliano giocare lealmente sul mercato. Qui da noi, in Emilia, le librerie coop e i supermercati coop- conad sono praticamente la stragrande maggioranza ... non c'è spazio per altre catene di supermercati, però l'antitrust (affiliato ai partiti) non si è lamentato (nonostante la esselunga sia ricorsa a vie legali contro coop per comportamento scorretto sul mercato). A che gioco giocano? Al gioco delle loro tasche, contro quelle di chi lavora.Poi c'è il discorso dell'evasione.I benzinai, i dipendenti pubblici e i farmacisti sono tutta gente che non può evadere, mentre queste politiche colpiranno direttamente tutta questa gente (non mi riferisco solo alle liberalizzazioni, sto facendo un discorso più ampio). Veniamo ai consumatori: se il liberismo fa aumentare la disoccupazione, proletarizza i ceti medi, e smantella lo stato sociale, come possono le persone comprare e tirare avanti? Ditemelo voi, avete sotto gli occhi le proteste, le difficoltà della gente. Nessuna liberalizzazione può creare lavoro, può solo spostare il profitto da una parte all'altra, perché il lavoro aumenta solo se aumenta la domanda di beni e servizi, ed il mercato è saturo ( a parte il fatto che per certi beni, non è detto che sia positivo e responsabile nei confronti della salute pubblica indurre un aumento della domanda attraverso la pubblicità). Insomma, questa classe dirigente arraffona e irresponsabile vuol far pagare a chi lavora il prezzo della propria inefficienza, della propria corruzione e del proprio egoismo di casta.E' evidente che questa politica liberista (tutti i partiti) se la prende con le categorie per mascherare al popolo il fallimento del progetto liberista (che magari per loro, che governano, è un successo, perché le multinazionali e le loro aziende aumentano i fatturati).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-4039398497199923658?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/4039398497199923658/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2012/01/socialismo-di-popolo-o-liberalizzazioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4039398497199923658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4039398497199923658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2012/01/socialismo-di-popolo-o-liberalizzazioni.html' title='SOCIALISMO DI POPOLO O LIBERALIZZAZIONI DI PARTITO?'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-4631089993149279613</id><published>2012-01-20T14:43:00.001-08:00</published><updated>2012-01-21T13:03:37.413-08:00</updated><title type='text'>Nota a un articolo di Sacha Nacht: la terapia psicoanalitica.</title><content type='html'>Sacha Nacht è stato l'ortodossia della psicoanalisi in Francia. Assieme a Bouvet, e contrapposto a Lacan. Ciò che è in ballo è la teoria secondo cui l'inconscio è pulsione, forza istintuale primitiva. Lacan vede l'inconscio come un linguaggio, non come un qualcosa di primitivo, non come una forza incontrollata che ha bisogno della diga dell'Io.&lt;br /&gt;Ciò che ho trovato prezioso nell'articolo di Nacht, è stata la sua idea di terapia: dato che una nevrosi è un conflitto tra l'Es e il Super-io, Nacht propone la presenza dell'analista come risolutiva. L'analista è infatti il super-io "morbido", quel super-io che l'altro non ha mai conosciuto. L'altro proietta sull'analista il proprio super-io, e ha paura all'inizio dell'analista e del suo giudizio. Scopre poi, nel transfert, che l'analista non si comporta come lui prevedeva: scopre che può parlare liberamente. L'altro comincia a interiorizzare l'atteggiamento osservatore, premuroso e non giudicante dell'analista, e questo atteggiamento (che però non esime l'altro dal rispettare le regole analitiche e le regole della relazione, il cosidetto setting, altrimenti l'analista diventerebbe un giocattolo in balia dell'altro, un semplice oggetto transferale senza alleanza di lavoro, senza alleanza terapeutica) diventa il nuovo super-io. E' solo attraverso questo processo che è possibile aggirare l'ansia iniziale e la critica, lo scetticismo, che prova chi si accinga ad associare liberamente (e quindi a dire cose apparentemente senza senso e non logicamente correlate tra loro ). In realtà la correlazione c'è sempre, solo che è spesso nascosta alla coscienza. Ciò che si dice mentre si associa liberamente non è mai frutto del caso, è l'inconscio che parla, come direbbe Lacan. L'inconscio è una struttura che è al di la della nostra coscienza. La volontà dell'altro,il setting e l'atteggiamento dell'analista, sono ciò che permette all'inconscio di parlare con la propria voce.&lt;br /&gt;Ho pubblicato 3 tecniche autoanalitiche. L'ultima, è stata prodotta proprio perché le tecniche precedenti producevano a mio parere troppa ansia (sollevavano troppo le resistenze alla libera associazione).&lt;br /&gt;Ultimamente, ho pensato di modificare l'ultima versione. Adesso infatti, ho scoperto che il problema dell'ansia è risolvibile in una maniera che sia autenticamente freudiana. Osservare un video con dei messaggi subliminali che comunicano amore, affetto, ascolto, favorisce la libera associazione, e permette l'utilizzo di minori file audio (meno interventi vocali), in modo da permettere il libero scorrere della parola, il libero monologo dell'inconscio. Ho costruito un video con una spirale (simile a quella ipnotica) e ho inserito dei messaggi subliminali. Ho constato che l'ansia durante le domande esplorative si abbassa notevolmente, come se si interiorizzasse l'atteggiamento benevolo dell'analista. D'altronde Freud, inizialmente, esplorava l'inconscio dei pazienti attraverso l'ipnosi ( non aveva altri modi per aggirare le resistenze): era sotto ipnosi che faceva loro le domande, proprio perché sotto ipnosi si è più rilassati. Esito ancora a pubblicare questo metodo di autoanalisi modificato, perché voglio ancora studiare a fondo le reazioni che può dare. Però, dal mio punto di vista, sono passi avanti che mi fanno sorridere. Pubblicherò prossimamente passi dall'articolo di Nacht che ho trovato molto illuminanti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-4631089993149279613?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/4631089993149279613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2012/01/nota-un-articolo-di-sacha-nacht-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4631089993149279613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4631089993149279613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2012/01/nota-un-articolo-di-sacha-nacht-la.html' title='Nota a un articolo di Sacha Nacht: la terapia psicoanalitica.'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-1132935930483281299</id><published>2012-01-05T13:44:00.000-08:00</published><updated>2012-01-05T15:06:22.642-08:00</updated><title type='text'>La lotta politica nella società dei consumi</title><content type='html'>In seguito alla chiusura degli stabilimenti O**a in Italia (la produzione viene spostata in Serbia), si diffondono ovunque incitamenti al boicottaggio della ditta (non comprate prodotti O**a!). Questo fenomeno è il pretesto per una riflessione.&lt;br /&gt;La trasformazione dell'operaio in consumatore è il preludio all'appiattimento del conflitto di classe (conflitto che si manifestava nel luogo di lavoro, come ad es. la fabbrica), pur nel permanere delle contraddizioni del capitalismo.&lt;br /&gt;La possibilità dunque di interferire politicamente sui destini del capitalismo, non si svolge più in un campo istituzionale (il parlamento) o affidandosi a un'istituzione tradizionale (il partito)...&lt;br /&gt;Il consumatore cerca il prezzo migliore, cerca la convenienza, cerca il proprio interesse personale. Questa è la filosofia borghese di Adam Smith, ed è l'adesione a questa filosofia che rende il consumatore un personaggio politicamente conservatore. La trasformazione dell'operaio in consumatore, implica un'adesione inconscia al capitale, in quanto l'ex-operaio si trova adesso ad aderire alla filosofia borghese senza volerlo, perché mosso dalle circostanze oggettive del liberismo. Di fronte a questa evoluzione del capitalismo, di fronte a questa trasformazione, i conflitti di classe si sfumano e la politica scompare. Ora, la vera missione delle coscienze è reinventare la politica, ri-creare le condizioni perché il conflitto si rimaterializzi. Per far ciò occorre che il consumatore, anziché aderire inconsciamente alla dottrina capitalistica del self-interest, impari a organizzarsi in movimenti (diversi dai movimenti dei consumatori, che riproducono la dottrina borghese del self-interest) che abbiano come primo obiettivo quello di rendere consapevoli di come le nostre abitudini di consumo possano orientare i comportamenti delle aziende. Mi spiego meglio: se le lavoratrici italiane della O**a vengono licenziate e si va a produrre in Serbia, e se si ritiene ciò politicamente sbagliato, occorre che il movimento dei consumatori che aderisce all'ideale politico "La o**a deve restare in Italia", attraverso i suoi membri, boicotti la o**a non comprando i suoi prodotti. Ma questo non può farlo un movimento dei consumatori qualsiasi (perché in questo caso, se i prodotti o**a fossero in offerta, verrebbero venduti ugualmente, secondo la legge del self- interest, in quanto queste organizzazioni sono funzionali al capitalismo). Questa operazione può essere fatta solo da un movimento dei consumatori che ripensi il gesto del consumo in termini di lotta politica al capitalismo, un movimento che pensi al contesto dell'acquisto come luogo privilegiato della politica contemporanea, potenziale campo di battaglia della dialettica politica tra sfruttati/svantaggiati e sfruttatori/avvantaggiati. Un movimento che abbia degli ideali politici da realizzare attraverso gesti di consumo (=atti politici) mirati. In questo senso, si può dire che, in base alle abitudini di acquisto e in base all'inesistenza di movimenti politici di consumatori siffatti, il conservatorismo al momento stia dilagando! La difficoltà sta nel fatto che la gente è inconsapevole del valore politico dei propri acquisti. Un movimento politico dei consumatori dovrebbe combattere politicamente la inconsapevolezza. Se nella fabbrica gli atti politici (es. scioperi ) erano condivisi dalla maggior parte degli operai, perché tutti vivevano nelle medesime condizioni, qui invece siamo di fronte a una massa informe. Il consumatore infatti può essere ricco o povero, operaio o industriale. Ciò che unisce il movimento politico dei consumatori, allora, non è la comune condizione di vita o la comune estrazione sociale, ma un comune impianto etico-solidaristico. Protestare non comprando O**a può significare essere solidali con le lavoratrici, credere che tutti dovrebbero avere un lavoro e la disoccupazione non dovrebbe esistere, perché è il prodotto di un sistema, quello capitalistico, che la produce artificialmente per via della proprietà privata dei mezzi di produzione e della legge del profitto. Il comune impianto etico allora è ciò che è alla base di ogni possibile politica futura. Senza idea di comunità, con annessi principi di solidarietà e di eticità, non sarà possibile in futuro alcuna politica. Come il cristianesimo ha costruito la sua comunità senza confini geografici, cosi un movimento politico dei consumatori futuro deve essere una comunità senza confini, e accomunata non da dogmi ma da valori etici condivisi. La forza etica delle comunità è l'unico modo di reinventare la politica. In un mondo in cui il consumatore si vuole atomizzato e devoto al self-interest, occorre proporre l'idea del consumo etico affiliato a progetti politici ambiziosi di una comunità che si riconosce in determinati ideali civili. Solo in questo modo il consumatore risulta sganciato dai mezzi con cui si riproduce il capitale, solo in questo modo il consumatore può essere protagonista politico della sua contemporaneità, recuperando l'irripetibilità e l'imprevedibilità di un gesto che non può essere più previsto da chi vuole vendere il prodotto. Un movimento è l'inizio della comunità dove la comunità non esiste. Un movimento è l'inizio dell'etica dove l'etica non c'è.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-1132935930483281299?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/1132935930483281299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2012/01/in-seguito-alla-chiusura-degli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/1132935930483281299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/1132935930483281299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2012/01/in-seguito-alla-chiusura-degli.html' title='La lotta politica nella società dei consumi'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-8992229339711352759</id><published>2011-12-15T01:58:00.000-08:00</published><updated>2011-12-15T02:25:02.721-08:00</updated><title type='text'>Scritto polemico contro il modello relazionale nella psicologia e psicoanalisi</title><content type='html'>In questo post non voglio parlare in gergo tecnico, voglio solo che ciò che penso sia chiaro al maggior numero di persone. Ogni persona ha dentro di sé le risorse per fare potenzialmente bene, per stare bene. La differenza tra il potenzialmente e lo stare bene davvero, sta nella conoscenza. Il terapeuta psicoanalitico non è "terapeutico" perché l'altro ha bisogno di una nuova relazione, è terapeutico solo nel momento in cui dona la sua conoscenza all'altro. Il donarsi è un comportarsi, atteggiarsi nel modo migliore a beneficio dell'altro, e l'interpretazione è in fin dei conti un atteggiamento, un modo di stare al mondo. Questa è infatti la concezione della psicoanalisi freudiana: non è il terapeuta come persona, ma è ciò che egli ha conseguito scientificamente e invoglia l'altro a conseguire (la conoscenza di sé, delle proprie risorse inconsce), ad essere indispensabile (difatti la psicoanalisi freudiana deriva dall'ipnosi, cioé si rifà a un modello interpsichico e scientifico del funzionamento mentale ).&lt;br /&gt;Con la psicologia relazionale e in generale tutte le teorie pseudopsicanalitiche che pongono la relazione come unica realtà mentale, si verifica un disinvestimento dalla realtà scientifica oggettiva rappresentata dal modello intrapsichico...in parole povere, questi movimenti che vanno controcorrente rispetto a quello freudiano, rappresentano, a mio parere, la manifestazione di come ci siano persone che non si sono sentite curate, indispensabili, e vogliono che gli altri le ritengano tali...con esigenze narcisistiche superiori alla media, mascherate con un linguaggio teorico per potersi distanziare dalle proprie motivazioni, esigenze, bisogni inconsci e proiettarli sul paziente (infatti le teorie recenti si basano sul paziente come persona che non ha conflitti, ma semplicemente carenze relazionali dovute a una madre insufficientemente buona)... questi psicologi hanno prima razionalizzato le loro motivazioni narcisistiche in una teoria che rivendica universalità, in modo da non sentirsi inadeguati, fragili, in modo da non prendere consapevolezza delle loro motivazioni e di come sono abusivi....in seguito, con l'autorità conferita dalla loro posizione, modellano l'altro sulla base delle loro esigenze narcisistiche, vogliono cioé sentirsi indispensabili e speciali per l'altro, e cosi rendono l'altro bisognoso di imitarli, di essere più simili a loro, che sono l'autorità. Ma cosi facendo, l'altro imita il loro esasperato narcisismo, e non conosce meglio sé stesso. So bene che non tutte le volte accade questo, però è un pericolo da non sottovalutare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-8992229339711352759?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/8992229339711352759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/12/scritto-polemico-contro-la-psicoanalisi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8992229339711352759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8992229339711352759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/12/scritto-polemico-contro-la-psicoanalisi.html' title='Scritto polemico contro il modello relazionale nella psicologia e psicoanalisi'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-4398557878959759226</id><published>2011-12-08T03:44:00.000-08:00</published><updated>2012-01-20T13:54:50.410-08:00</updated><title type='text'>La versione definitiva del metodo di autoanalisi psicologica (psicodinamica transazionale psicoanalitica)</title><content type='html'>Questa è la terza e ultima versione. Perché fare uscire una terza versione? Perché ho inserito alcuni elementi di analisi transazionale (il terzo step del metodo), per dare maggiore efficacia a questo strumento di autoconoscenza (parziale, dato che non è possibile conoscere se stessi completamente nemmeno con una psicoanalisi di 5 anni, quindi...). Ho inserito questo terzo step, perché ho pensato che il cambiamento debba avere la stessa importanza dell'esplorazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho cercato di conservare le parti salienti e autenticamente psicoanalitiche delle versioni precedenti ( in particolare il metodo Moss per l'analisi dei sogni e dei conflitti inconsci) e di inserire domande dirette ad abbattere determinate difese in maniera dolce. In questo modo mi sono spostato dalla psicoanalisi verso tecniche psicodinamiche (secondo step) e di analisi transazionale (terzo step). Il limite di tutti i metodi di autoanalisi, a mio avviso, è che tendono a lavorare con l' Io, in quanto per comunicare con l'inconscio servono le immagini, le espressioni non verbali di chi ti sta di fronte, la possibilità di analizzare il transfert nella relazione. E' molto più difficile implementare tutto questo in un metodo di autoanalisi basato solo sulla parola. Questa è la ragione per cui ritengo di non dover aggiornare ulteriormente questo metodo, in quanto ritengo di aver fatto il massimo che potevo per renderlo più valido e benefico, nei limiti del possibile. Penso di aver raggiunto questo limite, non credo che sia nelle mie capacità migliorarlo ancora, e di certo non verrà migliorato nel giro di qualche mese o di un anno. Potrà aiutare a fornire nuova e importante luce su alcune nostre emozioni, pensieri e comportamenti, ma difficilmente si potrà conoscere integralmente sé stessi, dato che l'inconscio è molto vasto e questo è un compito veramente troppo ambizioso. Ora non mi resta che augurare buona vita a tutti quelli che stanno leggendo questo post, e lasciarvi il link per scaricare il programma &lt;a href="http://www.fileserve.com/file/N3y3Yp8/autoanalisiv3.zip"&gt;http://www.fileserve.com/file/N3y3Yp8/autoanalisiv3.zip&lt;/a&gt; . Ricordate che io Piergiorgio La Guardia ne sono l'autore è che non è consentita la vendita né la diffusione se non tramite download gratuito dal link fornito su questo sito. Ricordatevi di visitare questo post prima di scaricare il file. Grazie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-4398557878959759226?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/4398557878959759226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/12/la-versione-definitiva-del-metodo-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4398557878959759226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4398557878959759226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/12/la-versione-definitiva-del-metodo-di.html' title='La versione definitiva del metodo di autoanalisi psicologica (psicodinamica transazionale psicoanalitica)'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-8495325660256778862</id><published>2011-11-28T14:26:00.000-08:00</published><updated>2011-11-28T14:27:01.998-08:00</updated><title type='text'>MARX: l'alienazione del plusvalore e l'umanesimo del valore-lavoro</title><content type='html'>Partiamo con una citazione da Il Capitale: “"..Appartenendo la forza produttiva alla forma utile e concreta del lavoro, non può quindi più toccare il lavoro, quando si faccia astrazione dalla sua forma concreta e utile. Quindi in qualunque maniera possa cambiare la forza produttiva , il medesimo lavoro dà sempre, in medesimi spazi di tempi, medesima grandezza di valore..”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il valore non dipende dal numero di persone impegate, ma dalla quantità di lavoro necessario per produrre la merce in un arco di tempo fissato. Se tu costruisci un palazzo in 2 anni impiegando 5 oppure 10 persone, il valore del palazzo, in entrambi i casi, rimane costante, perché rimane fisso il tempo necessario per costruirlo, e dunque il lavoro necessario. Se sono in 5, faticheranno individualmente di più, se sono in 10, faticheranno individualmente di meno, ma il lavoro complessivo necessario per costruire il palazzo rimane costante. Infatti è come se alla fine, rimanendo costante il tempo, i lavoratori fossero sempre 5 a pieno ritmo, e non 10 che lavorano la metà. Se tu invece costruisci un palazzo in 1 anno, impiegando 5 persone, o in 2 anni impiegando sempre 5 persone, il valore del palazzo diventa diverso: questo perché il lavoro complessivo per costruire il palazzo aumenterà, essendo richiesti tempi più brevi (1 anno) per costruirlo. Infatti nel primo caso, le 5 persone dovranno lavorare il doppio, per cui il valore della merce dipende effettivamente da quest e situazioni. Ecco come gli industriali cercano di aumentare la produttività e quindi i loro profitti: stai lavorando di più, a parità di ore, perché ciò che dovresti fare in 5 ore sei costretto a farlo in 3 ore, 2 ore ecc. Questo lavoro in più non viene retribuito, perché il tuo stipendio rimane uguale. Di conseguenza, questo lavoro in più è una forma di plus-valore che andrà poi a comporre il profitto dell'imprenditore, profitto che andrà di nuovo (per i 2/3) riinvestito per generare altro plus-valore.Quindi il valore di una merce non dipende dal numero dei lavoratori, ma da quanto questi lavoratori effettivamente lavorano nell'arco di tempo stabilito. Se accorci i tempi per fare la stessa cosa, i lavoratori dovranno lavorare di più per farla, e quindi il valore della merce salirà, senza che questo valore aggiunto sia retribuito.Con l'introduzione delle macchine, si necessita dell'assunzione di meno lavoratori, ma questo comporta la necessità di aumentare costantemente la produttività per estrarre il massimo del plusvalore possibile.Es. con 10 operai puoi lavorare 10 ore per estrarre 2 ore di plusvalore, con 5 operai devi farli lavorare 20 ore per estrarre quelle 2 ore di plus valore. Di conseguenza, l'introduzione delle macchine ha messo in seria crisi i profitti, perché ha costretto a aumentare enormemente la produzione per poter ottenere lo stesso plus-valore con un minor numero di operai. L'aumento costante della produzione rende problematica la collocazione della merce, che rimane invenduta. E cosi scoppiano le crisi da sovrapproduzione,che vengono risolte in vari modi ( o aumentando i salari dei lavoratori, o incentivandoli a spendere, a consumare , anche a debito).add: penso che forza produttiva significhi in definitiva forza lavoro, ciò che ti consente di produrre. Più forza produttiva hai a disposizione, più merci puoi produrre in tempi brevi. Quindi la forza produttiva sono le condizioni necessarie alla produzione (i lavoratori e le macchine): maggiore è la forza produttiva, più alte sono le potenzialità di produrre plus-valore. . In definitiva Marx vuole dire che gli oggetti hanno un valore in quanto sono lavoro reificato, oggettivato, e che la forza lavoro staccata dal prodotto del suo lavoro non è portatrice di valore. Ecco perché Marx vuole restituire ai lavoratori i mezzi di produzione: per renderli portatrici del valore, per far si che la loro identità dei lavoratori non sia alienata dal fatto che il loro valore, trasferito nella merce, è alla mercé del Capitale e quindi lontano dalla loro coscienza, da loro stessi. Sono alienati perché gli oggetti contengono valore-lavoro che dovrebbe esser parte dell'identità dei soggetti-lavoratori, ma che non può esser parte dei soggetti-lavoratori proprio a causa della proprietà privata dei mezzi di produzione. La proprietà privata dei mezzi di produzione aliena i lavoratori dal frutto del loro lavoro, e dunque ecco che l'alienazione è la scarsa consapevolezza del valore insito nel proprio lavoro, alienazione che viene continuamente riprodotta nel capitalismo poiché si pongono i lavoratori stessi come merce: il loro valore dipende solo dal mercato, e non dal lavoro stesso.&lt;br /&gt;Per dirla in termini spiccioli: se un cinese fa quello che fai tu a prezzi minori (per la legge della domanda e dell'offerta, viziata dalla creazione dell'esercito industriale di riserva, cioé dei disoccupati), il cinese sarà assunto, e il tuo valore contrattuale sarà sceso al livello del cinese. Il valore-lavoro rimane lo stesso, ma il valore di mercato (molto diverso dal valore-lavoro di cui parla Marx) cambia, per cui c'è una scissione tra valore e lavoro tipica del capitalismo. Infatti gli economisti liberali negano la teoria del plusvalore proprio perché rifiutano la possibilità di esistenza del valore-lavoro. Se accettassero il valore-lavoro, non potrebbero fare più profitti e dovrebbero gettare giù la maschera: il valore di mercato è infatti un valore inferiore al valore-lavoro, ed è il valore di riferimento proprio perché attraverso il meccanismo della concorrenza permette di pagar meno la manodopera salariata ed estrarre plusvalore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-8495325660256778862?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/8495325660256778862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/11/marx-lalienazione-del-plusvalore-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8495325660256778862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8495325660256778862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/11/marx-lalienazione-del-plusvalore-e.html' title='MARX: l&apos;alienazione del plusvalore e l&apos;umanesimo del valore-lavoro'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-309280785008305181</id><published>2011-11-28T11:17:00.001-08:00</published><updated>2011-11-28T11:17:28.240-08:00</updated><title type='text'>LENIN E LA DEMOCRAZIA ANTICA</title><content type='html'>In stato e rivoluzione Lenin parlò della burocrazia e dell'esercito permanente come delle de istituzioni più caratteristiche del periodo borghese di potere statale centralizzato; e osservò che, in ambiente capitalista, persino i funzionari di partito e gli organizzatori sindacali "tendono a pervertirsi in burocrati, cioé in individui che si pongono fuori dalle masse e sopra le masse". Nelle "tesi... d'aprile", Lenin chiese "l'abolizione della polizia, dell'esercito, della burocrazia"; e in Stato e rivoluzione, si richiamò all'esempio della DEMOCRAZIA ANTICA, in cui i cittadini erano insieme amministratori: " Sotto il socialismo vedremo inevitabilmente rivivere , per molti aspetti, la democrazia primitiva, poiché per la prima volta nella storia delle società civilizzate la massa della popolazione otterrà una partecipazione indipendente non soltanto alle votazioni e alle elezioni, ma all'AMMINISTRAZIONE QUOTIDIANA. SOtto il socialismo, tutti, a turno, amministreranno, e rapidamente s'abitueranno all'amministrazione di nessuno." (Lenin). Questo dimostra che Lenin era un vero socialista, e che molti sedicenti socialismi sono delle dittature di destra. Il vero spirito del socialismo è la democrazia diretta, spirito che trova echi in Rousseau, quando nel contratto sociale dice: "Se il popolo si da dei rappresentanti, non è più libero".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-309280785008305181?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/309280785008305181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/11/lenin-e-la-democrazia-antica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/309280785008305181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/309280785008305181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/11/lenin-e-la-democrazia-antica.html' title='LENIN E LA DEMOCRAZIA ANTICA'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-7971692851688657975</id><published>2011-11-20T05:11:00.000-08:00</published><updated>2011-11-20T05:31:03.984-08:00</updated><title type='text'>COMUNITARISMO DEMOCRATICO  SOLIDALE vs TOTALITARISMO SOCIAL-CAPITALISTICO (=FASCISTA) o DI MERCATO - SOLIDALE DEMOCRATIC COMMUNITARIANISM</title><content type='html'>Riguardo al libro: il capitalismo divino. Caro nuke, ho dato una prima occhiata al libro...lo leggerò con maggiore attenzione (per poter approfondire meglio e correggere alcuni possibili fraintendimenti) , ma già ci sono alcune cose che ritengo di dover precisare: credo che occorra distinguere tra lo stato sociale-totalitario fascista tipico del capitalismo irriflessivo e quindi del contemporaneo nostalgico, e il comunitarismo democratico solidale. Il comunitarismo è qualcosa che esiste prima dello stato social-fascista: se nello stato sociale gli individui sono nulla e lo stato assistenziale è tutto, questo è un effetto politico del capitalismo dovuto all'assenza di comunitarismo. Mi spiego meglio: l'avvento del capitalismo è l'avvento della scissione, della frammentazione della comunità, per cui nascono i partiti (Che sono espressione di questa frammentazione di interessi), e per reazione i totalitarismi: lo stato è tutto e l'individuo nulla, oppure lo stato è nulla e l'individuo è tutto. Ma questo è un modo di essere della realtà borghese che non trova verità nella natura dell'uomo, che è un essere prima di tutto individuale e comunitario, in cui gli individui assieme sono comunità solidale (che è sociale a livello più alto) e politica. Ora, il mantenere questa scissione si manifesta a livello politico nella permanenza dell'idea di partito, che è un'idea a mio avviso totalitaria (perché anti-comunitaria, nelle sue varianti individualista-parlamentare e fascista). In conclusione, non credo che il taoismo sia intrinsecamente capitalista (in quanto considero l'armonia dialettica taoistacome un vantaggio, come un evitamento del ripetersi capitalistico-cristiano della scissione, come espressione autentica del comunitarismo), né credo che oggi un cristianesimo (in cui c'è già la scissione assente nelle altre religioni, quella tra Dio onnipotente e uomo peccatore, tra cielo e terra) possa fornire responsabilità individuale utile al rinnovamento politico. Nessun partito può assicurare la democrazia, perché la forma partito è in sé totalitaria, è un'idea contro le altre. Il partito è l'espressione della scissione, che si accompagna al processo di frammentazione delle comunità dovuto allo sviluppo del capitalismo. Penso che attaccare il taoismo significhi perpetrare la scissione, che invece dovrebbe essere attaccata. Forse Hegel ha attaccato la scissione soltanto col pensiero, e non nella realtà materiale, economica, come ha iniziato a fare Marx.Però fondamentalmente lo scopo di Hegel era condivisibile, e non ideologico, a mio parere. Ritengo che un certo post-modernismo, identificando la comunità con lo Stato totalitario-sociale, faccia il gioco del capitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concerning the book: "il capitalismo divino". Dear nuke, I have read it rapidly and, even though I am going to read it more carefully, I have some things to say: One has to distinguish between social-totalitarian fascist state and communitarian-solidale state. The first one is typical of non-reflective capitalism and of the contemporary nostalgic, and is the effect of division (individual vs collective or collective vs individual )due to the absence of community. The birth of capital is the birth of division, the division inside community, with the consequent birth of political parties and, as a reaction, of totalitarian states led by a party. This is a way of existence of capital which does not find truth in the nature of human being, who is at the same time individual AND capable of making with the others a political community. The persistance of division shows itself in the persistance of a totalitarian idea, that of "party" (in two forms: individualistic parliamentary, and fascist). Taoism is not, according to me, intrinsecally capitalistic: I think the dialectic harmony of taoism is a way to escape from christian-capitalistic divisio. The party is something intrinsecally totalitarian, it is a symbol of division, and something which is parallel to the division of community due to capitalistic development. Maybe Hegel and taoism have attacked division only in thought, and not in material economic reality, as Marx, but I think their goal of attacking the capitalistic-christian reproduction of the division is shareable, because it is dialectic (it does not exclude the negative).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-7971692851688657975?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/7971692851688657975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/11/comunitarismo-democratico-solidale-vs.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7971692851688657975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7971692851688657975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/11/comunitarismo-democratico-solidale-vs.html' title='COMUNITARISMO DEMOCRATICO  SOLIDALE vs TOTALITARISMO SOCIAL-CAPITALISTICO (=FASCISTA) o DI MERCATO - SOLIDALE DEMOCRATIC COMMUNITARIANISM'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-4523391986236122552</id><published>2011-11-13T13:22:00.001-08:00</published><updated>2011-11-13T13:38:32.444-08:00</updated><title type='text'>LA CRISI IN GRECIA, IN ITALIA NEGLI STATI UNITI; LA GOLDMAN SACHS. THE ECONOMIC CRISIS AND THE ROLE OF GOLDMAN SACHS</title><content type='html'>The solution for the crisis is the investment of money in productive sectors and the regulation of the market by powerful and popular-democratic governments, which are not involved in the interests of the banks.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La soluzione della crisi sta nell'investire soldi in settori produttivi e nel regolare il mercato con leggi ad hoc, cosa che solo un governo forte, democratico-popolare e indipendente può fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On this page interesting links on the economic crisis are published:&lt;br /&gt;Su questa pagina sono pubblicati link sulla crisi economica:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Colidedico-comunitarismo-libertario-democratico-dialogico-greco/171181692906100"&gt;http://www.facebook.com/#!/pages/Colidedico-comunitarismo-libertario-democratico-dialogico-greco/171181692906100&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;English translations:&lt;a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;amp;sl=it&amp;amp;tl=en&amp;amp;u=http%3A%2F%2Fwww.ariannaeditrice.it%2Farticolo.php%3Fid_articolo%3D33531"&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;amp;sl=it&amp;amp;tl=en&amp;amp;u=http%3A%2F%2Fwww.ariannaeditrice.it%2Farticolo.php%3Fid_articolo%3D33531&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;amp;sl=it&amp;amp;tl=en&amp;amp;u=http%3A%2F%2Fwww.ilfattoquotidiano.it%2F2011%2F11%2F11%2Fgoldman-sachs-lato-ombra-draghi-monti%2F169987%2F%23.Tr-gt_qlhFl.facebook"&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;amp;sl=it&amp;amp;tl=en&amp;amp;u=http%3A%2F%2Fwww.ilfattoquotidiano.it%2F2011%2F11%2F11%2Fgoldman-sachs-lato-ombra-draghi-monti%2F169987%2F%23.Tr-gt_qlhFl.facebook&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;amp;sl=it&amp;amp;tl=en&amp;amp;u=http%3A%2F%2Fwww.comedonchisciotte.org%2Fsite%2Fmodules.php%3Fname%3DNews%26file%3Darticle%26sid%3D9308"&gt;http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;amp;sl=it&amp;amp;tl=en&amp;amp;u=http%3A%2F%2Fwww.comedonchisciotte.org%2Fsite%2Fmodules.php%3Fname%3DNews%26file%3Darticle%26sid%3D9308&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-4523391986236122552?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/4523391986236122552/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/11/la-crisi-in-grecia-in-italia-negli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4523391986236122552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4523391986236122552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/11/la-crisi-in-grecia-in-italia-negli.html' title='LA CRISI IN GRECIA, IN ITALIA NEGLI STATI UNITI; LA GOLDMAN SACHS. THE ECONOMIC CRISIS AND THE ROLE OF GOLDMAN SACHS'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-6160069627917457287</id><published>2011-11-12T05:23:00.001-08:00</published><updated>2011-11-12T05:28:34.796-08:00</updated><title type='text'>SOCIAL AND POLITICAL RIGHTS OR FREEDOM TO SPEND?</title><content type='html'>Inequalities, after the seventies, have increased. This is due to the fact that the new economy is worse than keynesian economics, because the state is not supposed to invest (which is different from wasting money), but is only su...pposed to save banks from bankruptcy (!). It is not only a matter of wastes...Saving private banks is a waste of money too, it means privitizing profits and socializing debts! Another problem, is that money are not invested in production... I don't think the way economy is led can bring more social justice : the goal here is freedom to buy, freedom to spend, not social rights, which are something different . With a State which has no productive role, it is much more difficult to pay the debt: The State can only do that by increasing taxes, which leads to less productivity (delocalization of industries) or tax frauds. Moreover, there is less political power in economic matters, which makes more difficult for social rights to be defended. Piergiorgio La Guardia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le diseguaglianze sono cresciute dopo gli anni settanta. Questo perché lo stato, rispetto a quando c'era il keynesismo, non può spendere, ma gli è concesso solo salvare le banche (!). Non è un problema di sprechi. Salvare le banche è uno spreco, perché significa privatizzare i profitti e socializzare le perdite. Un altro problema, è che i soldi non sono investiti nella produzione. L'obiettivo è la libertà di comprare, non i diritti sociali. Con uno stato che non ha un ruolo produttivo, è difficile pagare il debito: lo stato può farlo solo aumentando le tasse, che conduce a minore produttività (delocalizzazione delle industrie), evasione fiscale e peggioramento delle condizioni di lavoro. Inoltre, c'è molto meno potere politico in materia economica, ciò che rende più difficile la difesa dei diritti sociali.&lt;br /&gt;Piergiorgio La Guardia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-6160069627917457287?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/6160069627917457287/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/11/social-and-political-rights-or-freedom.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6160069627917457287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6160069627917457287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/11/social-and-political-rights-or-freedom.html' title='SOCIAL AND POLITICAL RIGHTS OR FREEDOM TO SPEND?'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-7729398016695655949</id><published>2011-11-01T02:41:00.000-07:00</published><updated>2011-11-01T02:50:05.810-07:00</updated><title type='text'>Uno sguardo sul neo-liberismo - an insight in to neo-liberalism</title><content type='html'>"La libertà economica dei liberisti, si oppone a misure che aumentino il benessere della popolazione. Coloro che propongono la libertà eco...nomica, non sono interessati a promuovere la partecipazione delle masse nelle decisioni politiche. La libertà economica, si oppone al diritto alla salute, all'istruzione e a sussidi pubblici alle arti, specialmente se vanno finanziati con un aumento delle tasse. La libertà economica per i liberali, significa libertà di scegliere. Libertà di investire. Chiamiamola per quello che è : libertà di comprare. Ciò che è sorprendente, è che molta gente la pensa cosi. Molti americani si definiscono per il tipo di acquisti che fanno...Di conseguenza la libertà di comprare, dopo una moda, è diventata un diritto politico. Fermo restando questo, sforzi per far tornare indietro la globalizzazione porterebbero ad aumenti di prezzi in grado di minacciare uno stile di vita. Saranno visti da una buona parte della popolazione come un attacco alla libertà stabilita. (Galbraith, the predator state, professore alla john hopkins university, keynesiano) Ecco dove occorre lavorare dal punto di vista psicologico-antropologico: occorre cercare di influenzare l'inconscio delle masse, e portarle vie dalla prigione del desiderio compulsivo innestato in loro dal meccanismo manipolatorio della pubblicità e dell'ideologia politica neo-liberale. Ecco il senso del mio post: metodi efficaci di protesta popolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The economic freedom of liberalism, is against measures which increase the well being of population, and give them political power. Economic freedom, is intended as freedom to choice, freedom to invest, ultimately as freedom to shop. The incredible thing is that a lot of people has come to think so [has accepted this ideology]. Many american define themselves according to the kind of things they buy. As a consequence, the freedom to shop, after a fashion, has become a political right. Efforts to reverse globalization trade, could lead to rising prices in goods, and could threaten a way of life. They would be seen, by a good part of the population, as an attack to freedom. (Galbraith, the predator state).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;This is why we have to work from the anthropological-psychological point of view on the masses, in order to free their unconscious from the compulsive desire for goods, instilled in them by advertising and political ideology. This is the meaning of my post: "metodi efficaci di protesta popolare".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-7729398016695655949?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/7729398016695655949/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/11/uno-sguardo-sul-neo-liberismo-insight.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7729398016695655949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7729398016695655949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/11/uno-sguardo-sul-neo-liberismo-insight.html' title='Uno sguardo sul neo-liberismo - an insight in to neo-liberalism'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-4626027678663294692</id><published>2011-10-16T08:12:00.000-07:00</published><updated>2011-10-16T08:35:31.676-07:00</updated><title type='text'>ANTI-IMPERIALISMO: capitalistico e anticapitalistico</title><content type='html'>Voglio proporre ai lettori questa riflessione: la Cina si sta affermando dal punto di vista economico, mentre dal punto di vista militare sono ancora gli Stati Uniti a dominare la scena (e questo ha delle conseguenze, anche a livello economico).&lt;br /&gt;Questo post vuole riflettere sull'anti-imperialismo, che può essere usato a scopo ideologico oppure no.&lt;br /&gt;Se consideriamo la Cina un capitalismo, allora è chiaro che la Cina voglia delegittimare la forza militare statunitense per poter acquisire dominio anche sull'unico campo in cui è indietro rispetto agli USA. Quale miglior antidoto, per delegittimare la potenza statunitense, dell'Antiimperialismo?&lt;br /&gt;In questo caso l'antiimperialismo sarebbe ideologico, perché non sarebbe associato all'anticapitalismo, ma alla semplice sostituzione della potenza militare statunitense con quella cinese.&lt;br /&gt;Dunque, se la Cina è un capitalismo, allora non basta essere antiimperialisti, per esser anticapitalisti: occorre anche non essere filo-cinesi (benché si possano condividere certe riflessioni dei filo-cinesi).&lt;br /&gt;Se invece la Cina non è un capitalismo, allora le posizioni anti-imperialiste odierne dei filo-cinesi possono essere assimilate a posizioni anticapitaliste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia sensazione è che al momento la Cina sia un paese coinvolto nel capitalismo globlale e funzionale ad esso, per il fatto che consente alle multinazionali di produrre in Cina, perché i salari dei cinesi sono bassi e le ore di lavoro molto elevate. Il salario è qualcosa che Marx associa ineluttabilmente al capitale, cosi come lo sfruttamento della manodopera e gli orari di lavoro massacranti (si legga il primo libro del Capitale).&lt;br /&gt;Queste ragioni di struttura economica che porto, servono per confermare il fatto che la Cina sia economicamente un capitalismo, mentre per smentire che la Cina sia un comunismo, occorre portare delle ragioni politiche. Se queste assunzioni che faccio sono smentibili, sono lieto di essere smentito con le prove.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-4626027678663294692?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/4626027678663294692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/10/anti-imperialismo-capitalistico-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4626027678663294692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4626027678663294692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/10/anti-imperialismo-capitalistico-e.html' title='ANTI-IMPERIALISMO: capitalistico e anticapitalistico'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-7112674132415481763</id><published>2011-10-13T13:11:00.001-07:00</published><updated>2011-10-13T13:35:47.474-07:00</updated><title type='text'>METODI EFFICACI DI PROTESTA POPOLARE</title><content type='html'>Qualsiasi organizzazione popolare che voglia produrre effetti di democraticizzazione economica, militare e politica, deve essere una forza diffusa sul territorio ( un territorio che deve essere molto vasto, una forza diffusa in tutti i continenti). Piccole cellule sparse ovunque nel globo, devono cercare di reclutare milioni di persone nelle proteste civili, e devono farlo in contemporanea. L'elemento mediatico dello scontro non deve essere sottovalutato, perché è attraverso i media che si addestra la consapevolezza delle masse. Le masse hanno bisogno di un' organizzazione che permetta loro di farsi largo sui media non come singoli individui (quello significherebbe subire l'inculturazione borghese attraverso i media), ma come gruppo sociale amplissimo e variegato, che ha richieste economico-politiche comuni.&lt;br /&gt;Il motivo per cui gli scioperi dei lavoratori non ottengono risultati, non è dovuto al fatto che lo sciopero in sé sia inutile, ma è dovuto a due componenti:&lt;br /&gt;1. I sindacati mondiali sono divisi, l'elite capitalistica è unita.&lt;br /&gt;2. L'elite sa condizionare le masse attraverso i media, per comunicare la sua verità su come sarebbe la situazione economica, quella militare, quella politica ecc. Le masse invece non sono in grado di orientare le elite, perché non sono condotte da un'organizzazione trans-nazionale in grado di dare un risvolto mediatico forte, e ripetuto incessantemente, alle proteste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo assunto che l'organizzazione deve essere:&lt;br /&gt;1. ramificata&lt;br /&gt;2. al di la delle ideologie&lt;br /&gt;3. essere in grado di proporre a ogni componente del popolo una forma di protesta legale, ripetuta, e che abbia un risalto mediatico capace di indurre, se esercitata ripetutamente negli anni e nel rispetto della legalità, timore nell'elite (attraverso lo studio di slogan, coreografie ad effetto, anche violente se nei limiti del permesso), senza violare la legge.&lt;br /&gt;Quindi rispetto alla disobbedienza civile classica, le caratteristiche di questa disobbedienza dovrebbero essere:&lt;br /&gt;1. la sua internazionalità&lt;br /&gt;2. La sua capacità di reclutare molta gente (milioni, di tutti i continenti), per il fatto che si garantisce l'uso di forme legali e allo stesso tempo incisive (perché colpiscono le emozioni, l'inconscio) di protesta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti molta gente vorrebbe protestare, ma non lo fa:&lt;br /&gt;1. perché le proteste solo locali non sortiscono effetti.&lt;br /&gt;2. perché hanno paura di partecipare a proteste illegali in cui rischiano di violare la legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I membri dell'organizzazione dovrebbero studiare una coreografia capace di incutere paura nel bersaglio della protesta, rappresentato appunto da elite politico-economiche e militari internazionali, senza violare la legge. Dovrebbero ripetere questa coreografia per parecchie volte, cambiandola leggermente di volta in volta, proprio come fanno i media con la loro razione di menzogne quotidiane. Queste proteste dovrebbero ripetersi per anni e anni e coinvolgere milioni di persone contemporaneamente, grazie alla ramificazione sul territorio: alla fine, se si riesce a veicolare emozioni attraverso lo schermo, si ottiene per forza un effetto. Occorre penetrare i media e suscitare un effetto, effetto che si vede solo se queste azioni vengono ripetute nel tempo, coinvolgono milioni di civili (per avere un risvolto mediatico) e suscitano emozioni forti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-7112674132415481763?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/7112674132415481763/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/10/metodi-efficaci-di-disobbedienza-civile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7112674132415481763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7112674132415481763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/10/metodi-efficaci-di-disobbedienza-civile.html' title='METODI EFFICACI DI PROTESTA POPOLARE'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-3488423032013636163</id><published>2011-10-04T12:09:00.001-07:00</published><updated>2011-10-04T12:43:08.362-07:00</updated><title type='text'>Il contro-transfert soggettivo</title><content type='html'>In psicoanalisi, si sostiene che l'individuo passi attraverso diverse fasi successive di sviluppo, in cui si presentano prove da superare: nel caso in cui una di queste non venga superata, si osserverà l'esistenza di un conflitto inconscio che avrà delle conseguenze sul soggetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il contro-transfert è in definitiva costituito da emozioni provate dall'analista durante una seduta, quando si trova ad essere l'osservatore degli schemi relazionali che il paziente ripete continuamente, in seduta come nella vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le emozioni provate dall'analista possono essere oggettive, quando l'analista prova le emozioni (e anche i pensieri) del genitore o del paziente stesso, senza sentirle come proprie: in questo caso, l'analista capisce il paziente e lo aiuta a superare il conflitto. Si parla a proposito di contro-transfert oggettivo.&lt;br /&gt;Il contro-transfert è invece soggettivo, quando queste emozioni suscitate dal paziente, risvegliano nell'analista delle emozioni simili a quelle del paziente, ma che l'analista non è in grado di gestire, perché sono emozioni dell'analista stesso, dovute a un conflitto irrisolto dell'analista. In questo caso l'analista non può aiutare il paziente, perché lui stesso non è riuscito a risolvere il conflitto corrispondente a quello stadio dello sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assumiamo che l'analista, quando era molto piccolo, abbia avuto una madre narcisista che ritirava il suo affetto nel momento in cui il bambino non accettava di ubbidire a tutti i suoi bisogni.&lt;br /&gt;Nel momento in cui l'analista troverà un paziente dall'atteggiamento simile a quello di sua madre (magari un paziente ipercritico, esigente, rabbioso), forse potrà diagnosticare correttamente la presenza, in questo paziente, di un disturbo narcisistico, ma senz'altro si potrà dire con certezza che l'analista non sarà in grado di aiutarlo, perché lui stesso ha un conflitto relativo a quello stadio dello sviluppo. L'analista tenderà infatti a identificare il paziente con la madre deprivante, cioé a vivere un controtransfert soggettivo, o tenderà a rinforzare le difese del paziente per evitare di rivivere e riconoscere il proprio conflitto, segnalato dal controtransfert soggettivo.&lt;br /&gt;Occorre monitorare attentamente il contro-transfert per rendersi conto della presenza di conflitti irrisolti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bibliografia:&lt;br /&gt;Albarella - il controtransfert&lt;br /&gt;Schoenewolf - 111 common therapeutic blunders&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-3488423032013636163?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/3488423032013636163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/10/il-contro-transfert-soggettivo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/3488423032013636163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/3488423032013636163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/10/il-contro-transfert-soggettivo.html' title='Il contro-transfert soggettivo'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-8238670059682804732</id><published>2011-10-03T14:40:00.000-07:00</published><updated>2011-10-03T14:42:42.127-07:00</updated><title type='text'>Un breve commento a questo articolo di geopolitica</title><content type='html'>http://www.eurasia-rivista.org/gli-usa-allattacco-della-francia/11467/&lt;div&gt;&lt;span class="commentBody" jsid="text"&gt;concordo pienamente con l'articolo,  specialmente quando afferma che in Francia c'è un tipo di integrazione delle  minoranze molto diversa, fondata più su quello che oserei chiamare  assimilazionismo, piuttosto che sul multiculturalismo. In particolare si tende a  convertire l'immigrato ai valori repubblicani e alla cultura francese  (assimilazionismo), piuttosto che settarizzarlo e lasciarlo alle usanze del suo  paese. Credo che la Francia riesca, grazie al suo forte spirito identitario, a  operare bene in questo senso (e ad essere molto persuasiva), e credo che una  eventuale operazione americana volta a destabilizzare questo tipo di  integrazione sia un'operazione volta in definitiva a destabilizzare la  Francia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-8238670059682804732?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/8238670059682804732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/10/un-breve-commento-questo-articolo-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8238670059682804732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8238670059682804732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/10/un-breve-commento-questo-articolo-di.html' title='Un breve commento a questo articolo di geopolitica'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-2391189257909617499</id><published>2011-09-25T04:29:00.000-07:00</published><updated>2011-09-25T07:47:38.700-07:00</updated><title type='text'>L'IMPORTANZA DELL'ETICA NELLA PRATICA DEMOCRATICA</title><content type='html'>La morale, presente per esempio in quella che ho definito "la dialettica della lotta", ma presente anche in orizzonti politici come quello liberale (es. Gheddafi è un dittatore, un mostro, noi invece siamo i liberi), o in orizzonti PSEUDO-culturali come quelli che si rifanno il mito della razza, è caratterizzata dalla visione di opposti che si escludono, e non opposti che si includono generando gradazioni. La dialettica dei distinti (vedi Croce) potrà anche essere considerata borghese (come affermava Gramsci), ma la dialettica di opposti che si includono, che comunicano, che non sono appunto dei distinti separati per sempre, secondo me non è affatto "borghese". Veniamo al dunque: questo post voleva parlare di etica e di morale. La morale, in quanto imposizione di un significato, in quanto dover essere, è sicuramente l'espressione di un potere di classe, o di un tentativo di egemonia di classe (sia essa quella dei preti, dei comunisti, degli imperialisti ecc.). La morale è ideologia al servizio del potere, e non a caso Freud l'ha fatta coincidere con i divieti del super-io, cioé del potere paterno.&lt;br /&gt;I divieti imposti dall'alto cioé la morale, sono qualcosa di più di un ostacolo all'azione. Sono un ostacolo allo svilupparsi di un'etica democratica, cioé di un potere democratico.&lt;br /&gt;L'etica è infatti frutto di un accordo tra i componenti di una comunità, che sancisce il significato da assegnare a una determinata azione. Il codice etico è il frutto di attribuzioni di significato concordate tra i membri di una comunità, ed è il frutto di un dialogo democratico, perché presuppone la accettazione dei suoi contenuti da parte di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque ciò che caratterizza una comunità è un' etica condivisa,&lt;br /&gt;ovvero la capacità di attribuire significati attraverso il vivere comune, il dialogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La costruzione dialogica del significato è oggi sempre più rara, in quanto il linguaggio è sempre più usato a scopi manipolatori e propagandistici...la rapidità della vita nell'orizzonte capitalistico impedisce fisiologicamente legami duraturi e un dialogo spontaneo (si veda Zygmunt Bauman). La psicoanalisi è un'avventura etica, che sfida le tendenze del nostro tempo, in quanto rappresenta una pratica di demistificazione del potere (le censure, i divieti del super-io), e di costruzione bipersonale del significato del mondo inconscio rivelato tramite le libere associazioni.&lt;br /&gt;Anche la scienza, in generale, dovrebbe porsi in questa prospettiva, demistificando le idee preconcette che non sono in accordo con l'osservazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-2391189257909617499?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/2391189257909617499/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/09/etica-e-democrazia-una-urgenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2391189257909617499'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2391189257909617499'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/09/etica-e-democrazia-una-urgenza.html' title='L&apos;IMPORTANZA DELL&apos;ETICA NELLA PRATICA DEMOCRATICA'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-8694133668702170074</id><published>2011-09-25T00:42:00.001-07:00</published><updated>2011-09-25T01:15:36.243-07:00</updated><title type='text'>Dialettica del Capitale vs Dialettica della lotta: La dialettica nella tradizione marxista</title><content type='html'>Che cosa è il marxismo? Come le domande scientifiche sulla natura della luce, cosi anche il marxismo è qualcosa che non si potrà mai definire in maniera esaustiva. Di certo il pensiero dialettico, l'idea di un positivo e di un negativo che interagiscono per dare un risultato storico, è presente. Ma questa dialettica politica, sarà poi la dialettica hegeliana, o qualcosa di diverso? Perché inneffetti che cosa  è il marxismo, se non la dottrina politica della lotta tra borghesia e proletariato? Una lotta tra il positivo e il negativo?  Questa lotta fra polarità opposte, che non si mescolano, è indice di una sintesi che per Marx avviene nel futuro, e non nel presente (come per Hegel). Per Hegel il negativo è positivo, e viceversa; come nello yin e nello yang i colori nero e bianco in un certo qual modo si attraversano, si compenetrano, dando la realtà. In Marx, e specialmente in Lenin, invece, non esiste una sintesi accettabile nel presente, ma permane la scissione tra gli opposti. La sintesi poi, intesa come il raggiungimento del socialismo, appare come qualcosa di altro rispetto al reale, qualcosa di metafisicamente proiettato nel futuro. La dialettica di Hegel viene stravolta, il presente della sintesi diventa il futuro comunismo paradisiaco di una metafisica che ricorda molto quella cristiana. Il positivo e il negativo, che si compenetrano, diventano qui due opposti in lotta, due irriducibili: impossibile sperare che la loro unione sia la realtà, perché la realtà è ciò che deve venire, cioé la razionalità del comunismo, mentre il presente altro non è che scissione, irrazionalità capitalistica. La storia allora diventa l'orizzonte per scegliere moralmente da che parte stare, se coi buoni (i proletari) o con gli sfruttatori (i borghesi): diventa cioé il pretesto per una teologia morale che si converte in moralismo politico, e poi in autoritarismo.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La crisi del marxismo è la crisi di un modo di vedere il mondo. La crisi è frutto a mio avviso di una dialettica della lotta, che subordina la prassi alla razionalità,  per cui la scissione all'interno del partito riflette la scissione che caratterizza l'osservazione che il marxista fa del presente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cosa recuperare del Marxismo? Più che del marxismo, sarebbe opportuno rimeditare Marx, che può ancora insegnare molto. Innanzitutto, in Marx,  c'è una realtà razionale, presente, e questa realtà sarebbe svelata dalle analisi economiche che Marx fa nel Capitale. Quindi non c'è solamente una prassi politica di lotta, ma c'è una fase di studio davvero dialettico (perché stavolta nell'economia, al contrario che nella politica, le due classi sono unite nel fenomeno economico del capitalismo). Il vero problema del marxismo, è che non ha una scienza economica aggiornata ai tempi odierni, usando il metodo di Marx. Di conseguenza non è capace di impostare una prassi politica razionale, basata cioé sulla realtà (realtà che solo un metodo di indagine economica come quello Marxiano può dare, e non la semplice lotta politica fine a sé stessa e non veramente dialettica, se intendiamo con dialettica qualcosa che ricomprenda i due opposti, cioé la sintesi, il Reale).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Credo che le analisi economiche di Marx fossero davvero dialettiche nel senso Hegeliano del termine, mentre credo che la prassi politica dei marxisti utilizzi una dialettica della lotta molto lontana sia dalla dialettica del capitale che da quella hegeliana: una dialettica che non permette di capire cioé il reale. Da qui, a mio parere, la confusione dei partiti politici marxisti.  Alcuni, nella prassi, hanno persino abbandonato la dialettica della lotta (o del reale  A VENIRE),  ma, invece di dedicarsi allo studio della dialettica del reale PRESENTE (cioé quella di Hegel e del Capitale, per aggiornarne le analisi economiche al tempo odierno), si sono convertiti al gradualismo borghese-riformista, fatto di tatticismi (tipico è il caso dei partiti che vogliono a tutti i costi entrare in parlamento, perché la tattica esige un percorso di avvicinamento GRADUALE al potere). In questo modo si sono preclusi:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a) la possibilità di capire il reale;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;b)la possibilità di attuare una dialettica politica della prassi diversa sia dalla dialettica scientifica hegeliana che dalla attuale dialettica politica della lotta (che a mio parere è ormai un'arma ideologica obsoleta, una logica dell'amico/nemico che è superata dai tempi, e di cui antifascismo e antiberlusconismo costituiscono  i cadaveri senza vita, mostri incapaci di cambiare davvero la realtà e di dare una risposta ai problemi e alle domande che essa pone oggi).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-8694133668702170074?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/8694133668702170074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/09/dialettica-del-capitale-vs-dialettica.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8694133668702170074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8694133668702170074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/09/dialettica-del-capitale-vs-dialettica.html' title='Dialettica del Capitale vs Dialettica della lotta: La dialettica nella tradizione marxista'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-7191996180076606042</id><published>2011-09-21T09:47:00.001-07:00</published><updated>2012-01-19T15:06:46.634-08:00</updated><title type='text'>METODO DI AUTOANALISI PSICOLOGICA  PSICOANALITICA VERSIONE 2</title><content type='html'>AVVERTENZA AI LETTORI:E' presente la terza ed ultima versione aggiornata di questo manuale. Il link diretto per il download lo trovate su &lt;a href="http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/12/la-versione-definitiva-del-metodo-di.html"&gt;http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/12/la-versione-definitiva-del-metodo-di.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda versione del programma di autoanalisi.&lt;br /&gt;Contiene:&lt;br /&gt;audio dewald&lt;br /&gt;audio davanloo&lt;br /&gt;audio empatici&lt;br /&gt;audio Freud&lt;br /&gt;file col programma psicoanalisi classica&lt;br /&gt;audio Spotnitz&lt;br /&gt;file col programma di psicoanalisi moderna (H.Spotnitz)&lt;br /&gt;Audio Firestone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link FILESERVE:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.fileserve.com/file/X5GwAjQ/autoanalisiv2.zip"&gt;http://www.fileserve.com/file/X5GwAjQ/autoanalisiv2.zip&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Dovete cliccare su Download più lento (in basso a destra), mettere le lettere e aspettare 23 secondi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il link non dovesse funzionare, si prega di lasciare un commento sotto il post, in modo da avvertire l'autore, che ricaricherà il file.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non dimenticate di leggere i libri sull'interpretazione dei sogni (vedi bibliografia), se volete analizzarli col metodo classico. Buona vita a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOTA: tutti i diritti su quest'opera sono di proprietà dell'autore Piergiorgio La Guardia.&lt;br /&gt;Questo metodo è un manuale di autoaiuto e di autoanalisi e non sostituisce il consulto psicologico o psichiatrico. Il fruitore del manuale è l'unico responsabile del suo uso. L'autore declina ogni responsabilità derivante da un uso improprio del manuale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-7191996180076606042?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/7191996180076606042/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/09/metodo-di-autoanalisi-versione-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7191996180076606042'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7191996180076606042'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/09/metodo-di-autoanalisi-versione-2.html' title='METODO DI AUTOANALISI PSICOLOGICA  PSICOANALITICA VERSIONE 2'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-2018689653658094403</id><published>2011-09-08T11:21:00.000-07:00</published><updated>2011-09-08T12:06:09.993-07:00</updated><title type='text'>UN CONFRONTO TRA SPOTNITZ E FREUD</title><content type='html'>Hyman Spotnitz è il pioniere della psicoanalisi moderna. La differenza principale fra la moderna e la classica è di tipo pratico: la necessità di esplorare campi della psiche inaccessibili al metodo freudiano, cui si accompagna la possibilità di " curare" pazienti ritenuti da Freud intrattabili. Chi sono questi pazienti intrattabili? Sono pazienti la cui pulsione di vita è relativamente sana (non sono cioé pazienti che reprimono determinati desideri sessuali ), ma la cui pulsione di morte è invece esageratamente forte. Questa pulsione di morte è minacciosa per il paziente, perché è il frutto di frustrazioni situate allo stadio orale dello sviluppo. La parola chiave è frustrazioni, che altro non sono che una relazione madre bambino (e per bambino non intendiamo quello di 3-4 anni, ma più piccolo) incapace di tener conto delle sue caratteristiche soggettive. Secondo Spotnitz, una eccessiva stimolazione può derivare da bisogni che il bambino non riesce a soddisfare adeguatamente. Questa mancata soddisfazione può provocare frustrazione nel bambino, e di conseguenza rabbia narcisistica. Questa rabbia si accumula, perché il bambino non può fisicamente aggredire la madre: la rivolge allora contro il proprio sé o contro le rappresentazioni della madre. Non potendo scaricare, nemmeno verbalmente (come è invece possibile fare in analisi) la rabbia, il bambino tenta di tenerla a bada attraverso la libido (la pulsione di vita), che diventa una vera e propria tenda difensiva contro l'emergere della rabbia. Una impresa disperata, tanto che alla fine emergono i sintomi. La rabbia narcisistica è un elemento che si trova nei disturbi narcisistici, nei depressi, negli schizofrenici, nei borderline... Freud non riusciva a cooperare con questi soggetti, perché erano soliti non parlare, non seguire la regola delle libere associazioni, svalutare il terapeuta e uscire dall'analisi. Questo per Freud era un transfert negativo, e lui stesso diceva che la cura era possibile solo qualora il paziente fosse in grado di sviluppare un transfert d'oggetto positivo, in modo da prestare attenzione agli interventi del terapeuta.&lt;br /&gt;Oggi, Spotnitz può dire che il transfert negativo non è un fattore problematico, purché venga variata la tecnica: non bisogna più interpretare da subito le difese, né pretendere che il paziente associ liberamente . All'inizio è sufficiente che parli, e anche quando sta in silenzio non bisogna attaccare questa difesa, perché sono pazienti che hanno un io fragile e temono la propria rabbia. Bisogna stimolarlo il giusto, senza interpretare, perché Spotnitz capisce che quel transfert che Freud definiva negativo non era un transfert d'oggetto comune (in cui il bambino concepisce se stesso separato dalla madre), ma un caso particolare di transfert, il transfert narcisistico. Spotnitz propone di non attaccare le difese all'inizio, ma anzi di assecondarle: è convinto che questo sia l'unico metodo per trattare questi pazienti. Attaccarle significherebbe infatti sovrastimolare il paziente, che sentirebbe così la propria rabbia inconscia aumentare, diventando di conseguenza ancora più resistente. Dopo l'esplorazione della rabbia narcisistica, il paziente diventa in grado di formare un transfert d'oggetto, per cui con il proseguo dell'analisi è possibile applicare le tecniche interpretative classiche... I tempi indicativi variano da persona a persona, ma solitamente occorrono almeno 2-3 anni di analisi, se non 5. Un fatto interessante è che per Spotnitz un aumento della frequenza delle sedute non è sempre consigliato, in quanto il paziente può diventare più resistente (sentirsi sovrastimolato) e non aver nulla da dire. Lui consiglia di iniziare sempre con una seduta alla settimana, per far si che tra una seduta e l'altra ci sia il tempo sufficiente per rendere il paziente affamato di analisi, desideroso di tornare per parlare. Questa fame da sola non deve indurre a cambiare il numero delle sedute. Per riassumere, è chiaro che se con la psicoanalisi classica si trattava di scegliere il paziente idoneo, con quella moderna si tratta di adattare la tecnica (compreso la frequenza delle sedute ) ai bisogni del paziente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-2018689653658094403?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/2018689653658094403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/09/un-confronto-tra-spotnitz-e-freud.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2018689653658094403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2018689653658094403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/09/un-confronto-tra-spotnitz-e-freud.html' title='UN CONFRONTO TRA SPOTNITZ E FREUD'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-6380861708648419587</id><published>2011-09-06T05:40:00.000-07:00</published><updated>2011-09-06T05:41:28.216-07:00</updated><title type='text'>L'UOMO E' ANTIQUATO?</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; line-height: 12px; background-color: rgb(237, 239, 244); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Domanda provocatoria: ma il lavoratore è ancora un uomo, oppure il concetto di uomo è troppo antiquato? Non è piuttosto una merce che cerca di contrattare il proprio valore col datore di lavoro? E se il lavoratore si identifica con la merce, se questi conflitti di classe non sono altro che strategie di mercato, cosa rimane da sperare per l'uomo? Esiste ancora l'uomo? Oppure il lavoratore non è più un uomo, ma è misurato solo sulle sue prestazioni, in modo simile ad una macchina? Non è questa la più grande vergogna, che le classi in causa condividono e si spartiscono equamente, senza far nulla per risollevare l'umanità dalla reificazione? Non è questo il vero prodotto del capitalismo e dell'interesse di classe, cioé la reificazione del lavoro e dunque dell'uomo che lavora? Non è solo attraverso la politica e il superamento del discorso classista in una dimensione sociale-comunitaria che è possibile ri-umanizzare l'uomo? Ma se questo sociale stesso diventa un pretesto classista, uno slogan per modifiche contrattuali, e non una rivoluzione antropologica, non sarebbe questo perdere una grande occasione per cambiare le cose seriamente, e rompere quel silenzio omertoso che gli altri non vogliono rompere? Non è la lotta di classe, più che rivoluzionaria, una strategia (che tralaltro oggi funziona sempre meno) per acquisire potere contrattuale e far avanzare qualche sindacalista? Non è borghese tutto ciò?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-6380861708648419587?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/6380861708648419587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/09/luomo-e-antiquato.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6380861708648419587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6380861708648419587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/09/luomo-e-antiquato.html' title='L&apos;UOMO E&apos; ANTIQUATO?'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-6590684989989087801</id><published>2011-07-31T09:53:00.000-07:00</published><updated>2011-07-31T10:28:58.387-07:00</updated><title type='text'>CAPITALISMO E DIFESA DALL'EDIPO ovvero CULTURA E GENITALITA'</title><content type='html'>Come sapete Freud distingueva 3 stadi principali dello sviluppo umano: orale, anale e genitale.&lt;div&gt;La mia esperienza mi insegna che il progredire da uno stadio di sviluppo all'altro, avvienga per opera sia di necessità biologiche che della influenza della cultura sull'individuo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo smantellamento della cultura e delle tradizioni operato dal capitalismo ha provocato come meccanismo difensivo la regressione degli esseri umani alla fase orale. La regressione a uno stadio precedente è un meccanismo di difesa che si applica ogni qual volta non si sia in grado di affrontare lo stadio sessuale in cui ci si trova, compito affrontabile solo attraverso la cultura, le istituzioni  e l'arte. La civiltà promuove la crescita spirituale (cioé sessuale, inteso in senso ampio e non nel senso in cui viene comunemente inteso dai pubblicitari), perché fornisce all'individuo esempio e ispirazione che gli serviranno per gestire le pulsioni correttamente e metterle al servizio della comunità e della socialità.   &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il capitalismo ha come obbiettivo (e sta realizzando) lo smantellamento della cultura (che ha come conseguenza la regressione alla fase orale dei soggetti) per far si che ciò che rimanga sia la pubblicità. La pubblicità e i media si pongono quindi come nuovi educatori, il cui fine ultimo è il conformismo politico e l'aumento dei consumi. D'altronde il soggetto fissato alla fase orale, è un soggetto dipendente: continuamente bisognoso di latte (=comprare merce), bisognoso di fagocitare con la bocca tutto ciò che gli viene dato (=passività, ricettività davanti alla forza della propaganda). Il soggetto orale è estremamente dipendente da colui che gli da il cibo, ma non riconosce ancora la persona intera, perché è troppo piccolo. Riconosce quindi solo le proprie esigenze: è la società del narcisismo, individualista e antisociale!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La prova della regressione delle società capitaliste allo stadio orale è rappresentata:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a)dall'aumento vertiginoso dell'abuso di droghe, alcol ed altre sostanze, consumate proprio come difesa contro il riemergere dei conflitti della fase genitale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;b) Dall'aumento vertiginoso di casi di disturbo narcisistico di personalità, che si instaura quando il piccolo non è ancora in grado di distinguere nettamente sé dall'altro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;c) Dal sempre più frequente instaurarsi di relazioni di dipendenza più che d'amore&lt;/div&gt;&lt;div&gt;d) Dal fatto che la società capitalista ha una concezione individualista dell'uomo in cui non trova spazio la cultura e la socialità, ma solo l'interesse personale e la propaganda;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e) Dall'aumento dei disturbi depressivi, che spesso hanno motivazioni simili a quelle del punto a).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Compito dei comunitaristi è difendere  la cultura per la sua utilità come mezzo di progresso individuale e sociale e come strumento per combattere l'atomizzazione e la reificazione capitalistica dell'esistente. La psicoanalisi è una scienza che può dare un indirizzo formale per comprendere quali sono gli strumenti culturali più idonei a difendere la crescita individuale e collettiva, ma non è sufficiente, senza la profondità e la ricchezza contenutistica delle arti, a promuovere il progresso umano.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;NOTA:l relativismo ha come compito la distruzione della cultura e l'affermazione dell'atomizzazione capitalistica, con conseguente reificazione del pensiero. Un pensiero reificato non può essere veicolo di progresso civile. Il pensiero reificato è il pensiero di un soggetto individuale sganciato dal contesto comunitario. Un soggetto perciò stesso reificato, regredito. Una sessualità sviluppata ha sempre un carattere relazionale, ed è possibile solo se il soggetto è inserito in un contesto comunitario non repressivo.  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-6590684989989087801?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/6590684989989087801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/07/capitalismo-e-difesa-dalledipo-ovvero.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6590684989989087801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6590684989989087801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/07/capitalismo-e-difesa-dalledipo-ovvero.html' title='CAPITALISMO E DIFESA DALL&apos;EDIPO ovvero CULTURA E GENITALITA&apos;'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-3616618185461898182</id><published>2011-07-28T10:56:00.000-07:00</published><updated>2011-07-28T11:00:44.384-07:00</updated><title type='text'>The fantasy bond - Robert Firestone</title><content type='html'>E' un libro che ho inserito nella bibliografia del mio manuale di autoanalisi. E' un libro di valore, un libro che nel panorama desolante dell'editoria commerciale, non troverà spazio...non si sa quando uscirà una traduzione. Io ho tradotto per voi una parte, giusto per darvi un assaggio (tutti i diritti sono riservati allo scrittore del libro e alla casa editrice, questo post è solo a scopo illustrativo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; "i genitori non possono sopportare di sapere che stanno negando l'amore a creature innocenti che ricordano loro delle vulnerabilità dolorose che avevano da bambini. La loro carenza di sentimenti profondi d'amore fa credere loro di essere cattivi. Nono possono tollerare ciò, e si focalizzano sui propri figli in maniera critica, per trovare giustificazione per il fatto che non li amano. Il loro criticismo rinforza la credenza del bambino, che pensa di essere senza valore e non degno d'amore. Questa accuse negative diventano parte della identità emozionale del bambino, e come adulti, ripetereanno lo stesso processo con i loro propri figli. Se i genitori avessero un rapporto empatico e sensibile verso il proprio figlio, ciò costituirebbe una minaccia in quanto porterebbe a rilasciare il dolore represso dei genitori, e cosi, attraverso vari mezzi, il genitore cerca di distruggere lo spirito del bambino. Espressioni genuine e spontanee sono soppiantate da sentimenti designati socialmente e il bambino viene educato ad adottare le difese del genitore per proteggerli dalla non voluta stimolazione di sentimenti repressi. Più i genitori hanno difese rigide, maggiore sarà l'ostilità verso il figlio, che è un intruso innocente. I genitori si sentono in colpa per questa ostilità, e la mscherano trovando difetti nel bambino e incolpandolo." Il giovane bambino trova assolutamente necessario mantenere attitudine benevolente verso il genitore, perché dipende totalmente da lui. Se la madre è punitiva e provoca ansia, non è perché è cattiva, ma perché è il bambino ad esserlo. Il bambino crede che la madrea bbia ragione nell'essere punitiva e intrusiva."[...] Una donna può controllare gli uomini nono solo manipolando la loro vanità o mantenedo le loro illusioni, ma anche agendo da debole infantile o da inferiore. Fingendo che lui sia più intelligente, una donna da all'uomo un falso senso di importanaza che danneggia il suo senso di realtà.[...] Trattenendo qualità che sono ammirate dal compagno, si può provocare nel partner rabbia. Provocare il compagno con manipolazioni infantili può far diminuire i sentimenti d'amore del partner, in modo da mantenersi a debita distanza e mantenere le proprie difese intatte. Attraverso il trattenere le proprie qualità e attraverso la manipolazione, ogni individuo è capace di controllare e limitare i sentimenti positivi dell'altro. [...] Col tempo, un legame diventa un patto di mutua protezione in cui ogni partner implicitamente è d'accordo nell'onorare le difese dell'altro, evitando di sfidare le abitudini autodistruttive dell'altro. L'uomo e la donna che sono in un legame, evitano intimità e affetto reali, e invece formano forti legami di dipendenza. Incapaci di accettare la realtà della loro scarsezza di sentimenti, provano a mantenere una fantasia di amore duraturo. [...] Il legame fantasticato con la madre aiuta a alleviare l'angoscia della reale deprivazione emozionale (causata da una madre che non solo non dava amore, ma si difendeva da questa idea incolpando il figlio), fornendo una parziale gratificazione. Il paradosso della nevrosi è che questa fusione immaginata che dava sollievo quando si era piccoli ora limita la vita da adulti. La gente tende a replicare le proprie connessioni primitive, usando i partner come sostituti simbolici delle figure parentali. Tendono a rivivere con gente nuova esperienze avute nelle loro famiglie, a detrimento delle relazioni attuali. Copyright the glandon association, tutti i diritti riservati&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-3616618185461898182?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/3616618185461898182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/07/fantasy-bond-robert-firestone.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/3616618185461898182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/3616618185461898182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/07/fantasy-bond-robert-firestone.html' title='The fantasy bond - Robert Firestone'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-6308625020283453320</id><published>2011-07-09T05:48:00.000-07:00</published><updated>2011-07-09T06:19:36.249-07:00</updated><title type='text'>PRECARIATO, PLUS-VALORE ADDIZIONALE, FUTURO DEL LAVORO E DELLE PROFESSIONI</title><content type='html'>Cominiciamo dall'inizio: Nel capitale di Marx, si parla di operai non specializzati, ex contadini che migrano in massa nelle città in cerca di un lavoro. Questi operai erano cosi tanti che non potevano essere assunti tutti. La gran parte diventavano disoccupati (forza lavoro in eccedenza). Il capitalismo liberista ha bisogno che si verifichi questo fenomeno, per poter diminuire il costo del lavoro e abbassare la capacità contrattuale dei lavoratori (cioé la capacità di chiedere migliori condizioni di lavoro). Infatti Marx descrive grandi industriali inglesi, che adottavano tutte le tattiche per poter sfruttare gli operai che avevano alle loro dipendenze: Se il plus valore era il plus lavoro (=numero delle ore in più non pagate), era logico forzare i lavoratori (anche donne e bambini,pagati ancor meno degli uomini) a lavorare 10-12 ore al giorno. Oggi invece il motto è la produttività:"produrre di più in meno ore". Ad ogni modo, l'introduzione delle macchine ha fatto si che l'industria richiedesse sempre più manodopera specializzata (perché la macchina non può fare lavori intellettuali). E' per questo, e non per rendere la conoscenza democratica o per valorizzare la professionalità, che vengono incentivati i ragazzi a laurearsi. Il sistema ha bisogno delle competenze, e ha pure bisogno del precariato.Il sistema liberista è progettato per non dare lavoro a tutta la manodopera: gli servono i disoccupati per acquisire forza contrattuale sui dipendenti e per aumentare l'offerta a parità di domanda, abbassando cosi il costo del lavoro e aumentando il plusvalore. Marx riporta delle frasi del tipo: "se non lavori come dico io, ci sono un sacco di operai come te che non aspetto altro se non che io li assuma".&lt;br /&gt;Gli ordini professionali e l'autonomia dei professori universitari sono un pericolo per il sistema. Il liberismo vuole abolire gli ordini professionali, e li bolla come una lobby: in realtà gli ordini sono un organismo di tutela del lavoratore, di garanzia e di autocontrollo. Un loro smantellamento farebbe abbassare ancora di più il costo del lavoro e il potere contrattuale dei professionisti, che diventerebbero cosi dei semplici "operai specializzati" al servizio del capitale, senza nessuna garanzia. I professori di facoltà umanistiche che hanno resistito alla tentazione di sottomettersi, sono persone pericolose, perché possono ostacolare la propaganda ideologica (ormai unica ammessa, a destra come a sinistra) del liberismo, delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni.&lt;br /&gt;L'autonomia dei professori delle facoltà scientifiche è un rischio per un'altra ragione: la scienza deve essere al servizio del capitale, e non dell'uomo. Ecco perché l'università viene vincolata sempre più a capitali privati. Scoperte che non sono al servizio del capitale sono considerate un'inefficienza, uno spreco da tagliare. &lt;br /&gt;C'è un'ultima cosa che volevo dire: occorre considerare le classi sociali (gli operai dell'800 come i neo-laureati di oggi) come un intero. Se guardiamo al blocco dei neo-laureati, e al progetto di precarizzazione e de-professionalizzazione del lavoro in atto, possiamo affermare che le ore di studio complessive di tutti i neo-laureati presenti sul mercato siano una sorta di "plus-valore addizionale", cioé vere e proprie ore di specializzazione, ore di lavoro non retribuite dalla classe dei capitalisti. Il plus-valore addizionale è maggiore quanto maggiore è il numero di neo-laureati: le ore di studio non retribuite vanno a far diminuire il costo del lavoro, che dunque rappresenta un risparmio (un esproprio di plusvalore) a vantaggio del capitalista.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-6308625020283453320?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/6308625020283453320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/07/precariato-e-futuro-del-lavoro-e-delle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6308625020283453320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6308625020283453320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/07/precariato-e-futuro-del-lavoro-e-delle.html' title='PRECARIATO, PLUS-VALORE ADDIZIONALE, FUTURO DEL LAVORO E DELLE PROFESSIONI'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-2012469805327689509</id><published>2011-07-05T13:08:00.000-07:00</published><updated>2011-07-05T13:24:02.190-07:00</updated><title type='text'>VALORE (E PRESUNTA SCARSITA') DEL POTERE E DELLE COSE</title><content type='html'>&lt;div&gt;A mio parere dipende tutto dalla teoria del valore...L'oro vale perché è scarso ed ha un valore d'uso, e cosi il potere. Anche il fatto che si consideri un dipinto pregiato, e quindi sia da sfoggiare in una villa sfarzosa, significa attribuire a quel dipinto un valore d'uso (indipendentemente dalla qualità artistica del dipinto, che non si può quantificare). La distinzione secondo me non è tanto materiale immateriale, quanto una distinzione d'uso e di disponibilità. Il valore d'uso dipende dai costumi dell'epoca, e da quanto serve il materiale nell'epoca in cui si vive. Per esempio, il petrolio serve molto più oggi che abbiamo i motori, di quanto non potesse servire ai romani. Quindi il suo valore d'uso è aumentato. Il potere è scarso? Dipende dal potere...anche il potere di alzarsi e di andare in bicicletta è un potere. CI sono poteri scarsi e poteri più diffusi. Il potere politico è scarso perché si vuole che sia tale, cioé che solo uno, o 10 o 300 decidano. Di solito più è democratico un potere, e più è spezzettato tra diverse persone, come una torta in cui uno prende una fettina. La fettina diventa sempre più piccola se aumenta il numero di persone che la taglia: si può dire che la torta intera non esista per natura, ma sia un furto dei dittatori alla libertà individuale. Il potere naturale coincide per definizione con la libertà individuale. Però si deve anche ammettere che maggiore è il numero di persone che tagliano la fetta, e maggiore è la torta che tagliano, perché la torta è l'insieme delle libertà di tutti gli individui. Quindi la grandezza del potere dipende da quanti individui si riesce a soggiogare, anche il potere non ha limiti (inteso come esproprio del potere individuale).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Facciamo un esempio:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un re ha potere su 30 persone.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se il suo potere lo divide con 3 persone, queste 4 avranno una fetta grande Y.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se lo divide con tutte e 30 le persone, avranno tutti una fetta di grandezza X (&lt;y).&lt; div=""&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se un re ha potere su 300 persone,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e divide il suo potere con 3 persone, queste 4 (3 piu il re) avranno una fetta di potere&lt;/div&gt;&lt;div&gt;grande Z (&amp;gt;Y).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se però lo divide con tutte e 300 le persone, avranno tutti una fetta di potere&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di grandezza X, perché il potere originario (la torta che apparteneva al re di 300 persone) &lt;/div&gt;&lt;div&gt;era più grande nel secondo re che nel primo!!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In una democrazia diretta il potere del singolo rimane lo stesso indipendentemente&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dalla quantità di persone che vi partecipa...&lt;/div&gt;&lt;/y).&lt;&gt;&lt;/div&gt; Un'altra cosa da notare è che la libertà individuale, intesa come potere, è naturalmente limitata, e solo il dono o il furto della libertà ad un altro può accrescerla. Se poi consideriamo la comunità come soggetto della libertà, è chiaro che il suo potere è proporzionale al numero dei membri che ha...se nessuno li assoggetta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-2012469805327689509?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/2012469805327689509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/07/valore-e-presunta-scarsita-del-potere-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2012469805327689509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2012469805327689509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/07/valore-e-presunta-scarsita-del-potere-e.html' title='VALORE (E PRESUNTA SCARSITA&apos;) DEL POTERE E DELLE COSE'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-994422101620682883</id><published>2011-06-30T14:27:00.000-07:00</published><updated>2011-06-30T14:57:36.116-07:00</updated><title type='text'>NOTE SULLE RESISTENZE IN ANALISI (psicoanalisi e autoanalisi)</title><content type='html'>Io gli ingiungo di comunicare questa idea, qualunque essa sia. Non vi dovranno essere critiche o reticenze, né per ragioni emotive, né perché la cosa non è ritenuta importante. Solo cosi potremo trovare quel che cerchiamo, però lo troveremo infallibilmente.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La particolarità di questo caso stava nell'affioramento di parole chiave isolate, che dovevano essere combinate in frasi;L'apparenza di sconnessione e di futilità valgono anche per le idee e scene complete che vengono di solito evocate dalla mia pressione. Ma se le si segue, succede sempre che le reminiscenze, apparentemente sconnesse, risultano invece strettamente collegate e conducono direttamente al fattore patogeno che stiamo cercando.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo procedimento della pressione altro non è che un inganno per cogliere di sorpresa un ego che si sforza di difendersi. In tutti i casi di una certa gravità, l'ego si riprende e continua a far resistenza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Devo accennare alle diverse forme in cui si manifesta questa resistenza. Una è che di regola il procedimento della pressione fallisce alla prima o alla seconda occasione. Allora il paziente dichiara: "mi aspettavo che succedesse qualcosa, ma tutto qeullo che mi è venuto in mente è quanto intensa fosse la mia attesa. Non è successo niente". Il fatto che il paziente si metta sulla difensiva non costiuisce ancora un ostacolo. Possiamo replicare: "E' stato eprché era troppo curioso. FUnzionerà la prossima volta." E infatti funziona.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Hanno promesso di riferire senza scegliere e senza lasciarsi influenzare dalla critica o dall'emozione. Ma non mantengono la promessa. Il alvoro subisce arresti ed essi continuano a sostenere che questa volta nono è venuto loro nulla in mente. Se lo dicono non dobbiamo crederci, ma dobbiamo sempre pensare, e dirlo anche a loro, che abbiano nascosto qualcosa perché la ritengono priva di importanza o la trovano spiacevole. Dobbiamo insistere, dobbiamo ripetere la pressione e dimostrarci come infallibili, sinché finalmente non ci dicono qualcosa. ALlora il paziente aggiunge: "non potevo credere che si trattasse di questo". &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Oggi la mia mente  è distratta; l'orologio mi disturba." A queste osservazioni ho imparato a rispondere: "niente affatto. In questo istante lei si è imbattuto in qualcosa che non le va di dire. Ma non farebbe niente di buono. Vada avanti e me lo dica".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Ora mi è venuto in mente qualcosa, ma non ha niente a che vedere con l'argomento. GLielo dico solo perché lei vuol sapere tutto". Parole di accompagnamento di questa fatta precedono di solito la tanto cercata soluzione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;                                               (S.Freud, Studi sull'isteria)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;SCoraggiamento e pessimismo sono nemici del progresso analitico. I tuoi pensieri potrebbero essere: "perché sprecare tempo e energie seguendo una procedura che non ha validità e che non funziona? Dr Smith ha scritto una paper sulla impossibilità di essere il tuo analista per mancanza di oggettività? Sto lavorando su questa autoanalisi da un'ora (un mese un anno), e non sto andando da nessuna parte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La tua abilità aumenta con i giorni e i mesi di esperienza. E' come imparare a suonare il violino.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;                                               (Moss, the moss method)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono pochissime le persone civili capaci d ivivere senza far conto sugli altri o anmche soltanto capaci di farsi opinioni indipendenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una delle cause principalei di questo stato di cose può essere l'impoverimento dell'Io dovuto al forte dispendio di energie per la rimozione imposta dalla civiltà al singolo individuo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; FIno ad ora qusta autorità, col suo potere suggestivo ci è stata contraria.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;[..]&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Posso dire soltanto che quando assicuravo i miei pazienti che sapevo come dare permanente sollievo ai loro patimenti, essi davano un'occhiata in giro alla mia modesta abitazione, riflettevano sulla mia mancanza di fama e di titoli, e mi guardavano come si guarda colui che dichiare di possedere un sistema infallibile per vincere al lotto ,del quale la gente dice che, se potesse fare tutto quello che afferma, avrebbe lui stesso un aspetto ben differente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Semplicemente la gente non credeva in me, proprio come neppur oggi la gente crede molto in alcuno di noi. In queste condizioni non pochi tentativi necessariamente erano destinati al fallimento. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;                                           (S.Freud, prospettive future della terapia psicoanalitica)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-994422101620682883?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/994422101620682883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/06/note-sulle-resistenze-in-analisi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/994422101620682883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/994422101620682883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/06/note-sulle-resistenze-in-analisi.html' title='NOTE SULLE RESISTENZE IN ANALISI (psicoanalisi e autoanalisi)'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-8943734905496462969</id><published>2011-06-26T13:43:00.000-07:00</published><updated>2012-01-20T13:32:03.598-08:00</updated><title type='text'>METODO DI AUTOANALISI PSICOLOGICA v.1  Download</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;AVVERTENZA AI LETTORI:E' presente la terza ed ultima versione aggiornata di questo manuale. Il link diretto per il download lo trovate su &lt;a href="http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/12/la-versione-definitiva-del-metodo-di.html"&gt;http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/12/la-versione-definitiva-del-metodo-di.html&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;"Naturalmente ci saranno dei dubbi sulla fondatezza di autoanalisi di questa specie; e mi si dirà che lasciano la porta aperta a conclusioni arbitrarie. Secondo me la situazione è veramente più favorevole nel caso di autosservazione che nell'osservazione di altre persone; comunque si può fare la prova e vedere fino a che punto ci porta l'autoanalisi nell'interpretazione dei sogni." ( S.Freud, l'interpretazione dei sogni )&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 14px" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;In entrambi i casi bisogna concentrare l'attenzione, ma l'uomo che riflette esercita anche la sua facoltà critica [...] L'autosservatore, invece, deve solo prendersi il fastidio di reprimere la sua facoltà critica. Se ci riesce affiorano alla sua coscienza numerose idee che altrimenti non avrebbe mai afferrato.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 14px;font-family:'times new roman';font-size:medium;" class="Apple-style-span"  &gt;&lt;i&gt; (Freud)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 14px" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 14px" class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;‎"Voi critici, o comunque vi chiamate, avete vergogna o paura delle stravaganze momentanee e passeggere che sono proprie di tutte le menti creative e la cui durata più o meno lunga distingue l'artista che pensa dal sognatore. Voi vi lamentate della vostra sterilità perché respingete troppo presto e discriminate troppo severamente. " (Schiller)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi vi presento un metodo di autoanalisi psicologica che ho ideato sulla scia delle mie esperienze analitiche e dei libri (più di un centinaio) che ho letto sull'argomento. E' una tecnica liberamente ispirata alla psicoanalisi. Per poterla applicare a fondo (al massimo del suo potenziale), potrebbe essere necessario leggere almeno i libri presenti nella bibliografia (meglio ancora se si è fatto esperienza dell'analisi), ma sto usando il condizionale...ho cercato di riportare nel programma l'essenziale affinché anche una persona con scarsa conoscenza della psicoanalisi possa essere in grado di conoscersi meglio attraverso i sogni e le associazioni...Mi auguro che possa giovare a tutti, e sono certo che, se usata correttamente, sarà uno strumento utile.&lt;br /&gt;Non vuole essere un sostituto dell'analisi con un analista, ma semplicemente uno strumento utile ad esplorare il proprio inconscio.&lt;br /&gt;Il link dove poter scaricare gratuitamente il metodo (che comprende anche le tracce audio) è :&lt;br /&gt;http://www.fileserve.com/file/CnFCYaB/programma psicoanav.1.zip&lt;br /&gt;1.Cliccare il link sopra&lt;br /&gt;2. Cliccare in basso a destra su download lento e, dopo&lt;br /&gt;aver inserito le lettere che compaiono, attendere per il numero di secondi indicato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se avete osservazioni, commenti, suggerimenti, o se il link è scaduto, potete scrivermi nella sezione commenti di questo post. Provvederò ad aggiornare il link e a rispondere ai vostri commenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piergiorgio La Guardia è autore e proprietario del metodo (cioé del file) con diritti esclusivi, è vietata la distribuzione non autorizzata dal proprietario del file. E' possibile scaricarlo dalla fonte indicata su questo blog e usarlo per uso personale. Tutti i diritti riservati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOTE: A breve potrebbe uscire su questa pagina un aggiornamento del manuale. Scriverò ovviamente "AGGIORNAMENTO" sul titolo del post, per avvisarvi. Si tratta solo di un aggiornamento per un utilizzo più efficace, non di una modifica: non cancello nulla di ciò che ho esposto nel file precedente.In sostanza l'autoanalisi mi ha fatto riflettere sull'importanza di una preparazione più approfondita per poter affrontare bene le resistenze e utilizzare i file audio al momento opportuno. La tecnica rimane sempre la stessa, gli strumenti non cambiano. E' solo un aggiornamento per far si che si riescano ad usare con maggiore efficacia, capendo bene il loro significato, a cosa servono.&lt;br /&gt;Rispetto alla vecchia edizione, l'aggiornamento conterrà:&lt;br /&gt;a) i file audio empatici (oltre a quelli Dewald e Davanloo che c'erano già).Questo perché in situazioni di stress estremo è richiesto un intervento più supportivo che esplorativo.&lt;br /&gt;b)qualche esempio in più (forse non abbastanza, ma non ho molto materiale putroppo)&lt;br /&gt;c)la modifica più importante: una bibliografia con 3-4 libri FORTEMENTE CONSIGLIATI per diventare consapevoli degli strumenti che si usano. Nella prima edizione ho fatto un elenco di libri abbastanza dispersivo, e mi rendo conto che la gente non ha tanto tempo...&lt;br /&gt;Per questo con l'aggiornamento ho cercato di selezionare "il succo" di ciò che sarebbe bene conoscere per affrontare un'autoanalisi con maggiore professionalità.&lt;br /&gt;I libri fortemente consigliati da leggere e comprendere, sono :&lt;br /&gt;1. Moss - self-analysis for psychotherapists (per avere un'idea dell'autoanalisi)&lt;br /&gt;2. R.Langs - Clinical workbook for psychotherapists (per capire come si interpreta e si interviene)&lt;br /&gt;3. Jean Bergeret - psicologia patologica (per la teoria e la clinica psicoanalitica )&lt;br /&gt;4. Maurice Bouvet - opere psicoanalitiche vol.2 (le resistenze e il transfert) --- questo libro è molto illuminante dal punto di vista tecnico.&lt;br /&gt;in alternativa, se introvabile (io l'ho trovato in biblioteca), si può optare per l'edizione francese:&lt;br /&gt;Maurice Bouvet - la cure psychoanalytique classique. Sono tutti reperibili su Amazon o su internet, quello di Bergeret l'ho trovato da Feltrinelli...&lt;br /&gt;Ho deciso di scegliere questi quattro libri, perché la competenza paga e formarsi da autodidatti senza una linea guida è un percorso lungo e difficile: ho dovuto leggere centinaia di libri per selezionare questi quattro. Questi quattro libri sono la linea guida che io non ho ricevuto durante la mia ricerca e che vi lascio, in modo che qualora vogliate approfondire sappiate già dove leggere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(5. leggete se vi va pure gli scritti di Freud, anche se in questi quattro libri trovate sintetizzato tutto il necessario, mentre formarsi solo sui testi di Freud è un po' dispersivo e non molto efficace. Questi quattro libri sono libri più didattici e essenziali).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-8943734905496462969?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/8943734905496462969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/06/metodo-di-autoanalisi-psicologica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8943734905496462969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8943734905496462969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/06/metodo-di-autoanalisi-psicologica.html' title='METODO DI AUTOANALISI PSICOLOGICA v.1  Download'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-5958917127757358433</id><published>2011-06-01T12:50:00.000-07:00</published><updated>2011-06-01T12:52:22.219-07:00</updated><title type='text'>Un pensiero serale</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; " &gt;&lt;h6 class="uiStreamMessage textPost" ft="{&amp;quot;type&amp;quot;:&amp;quot;msg&amp;quot;}" style="color: rgb(0, 0, 0); margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; word-wrap: break-word; "&gt;&lt;span class="messageBody" style="line-height: 14px; "&gt;Stasera ho pensato: perché i padri costituenti non hanno stabilito l'obbligatorietà del referendum per ogni missione estera che coinvolga la concessione delle basi italiane e/o la partecipazione dei veicoli militari italiani ?&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Dopo ho pensato: con gli strumenti che hanno a dispo&lt;/span&gt;sizione gli uomini del fmi, del wto, della cia (perché, chi l'ha fatto fuori aldo moro? Chi ha fatto fuori Kennedy? ) e tutti quelli che gravitano attorno al neoliberismo (compresi i nostri parlamentari), avrebbero potuto benissimo concedere questa legge e manipolare la massa (grazie ai media, spargendo notizie false, oppure facendo attentati tipo false flag, per convincere la gente della necessità della guerra). Allora mi sono detto: tutto inutile...fino a quando il capitalismo continuerà a trasformare in popoli in masse, e il mondo in una merce, il progresso in un aumento del profitto, beh, fino a quel momento non c'è sistema politico che possa portare la democrazia...perché la massa è il contrario della comunità, la massa è qualcosa di informe, non è come i popoli, ed è manipolabile dalle tecniche della persuasione scientifiche. Pasolini l'aveva detto, quando parlava della pericolosità della televisione....tutti gli intellettuali ce l'hanno ripetuto...e noi continuiamo a dormire. Democrazia = popoli ; Autoritarismo = masse.  Bisogna scegliere da che parte stare....si può scegliere di rimanere individuo-massa oppure di resistere. Io ci credo ancora. La natura dice no al capitale, la natura dice che le risorse sono limitate: il capitalismo prima o poi dovrà soccombere di fronte alla natura, e dunque anche di fronte alla natura umana, perché l'uomo proviene da essa. Bisogna vedere chi potrà assistere a questo evento, se non ci estingueremo prima come specie.... Scusate lo sfogo estemporaneo.  Anche a me riesce difficile parlare in termini anticapitalistici, quando mi accorgo che materialisticamente sono immerso in un sistema economico e politico che ti obbliga a viaggiare in una sola direzione. Però la contraddizione è l'anima del reale, occorre vivere la contraddizione tra ciò che pensiamo e la realtà che viviamo, come una unità, come un intero.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-5958917127757358433?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/5958917127757358433/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/06/un-pensiero-serale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/5958917127757358433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/5958917127757358433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/06/un-pensiero-serale.html' title='Un pensiero serale'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-2197503341840272533</id><published>2011-04-24T00:06:00.001-07:00</published><updated>2011-04-24T08:35:57.655-07:00</updated><title type='text'>NOTE SUL DELEUZE DI COSTANZO PREVE</title><content type='html'>Preve nel suo articolo scrive a proposito di Deleuze: "&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana; font-size: medium; "&gt;Ho aperto questa parentesi perché voglio far subito notare che la teoria dei desideri di Deleuze e Negri non è una teoria dei bisogni (cfr. M. Bianchi, I bisogni e la teoria economica, Loescher, Torino 1980). Il motivo per cui generalmente i marxisti dicono che è impossibile realizzare una rivoluzione comunista dentro il modo di produzione capitalistico sta appunto nel fatto che essi ritengono che il capitalismo sviluppa falsi bisogni. Se invece partiamo dal "desiderio", come lo interpretano Deleuze e Negri, effettivamente non c'è più nessun bisogno di una rivoluzione, perché il soddisfacimento dei flussi desideranti delle moltitudini può tranquillamente essere esaudito dentro il quadro della produzione capitalistica stessa."&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Personalmente ho cominciato a leggere Deleuze (anche se dovrò studiarlo con attenzione, quest sono solo prime impressioni). La prima impressione è che la sua scrittura sia provocatoria, quasi dadaista nel suo rifiuto del logos, dell'uno (identificato col potere), nel suo rifarsi alla molteplicità, ai "millepiani". Potremmo quindi definire il Deleuze un'avanguardia filosofica. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Nel testo di Preve si fa esplicito riferimento alla teoria deleuziana dell'uomo come macchina desiderante (presentata nel libro l'Anti-Edipo), e la si accusa di essere ideologica. A mio parere ciò è un errore dovuto al fatto che Preve, essendo Hegeliano, ignora il freudismo. Per i lettori che non abbiano affinità con Freud, spiegherò la sua teoria in maniera schematica, semplice (anche con qualche inesattezza dovuta alle necessarie semplificazioni): Freud afferma che noi siamo composti da una parte cosciente e una non cosciente. Ciò che è per noi inaccettabile viene riposto nella parte inconscia (il meccanismo si chiama "repressione"), per poi affiorare in maniera cammuffata alla coscienza nei sogni, nei lapsus ecc. Per Freud il bambino tende alla ricerca del piacere, è governato infatti da "rappresentazioni pulsionali" (che sono il corrispettivo psicologico della pulsione biologica definita come libido) e che lo orientano di volta in volta alla "scarica" nell'ambiente che lo circonda. Il bambino attraversa diversi momenti evolutivi: quello orale, quello anale e quello fallico-genitale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Il complesso di edipo nasce quando il bambino raggiunge lo stadio genitale (verso i 4 anni), e si innamora della madre tentando di mettere da parte il padre. L'impossibilità di "andare a letto con la madre" genera nel bambino il super-io, il senso di colpa, l'angoscia di castrazione che lo accompagneranno tutta la vita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ora, Deleuze afferma che il complesso di Edipo non abbia origini biologiche ma sia dovuto alla repressione che la società esercita sulle altre zone erogene (ad esempio la sessualità anale). Per Deleuze il bambino viene privato del piacere anale, e costretto a sublimarlo in cose socialmente accettate (come  ad esempio l'amore per il denaro, che è un sostituto delle feci). Questo costringe il bambino a concentrare la sua energia pulsionale sul genitale, ed ecco che il complesso di Edipo diventa per Deleuze una costruzione sociale di una società che orienta la macchina desiderante uomo secondo i  suoi fini repressivi. Deleuze è convinto che, dopo lo sviluppo genitale del bambino, sia in realtà il padre paranoico a inventarsi l'edipo e a convincere il bambino di aver desiderato andare con la madre facendo torto al padre,  generando in lui il senso di colpa funzionale ad una società repressiva.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Il concetto di macchine desideranti tanto criticato da Preve, in realtà è un concetto neutrale. Per Deleuze, come per Reich, il fascismo è stato un fenomeno accettato dalle masse, nel senso che in una società repressiva le masse possono scaricare il piacere in maniera reazionaria. Deleuze giustifica Reich, e lo spiega a modo suo: la macchina desiderante è il postulato secondo cui la libido non è mai separata dal suo oggetto, e quindi l'uomo nel suo ambiente naturale non è mai un uomo "mancante", bisognoso, e quindi neanche un uomo frustrato, represso. E' il capitalismo che rende l'uomo mancante e riorienta la sua psicologia in funzione della mancanza. Per Deleuze l'uomo primitivo è felice, l'uomo e la natura non sono separati, è il capitalismo che tende a vederli come separati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ci sono tanti altri spunti nell'opera di Deleuze che vale la pena approfondire: il mio intervento era solo per dire che a mio avviso Preve semplifica troppo le cose per ciò che concerne il post-moderno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Posso dire che, a prima vista, anche Deleuze ha le sue contraddizioni in quanto concepisce la storia come nomadismo,come storia di singoli eventi, e non come un qualcosa di coerente, di razionale, di deterministico di continuativo. In differenza e ripetizione (libro che ho appena inziato a leggere) mi sembra quasi di cogliere una interpretazione più platonica che concreta dell'idealista Hegel, per cui l'idea hegeliana sarebbe qualcosa di astratto e non specifico. Mi sembra che Deleuze critichi l'astrattezza dell'opposizione, privilegiando la specificità della contrarietà all'interno di un soggetto concreto e empirico  (come ad esempio il genere ) che ricomprenda i due poli differenti (vedi il Cap.1, dove parla di differenze all'interno di un genere).  Io invece credo che il molteplice non venga negato da Hegel, né venga negata la differenza intesa come contrarietà: credo che la dialettica sia un dato di fatto empirico, nel senso di reale. Non credo poi che la sintesi hegeliana debba per forza avere un ruolo consolatorio di tipo religioso, è semplicemente la realtà come sintesi di soggetto e oggetto. Il problema di Deleuze è che concepisce la dialettica hegliana come qualcosa di astratto, di aspecifico, e in questo modo distacca la dialettica dalla realtà concreta. A me piace Deleuze come filosofo della prassi, ma non credo che la dialettica sia assente dalla realtà. In questo sicuramente Deleuze è lontano da Preve, è post-moderno, è irrazionalista, forse reazionario. Sebbene non condivida le critiche di Deleuze alla dialettica, ritengo utile il seme anarcoide ma non nichilisticamente distruttivo, come utile orientamento per la prassi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Qui ci sarebbe da fare un discorso sul potere: se prima del sessantotto esso si identificava con la necessità di obbedire, adesso invece si identifica con la necessità di competere, di aggredire l'altro per il proprio interesse, di fare "la prestazione"....Tutto questo è coerente con la teoria di tipo deleuziano. Ascoltiamo Galimberti:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; "&gt;"Nel rapporto tra individuo e società, la misura dell'individuo ideale non è più data dalla docilità e dall'obbedienza disciplinare, ma dall'iniziativa, dal progetto, dalla motivazione, dai risultati che si è in grado di ottenere nella massima espressione di sé. L'individuo non è più regolato da un ordine esterno, da una conformità alla legge, la cui infrazione genera sensi di colpa (per cui il vissuto di colpevolezza era il nucleo centrale delle forme depressive), ma deve fare appello alle sue risorse interne, alle sue competenze mentali per raggiungere quei risultati a partire dai quali verrà valutato. [...]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; "&gt;Già Freud nell'ultimo anno della sua vita scriveva che "per il primitivo è facile essere sano, mentre per l'uomo civilizzato è un compito difficile", ma attribuiva la difficoltà all'eccesso di regole che governano le società civili, e quindi iscriveva la depressione nel novero delle "nevrosi", dove si registra il conflitto tra norma e trasgressione, con conseguente vissuto di colpevolezza. Oggi le norme limitative non esistono più, per cui ciò che un tempo era proibito è sfumato nel possibile e nel consentito. Per effetto di questo slittamento oggi la depressione non si presenta più come un "conflitto" e quindi come una "nevrosi", ma come un fallimento nella capacità di spingere a tutto gas il possibile fino al limite dell'impossibile. "&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; "&gt;Ecco perché,  più che una teoria di repressione del piacere, bisogna, sul modello di Reich e Deleuze, concepire la repressione sociale come ri-conversione del piacere in funzione reazionaria...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; "&gt;Reich e Deleuze sarebbero i primi critici della società dei consumi, non i suoi adepti, come invece afferma Preve quando definisce il post-moderno come "anarchismo del consumo opulento".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; "&gt;Bibliografia:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; "&gt;Deleuze - l'anti-edipo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; "&gt;Deleuze - millepiani&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;a href="http://www.kelebekler.com/occ/disobbed02.htm"&gt;http://www.kelebekler.com/occ/disobbed02.htm&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;a href="http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/000201c.htm"&gt;http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/000201c.htm&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-2197503341840272533?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/2197503341840272533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/04/note-sul-deleuze-di-costanzo-preve.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2197503341840272533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2197503341840272533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/04/note-sul-deleuze-di-costanzo-preve.html' title='NOTE SUL DELEUZE DI COSTANZO PREVE'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-779062058589721687</id><published>2011-04-02T06:17:00.000-07:00</published><updated>2011-04-02T06:27:11.912-07:00</updated><title type='text'>Psicoanalisi e religione: Hegel, Nietzsche e Schopenhauer</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-indent: 0px !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="line-height: 17px; color: rgb(42, 42, 42); font-family: Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;La religione è la rappresentazione che i popoli danno del proprio mondo interno.  Questo porta a pensare che ci sia un dualismo tra volontà (=inconscio) e rappresentazione. La rappresentazione non è solo illusione, sogno, ma anche una formazione psicologica che si inventa quando un'emozione diventa insopportabile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 17px; color: rgb(42, 42, 42); font-family: Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;Nel caso specifico della rappresentazione religiosa, sono d'accordo con l'idea che la religione nasca essenzialmente come risposta all'impotenza dell'uomo di fronte alla natura. Quello che Schopenhauer non coglie, a mio avviso, è che anche la natura è in realtà una nostra rappresentazione. La consideriamo buona quando ci aiuta a raggiungere i nostri obiettivi, e nemica quando distrugge tutto quello che abbiamo costruito. Molti atei risolvono la questione matematizzando la natura:  questa è una  soluzione matura e utile al genere umano, anche se troppo intellettiva e difensiva per essere una risposta sufficiente al problema dell'impotenza umana di fronte alla natura. Questi animali che sono gli uomini, di fronte a inondazioni, uragani, tsunami, terremoti, talvolta si trovano senza via d'uscita. Il sentimento di impotenza è ciò che induce nell'uomo il desiderio di invocare una &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 17px; color: rgb(42, 42, 42); font-family: Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;divinità. Questo fa pensare che Jung abbia ragione, che l'archetipo della grande madre faccia parte del bagaglio inconscio dell'umanità. E dico madre perché la madre è quella persona che ti soccorre nel momento del bisogno, a cui chiedere aiuto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 17px; color: rgb(42, 42, 42); font-family: Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;A mio parere, è possibile dividere gli atteggiamenti teisti in due rami principali:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 17px; color: rgb(42, 42, 42); font-family: Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;quello materno e quello paterno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 17px; color: rgb(42, 42, 42); font-family: Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;Le religioni del padre sono quelle religioni in cui prevale la colpa, il peccato, la necessità di espiare, di calmare l'ira di un dio, la necessità di sentirsi indegni di fronte alla grandezza di dio. In queste religioni, il dio o il padre, sono sostituti delle rappresentazioni di una natura percepita come sadica e castrante. E' proprio contro questo tipo di logos che si scaglia, a mio avviso, Nietzsche, capendo che le rappresentazioni che finora si sono fatti gli uomini di dio non si addicono più al momento storico in cui ci troviamo, non si addicono cioé  a questa età dello spirito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 17px; color: rgb(42, 42, 42); font-family: Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;Le religioni della madre, invece, sono religioni in cui prevale il sostegno, la comprensione, la tolleranza. E' un logos diverso anche nella sostanza, perché il principio di queste religioni non è più il padre, ma la madre, l'emozione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 17px; color: rgb(42, 42, 42); font-family: Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;La risposta di fronte all'impotenza è, nel caso delle religione materne, sostegno e forza, in quelle paterne senso di colpa e autoflagellazione ( internalizzazione della forza sadica della natura) e conseguente  idealizzazione della stessa natura, e dunque del padre (Chi ha letto Melanie Klein sa che paradigma interpretativo sto adottando). E' come se la reazione di fronte a queste emozioni sia più primitiva e poco risolutiva nel caso delle religioni paterne.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 17px; color: rgb(42, 42, 42); font-family: Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 17px; color: rgb(42, 42, 42); font-family: Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;A mio avviso oggi il cattolicesimo non è più una religione che risponde ai tempi, sono quindi d'accordo con le critiche di Nietzsche. Parlo solo per esperienza personale in questo caso, non voglio dire che sia per tutti così. Credo che il paganesimo debba realizzare il progetto materno, se vuole proporsi come alternativa valida.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 17px; color: rgb(42, 42, 42); font-family: Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 17px; color: rgb(42, 42, 42); font-family: Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;Per finire, un'ultima frase su Hegel: Hegel è stato colui che ha capito l'inconscio meglio di Schopenhauer e Nietzsche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 17px; color: rgb(42, 42, 42); font-family: Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;Si cerca sempre di separare l'Hegel logico dallo Schopenhauer romantico e irrazionalista. Questa separazione, col senno di poi, è a mio avviso poco corretta. Secondo me Hegel contiene nella sua filosofia il concetto di inconscio, o di vita, inteso essenzialmente come Geist, come spirito storico. Se è vero che l'ego deriva dall'es, possiamo assumere che la triade Hegeliana arte - religione - filosofia sia costituita da produzioni dello spirito umano in risposta a un sostrato necessario (la presenza di un'emozione inconscia ancora da elaborare). E' come se un evento inconscio (es. l'emozione di impotenza) renda necessaria l'elaborazione egoica dell'emozione, che consiste nella produzione di rappresentazioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 17px; color: rgb(42, 42, 42); font-family: Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;La filosofia più pura è al di la delle rappresentazioni artistiche e religiose soggettive (che Hegel comunque inserisce nello spirito assoluto), ed è per questo che è dialettica. Schopenhauer considera la natura malvagia, il mondo vero (la volontà) come sofferenza, semplicemente perché rimane ancorato a un'idea religiosa del mondo e non abbraccia la dialettica.  Lui, cioé, è costretto a rappresentare l'inconscio, la natura, e dunque non può parlare se non attraverso la rappresentazione che se ne è fatto, una rappresentazione sempre soggettiva. La dialettica invece permette di parlare dell'inconscio senza confonderlo con le singole manifestazioni particolari che esso assume nella triade, quando entra a far parte dello spirito umano come sua manifestazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 17px; color: rgb(42, 42, 42); font-family: Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span" style="line-height: normal; "&gt;Se Schopenhauer non riesce a cogliere l'inconscio filosoficamente, ma solo religiosamente (come negativo), Nietzsche riesce a coglierlo principalmente come Arte, cioé come positivo. In Nietzsche abbiamo quindi un'altra rappresentazione essenzialmente soggettiva di ciò che l'inconscio dovrebbe essere in generale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="ecxApple-style-span"&gt;Quello che voglio dire è che Hegel riesce a parlare dell'inconscio senza confonderlo con una rappresentazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-779062058589721687?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/779062058589721687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/04/psicoanalisi-e-religione-hegel.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/779062058589721687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/779062058589721687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/04/psicoanalisi-e-religione-hegel.html' title='Psicoanalisi e religione: Hegel, Nietzsche e Schopenhauer'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-8084131542834811360</id><published>2011-03-20T07:48:00.000-07:00</published><updated>2011-03-20T07:49:24.761-07:00</updated><title type='text'>SE IN UNA NAZIONE C'E' UNA DITTATURA CRUDELE, è GIUSTO FARE LA GUERRA AD ESSA?</title><content type='html'>&lt;div&gt;Bisogna essere realisti: chi attacca attacca sempre per fare i propri interessi. Di conseguenza non esiste che, in seguito a un'aggressione militare, un paese si ritrovi completamente libero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spesso invece la potenza straniera imporrà vincoli politici economici e militari al paese aggredito. Il comunitarismo non è contro i diritti individuali. Semplicemente non è credibile (dato  che domina una ristretta classe di persone) che si spendano tanti soldi in una guerra per difendere i diritti individuali. Nessuno stato sarebbe stato disposto ad aggredire la Germania per salvare gli ebrei dall'olocausto, se non avesse potuto trarne profitto economico. Questo ci dice che gli stati, cosi come sono concepiti oggi, non possono essere garanti dell'autodeterminazione dei popoli e dei diritti individuali, perché sono uno strumento della burocrazia politica o degli oligarchi del capitale. Il comunitarismo a mio avviso deve essere un progetto di rifondazione radicale del concetto di stato. Da "stato macchina" che fa gli interessi di un gruppo ristretto di uomini, esso deve diventare comunità democratica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rispondendo alla domanda del titolo...affinché il termine: "non usare l'altro stato solo come un mezzo, ma anche come un fine" diventi realtà (e non solo un astratto ideale morale), occorre che gli stati macchina del nostro pianeta si trasformino in comunità democaritche (occorre un radicale cambiamento materiale, l'abolizione non tanto delle classi, quanto del dominio di una classe sull'altra). Il dominio di una classe sull'altra è infatti la vera causa sia delle violazioni dei diritti individuali (come il diritto dei singoli di contare qualcosa nel panorama politico) che delle violazioni dei diritti dei popoli.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-8084131542834811360?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/8084131542834811360/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/03/se-in-una-nazione-ce-una-dittatura.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8084131542834811360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8084131542834811360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/03/se-in-una-nazione-ce-una-dittatura.html' title='SE IN UNA NAZIONE C&apos;E&apos; UNA DITTATURA CRUDELE, è GIUSTO FARE LA GUERRA AD ESSA?'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-571139458962053366</id><published>2011-03-19T07:07:00.001-07:00</published><updated>2011-03-19T07:17:45.503-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='socialismo nazionalitario'/><title type='text'>Una mia idea di socialismo democratico nazionalitario</title><content type='html'>&lt;div class="content" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.2em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div class="content" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.2em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 8px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 17px; "&gt;nazionalitarismo è un termine che uso poco. Credo che sia un termine che serve a distinguere quelli che credono nel diritto delle nazioni ad autodeterminarsi da quelli che rivendicano il diritto delle nazioni a prevalere sulle altre nazioni (=nazionalismo). In pratica servirebbe a distinguere il vero comunitarismo (quello mazziniano per intenderci) dal falso comunitarismo nazionalsocialista, razzista e imperialista. Socialista, perché ritiene che oltre ad esserci una tutela dei valori e dei costumi (del sociale oltre che dell'individuale), debbano esserci anche delle condizioni economiche di equità, e un sistema economico basato non sul profitto del singolo, ma sui bisogni e del singolo e della comunità.&lt;br /&gt;Rispetto al socialismo marxista, ritiene che non sia possibile un reale socialismo economico senza un parallelo sviluppo del tessuto comunitario e identitario. In pratica il socialismo nazionalitario, pur essendo universalista e umanista, non ritiene possibile né desiderabile la realizzazione di un socialismo mondiale che presupponga la distruzione di qualsiasi cultura o costume locale.&lt;br /&gt;I socialisti nazionalitari ritengono le dottrine marxiste deterministe (secondo cui occorre aspettare che si sviluppi il capitalismo affinché avvenga la rivoluzione e si instauri il socialismo) un errore che ad oggi può servire solo come ideologia utile a difendere l'affermazione del capitalismo mondiale. I socialisti nazionalitari non sono contrari all'immigrazione regolata (perché non sono razzisti), ma ritengono che l'immigrato abbia, come ogni singolo cittadino della comunità, il dovere sociale di valorizzare e difendere la cultura del paese ospitante imparando a conoscerla e ad assimilarla per quanto è possibile ( senza che ciò significhi rinnegare il diritto individuale a conservare tratti della propria cultura di origine). I socialisti nazionalitari sono contrari a tutto ciò che possa favorire l'affermazione del capitalismo. Pur non essendo contrari all'immigrazione, ritengono sbagliata un'accettazione passiva di tutto ciò che può tornare vantaggioso per la preservazione del sistema capitalistico (compresi a volte certi fenomeni migratori).&lt;br /&gt;I socialismi nazionalitari non dittatoriali (cioé democratici) propongono l'adozione di un sistema politico federalista basato sulla democrazia diretta. La maggior parte dei SN ritiene che le dittature collettiviste siano un fattore di alienazione sia per il singolo che per la comunità. All'opposto, auspicano il prevalere delle ragioni spirituali (lo spontaneo dispiegarsi della storia e e dei costumi delle comunità), contro la costituzione di classi dominanti (sia laiche che clericali) capaci di porre un freno a questo slancio creativo della storia. Classi che cancellano i costumi (o li snaturano ) per sostituirli con ideologie (in cui rientra la distorsione del concetto di patria e di religione) da sfruttare a proprio vantaggio e che minano le tendenze spontaneamente pacifiche dei popoli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. non so quanti SN condividano ciò che ho scritto, ti parlo in base alla mia limitata esperienza. E' piu il mio modo di vedere un possibile SN&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="content" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.2em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 8px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 17px; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="content" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.2em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 8px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 17px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 8px; "&gt;&lt;h3 class="ecxreference" style="line-height: 14px; font-size: 13px; font-weight: normal; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; color: rgb(102, 102, 102); padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Fonti:&lt;/h3&gt;&lt;div class="ecxreference" style="line-height: 17px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.2em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;piergiorgioblog.blogspot.com&lt;br /&gt;Alain De Benoist&lt;br /&gt;Costanzo Preve&lt;br /&gt;www.comunitarismo.it&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/pages/Colidedico-comunitarismo-libertario-democratico-dialogico-greco/171181692906100" rel="nofollow" target="_blank" style="line-height: 17px; font-weight: inherit; text-decoration: none; color: rgb(0, 102, 153); cursor: pointer; "&gt;http://www.facebook.com/pages/Colidedico…&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="content" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.2em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 8px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div class="content" style="text-align: justify; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.2em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-571139458962053366?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/571139458962053366/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/03/una-mia-idea-di-socialismo-democratico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/571139458962053366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/571139458962053366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/03/una-mia-idea-di-socialismo-democratico.html' title='Una mia idea di socialismo democratico nazionalitario'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-7816075856320748453</id><published>2011-02-21T06:23:00.001-08:00</published><updated>2011-02-21T06:23:58.369-08:00</updated><title type='text'>ROMANTICISMO E RIVOLUZIONE</title><content type='html'>&lt;div&gt;Partiamo con un'idea semplice: condivido l'analisi materialistica del capitalismo (sul profitto, sull'imperialismo) svolta da Marx e Lenin. Non condivido l'idea che la prassi rivoluzionaria non abbia un fondamento religioso di tipo comunitario, ma  un fondamento scientifico (i rapporti di classe). Di conseguenza, non credo che la classe proletaria sia rivoluzionaria. Credo che la guerra civile successiva alla rivoluzione russa sia stata una guerra sostanzialmente patriottica. La vittoria del comunismo era innanzitutto la vittoria della religione patriottica del popolo russo sullo zar. Il popolo russo era convinto di avere una missione storica, proprio come per Mazzini operare nel mondo significava  collaborare all'azione che Dio svolgeva, riconoscere ed accettare la missione che uomini e popoli ricevono da Dio. Per il popolo russo, al posto di Dio c'era forse il comunismo: "collaborare all'azione che le contraddizioni del capitalismo svolgevano, riconoscere ed accettare la missione che uomini e popoli ricevono dalle contraddizioni economiche del capitalismo".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se al posto di Dio sostituiamo "contraddizioni del capitalismo", ritroviamo lo stesso impianto religioso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io sono convinto che il capitalismo non abbia al suo interno contraddizioni talmente evidenti da scalfirlo.L'idea che il capitalismo possa finire è un'idea religiosa, e come tale non verificabile scientificamente. D'altra parte, le idee religiose sono il motore della rivoluzione, e quindi del cambiamento, soltanto se sono idee condivise da una comunità. Il capitalismo, distruggendo le comunità, imponendo alla nostra modernità dittature di partito oppure un individualismo esasperato, cerca a tutti i costi di esorcizzare un cambiamento democratico. Cito un passaggio di Mazzini:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Noi cademmo come partito politico. Dobbiamo risorgere come partito religioso. L'elemento religioso è universale, immortale: universalizza e collega. Ogni grande rivoluzione ne serba impronta, e lo rivela nella propria origine o nel fine che si propone. Per esso si fonda l'associazione. Iniziatori d'un nuovo mondo, noi dobbiamo fondare l'unità morale."  La superiorità di Mazzini rispetto a certi Marxisti, sta nel fatto che i marxisti non si accorgono di vivere un ideale religioso, un ideale comunitario, ma sono convinti che il loro ideale debba avere pretese scientifiche. Un errore da cui forse si sono salvati gli Hegelo-marxisti, ma non di certo i marxisti positivisti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Veniamo al punto chiave: se chi desidera un comunitarismo democratico, non può rinnegare la religione e il patriottismo, in quanto squisitamente comunitari, come è possibile che i socialisti marxisti (non mazzini) si siano affettati a respingere patria e religione?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ho una mia idea sull'argomento. Credo che sia il patriottismo che la religiosità siano l'espressione della prassi comunitaria. I contenuti del patriottismo e della religione possono avere un fondamento ideologico (preservare il dominio di una classe sul demos), oppure un fondamento rivoluzionario (si pensi all'avvento messianico del comunismo, idea cardine della rivoluzione russa, che unisce i caratteri della religione e del patriottismo russo con un obiettivo finale democratico).  Ciò che oggi può sembrare ideologico, domani può diventare rivoluzionario. Ecco perché, di volta in volta, occorre analizzare matierialisticamente i rapporti di classe, e nello stesso tempo analizzare l'ideologia dominante. Analizzarla da la possibilità di costruire una religione dai contenuti opposti all'ideologia dominante, capace di muovere le masse. E' proprio quello che ha fatto Lenin, quando ha analizzato l'ideologia dominante: l'opportunismo di Kautsky. Sul rovesciamento dialettico di Kautsky, Lenin  ha costruito una speranza religiosa : la vittoria del comunismo in Russia, contro le previsioni scientifiche di kautsky. Questa religione Leniniana ha trovato adepti in mezzo al popolo: religione + patriottismo hanno permesso la rivoluzione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dall'altro lato abbiamo il conservatorismo: oggi esso è l'anti-religiosità, l'individualismo, e la fiducia nello sviluppo del capitalismo come preprogativa per la liberazione umana. Questi elementi (che MOLTI MARXISTI PURTROPPO ABBRACCIANO), sono gli elementi che ostacolano il cambiamento, la rivoluzione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono convinto che una buona religione (=prassi politica) debba fondarsi in maniera hegelo-mazziniana, come eticità e azione popolare retta da provvidenza,  che realizza la democrazia. Perché la democrazia è l'unica cosa che il demos può realizzare, dato che è riuscito nell'impresa già ai tempi della grecità. Tutte le analisi scientifiche possono essere una mappa  per orientare l'azione popolare, ma l'azione popolare ha bisogno di un carburante, la religione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Leggiamo queste frasi tratte dall'enciclopedia alla voce Mazzini:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; Quello di Mazzini era un progetto politico ma mosso da un imperativo religioso che nessuna sconfitta, nessuna avversità avrebbe potuto indebolire. «Raggiunta questa tensione di fede, l'ordine logico e comune degli avvenimenti veniva capovolto; la disfatta non provocava l'abbattimento, il successo degli avversari non si consolidava in ordine stabile.»[15]&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La storia dell'umanità dunque sarebbe una progressiva rivelazione della Provvidenza divina che di tappa in tappa si dirige verso la meta predisposta da Dio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora, è sicuro che molti storceranno il naso scettici. Ad oggi però, l'idea di provvidenza divina non è più assurda dell'idea del crollo scientifico del capitalismo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'idea di provvidenza divina che opera storicamente è un'idea che, se abbracciata, permette di costituire un sostrato comunitario e di non abbattersi di fronte alle disfatte della storia.  La religione, vera o falsa che sia, ha un effetto: quello di costituire una comunità di intenti, che, in quanto tale, è prassi trasformatrice. Il comunismo marxiano si è spento dal punto di vista della prassi proprio perché non ha riconosciuto il suo sostrato religioso, e si è appellato alla sconfitta storica come fosse un verdetto scientifico. Ecco perché  il comunismo positivistico è il miglior alleato del capitalismo: perché è contrario a priori a tutto ciò che è comunitario (patriottismo e religione), mentre il comunitario può anche avere un aspetto rivoluzionario, se si sa osservare. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-7816075856320748453?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/7816075856320748453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/02/romanticismo-e-rivoluzione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7816075856320748453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7816075856320748453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/02/romanticismo-e-rivoluzione.html' title='ROMANTICISMO E RIVOLUZIONE'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-6424118458668501304</id><published>2011-02-17T12:20:00.000-08:00</published><updated>2011-02-17T12:22:33.985-08:00</updated><title type='text'>REALTA' e VITA</title><content type='html'>&lt;div&gt;REALTA' e VITA&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Realtà=sintesi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dialettica: il cammino verso la verità,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;cioé, verso il Reale, appreso passando&lt;/div&gt;&lt;div&gt;attraverso il negativo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;C'è chi attraversa il negativo e c'è&lt;/div&gt;&lt;div&gt;chi non conosce la dialettica, e &lt;/div&gt;&lt;div&gt;rimane nel negativo. Chi rimane nel &lt;/div&gt;&lt;div&gt;negativo non può capire il Reale,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;perché il reale non è il positivo o&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il negativo: il reale è altro rispetto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a loro, e li ricomprende entrambi,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ma solo come momenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La scienza intesa in senso ampio,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vede l'oggettività come un momento&lt;/div&gt;&lt;div&gt;del cammino verso il reale. Il reale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non è qualcosa che si conosce. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il positivo e il negativo si conoscono,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;cioé i momenti. Il reale non è fatto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dai momenti, i momenti sono il cammino&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che conduce al reale. I momenti sono&lt;/div&gt;&lt;div&gt;prima del reale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non si conosce il reale, è possibile&lt;/div&gt;&lt;div&gt;conoscere il movimento che conduce al reale,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ma questo movimento  (=dialettica) non&lt;/div&gt;&lt;div&gt;va solo conosciuto GNOSEOLOGICAMENTE,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ma Vissuto Ontologicamente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I fenomeni si conoscono, ma i fenomeni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non sono il reale. I fenomeni sono&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il frutto della scissione del reale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nel nostro intelletto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'intelletto che approccia il reale,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;lo scompone e poi, ricomponendolo, diventa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;esso stesso reale, sintesi: l'intelletto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;diventa psiche, spirito,ponendosi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;prima come osservatore imparziale, cioé&lt;/div&gt;&lt;div&gt;come qualcosa di irreale, che non &lt;/div&gt;&lt;div&gt;influisce sulla realtà.Il reale è&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sintesi di soggetto e oggetto:questi si&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tolgono, e la sintesi, l'intersoggettività,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;è ciò che rimane (il momento reale, presente,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non solo pensato).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La fisica classica ha dovuto fare i conti con&lt;/div&gt;&lt;div&gt;i propri limiti, ma questi limiti altro non&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sono, filosoficamente parlando,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che il passaggio dell'intelletto dall'irrealtà&lt;/div&gt;&lt;div&gt;alla realtà. Con il principio di indeterminazione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Heisenberg, si scopre l'intelletto, l'osservatore,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;come reale, e non come pre-reale. Ecco che la scienza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;è giunta alla realtà, ma nel farlo ha &lt;/div&gt;&lt;div&gt;dovuto abbandonare la gnoseologia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La conoscenza non ha altro fine se non&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quello di condurre il pre-reale al reale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutto ciò che è è passato per questa strada&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dialettica, dove il pre-reale è costituito&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dal positivo (soggetto) e negativo (oggetto)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che si concepiscono come separati, e non&lt;/div&gt;&lt;div&gt;interagiscono. Ogni interazione è il reale,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ogni interazione è la dissoluzione del soggetto-oggetto. Interazione è vita, è esistenza. I due piani, ontologico e gnoseologico, si costituiscono rispettivamente come realtà e come pre-realtà. I contenuti della conoscenza si dissolvono nella realtà, e diventano reali, vita. La scienza naturale si occupa del reale, e lo spiega in termini del pre-reale. Le scienze umanistiche invece sono il reale stesso, sono lo spirito assoluto. Le scienze umanistiche non possono spiegare nulla: l'arte, la poesia, la filosofia, sono vita. Esse sono il presente dello spirito umano, e vivono nella psiche, non nei libri. Una poesia letta senza spirito, non è viva, la vita è lo spirito che usa la parola per realizzarsi. Ma cos'era l'arte, cos'era la filosofia, prima di realizzarsi? Qualcosa di inconscio, di pre-reale. La psicoanalisi tenta di spiegare lo spirito umano nello stesso modo in cui le scienze naturali spiegano lo spazio fisico, cioé passando dal reale al pre-reale. Nella pratica, però, lo psicoanalista vive di intersoggettività, vive di reale. Lo psicoanalista deve studiare i pazienti (spiegazione nel pre-reale), ma deve anche interagire con loro, contribuire a realizzare una relazione terapeutica (movimento dalla teoria psicoanalitica pre-reale al reale).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questi sono i due movimenti della scienza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il movimento dal reale al pre-reale è il presupposto della tecnica, cioé della conoscenza che si realizza. L'arte è una realizzazione irripetibile, l'azione tecnica è invece una realizzazione ripetibile, e in quanto tale è tecnica. E' ripetibile perché la sua realizzazione ha in sé il germe del movimento dal reale al pre-reale, ha in sé il germe della conoscenza.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-6424118458668501304?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/6424118458668501304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/02/realta-e-vita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6424118458668501304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6424118458668501304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/02/realta-e-vita.html' title='REALTA&apos; e VITA'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-2182083797512249793</id><published>2011-01-20T14:49:00.000-08:00</published><updated>2011-01-20T14:53:41.436-08:00</updated><title type='text'>DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA CORPORATIVA: riflessioni</title><content type='html'>&lt;div&gt;Io sogno che i partiti siano le corporazioni dei mestieri, tutti ugualmente rappresentati.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sogno la "democrazia partecipativa corporativa".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Chi meglio dell'imprenditore, dell'operaio, sa di quali leggi si ha bisogno per lavorare bene?Il grosso capitalista finanzia il partito per il suo interesse individuale, ecco perché poi in parlamento ci sono tanti avvocati azzeccagarbugli.... &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La collaborazione può invece avvantaggiare tutti, tranne la grossa multinazionale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Purtroppo ci sono modi e modi di intendere l'economia e lo sviluppo.....Il rischio con i partiti di oggi,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;è che anche quando non sono finanziati dai grossi capitalisti, sono il trampolino per burocrati arrivisti desiderosi &lt;/div&gt;&lt;div&gt;di potere personale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il risultato è che l'economia di una nazione o di una regione va in crisi, mentre qualche singolo si avvantaggia della distruzione della comunità per fare i propri interessi personali e arricchirsi. Chi è ricco diventa sempre più ricco, e chi è povero sempre più povero: infatti i ricchi sono pochi, e a loro il sistema parlamentare individualistico va bene, mentre il povero ha bisogno dell'approccio democratico-corporativo alla politica, perché risente più del ricco della scarsa competitività economica della nazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;NOTA: la democrazia corporativa non ha nulla a che vedere con ciò che si è visto nel novecento: le dittature hanno abolito tutti i  partiti  meno uno, e hanno messo a tacere i rappresentanti dei mestieri (i sindacati). Il partito dittatoriale novecentesco affonda le sue radici totalitarie nell'ascesa della borghesia, come ho avuto modo di illustrare in altri miei post precedenti (fra cui "genesi e evoluzione del totalitarismo: considerazioni politiche").&lt;/div&gt;&lt;div&gt;NOTA 2: &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Chi conosce la mia filosofia, sa bene che non intendo democratico nel senso di dittatoriale (come va di moda tra i leninisti e certi socialisti), ma di diretto e partecipativo, in quanto credo che le dittature siano degenerazioni tipiche della concezione borghese del partito politico. Il totalitarismo nasce con la borghesia (che da potere assoluto ai re all'epoca di Luigi XIV) e trova perfetta espressione nel rapporto tra masse e partito nel XXI secolo (vedi il mio post ""genesi e evoluzione del totalitarismo: considerazioni politiche").&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;NOTA 3: il potere legislativo andrebbe equamente spartito tra i rappresentanti dei diversi mestieri, quando non fosse possibile concedere la democrazia diretta  a ogni singolo lavoratore. Facciamo un esempio: corporazione degli artigiani. Ogni artigiano dovrebbe almeno poter votare direttamente i rappresentanti della sua corporazione (del suo "partito"), quando non può direttamente votare e scrivere le leggi. Tutte le corporazioni (artigiani, commercianti ecc.) dovrebbero avere lo stesso numero di rappresentanti.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-2182083797512249793?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/2182083797512249793/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/01/democrazia-partecipativa-corporativa.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2182083797512249793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2182083797512249793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/01/democrazia-partecipativa-corporativa.html' title='DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA CORPORATIVA: riflessioni'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-8719156839196252250</id><published>2011-01-20T14:48:00.001-08:00</published><updated>2011-01-20T14:48:41.188-08:00</updated><title type='text'>DEMOCRAZIA, PARTECIPAZIONE  E CORPORAZIONI</title><content type='html'>&lt;div&gt;Le corporazioni, tenute in considerazione da Hegel, sono sempre state il bersaglio principale del capitalismo (come ha mostrato anche Marx). Le corporazioni erano il simbolo della comunità, e, a mio avviso, la loro esistenza è la condizione per una buona politica. Le corporazioni delle arti e dei mestieri dovrebbero esse stesse costituirsi come partiti politici, e partecipare democraticamente alla creazione delle leggi. Chi infatti, meglio dell'operaio, sa di quali leggi si ha bisogno per il lavoro in fabbrica? Chi, meglio dell'imprenditore, sa di quali leggi si ha bisogno per facilitare l'apertura di una fabbrica e l'aumento della produzione? Nel capitalismo, invece, il partito è solo un involucro che racchiude gli interessi di una elite economica o politica. Nel capitalismo la politica è il luogo dell'interesse privato o settario, non è il luogo della comunità armoniosa. La democrazia corporativa è la democrazia in cui i partiti politici sono le corporazioni dei mestieri, tutti equamente rappresentati nel luogo di produzione legislativa. Tutto il contrario del partito nato per interesse di un cittadino privato (che solitamente è il grosso capitalista). Marx pensava che, con lo sviluppo del capitale, il mondo si sarebbe diviso in proletari e grossi capitalisti, e che le corporazioni sarebbero scomparse. Io invece credo che ciò non avverrà mai, perché le esigenze comunitarie dell'uomo non possono essere cancellate. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;NOTA: L'individuo dovrebbe scegliere la corporazione dei mestieri cui appartenere in base alle sue doti e alle sue inclinazioni. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-8719156839196252250?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/8719156839196252250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/01/democrazia-partecipazione-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8719156839196252250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8719156839196252250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/01/democrazia-partecipazione-e.html' title='DEMOCRAZIA, PARTECIPAZIONE  E CORPORAZIONI'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-2511471435106996450</id><published>2011-01-20T04:10:00.000-08:00</published><updated>2011-01-20T04:12:27.880-08:00</updated><title type='text'>RIVELAZIONE DEL TOTALITARISMO DEL PROFITTO</title><content type='html'>&lt;div&gt;ovvero: il profitto ILLIMITATO è incompatibile con la libertà&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo spunto per questo aforisma nasce dall'intervento di un liberale, che afferma la necessità, per i media, di obbedire ai gusti della massa, silenziando cio che è intelligente ma non vende. In realtà la situazione andrebbe rovesciata: è proprio la necessità del profitto a inventare la massa, come serbatoio  di consumo volto alla realizzazione illimitata del profitto del capitalista. Se il profitto non acquistasse un peso assoluto, se non vigesse la religione della crescita illimitata del profitto, se non vigesse la religione della produzione, neanche la massa avrebbe peso: essa scomparirebbe letteralmente, e tornerebbe comunità. Ecco il mio intervento nel dibattito:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;" allora tu sei d'accordo con marx nel dire che il sistema liberale non è pienamente liberale: se io dico qualcos di intelligente e non viene letta perché non fa profitti, automaticamente la mia libertà di parola è riconosciuta a parole ma misconosciuta nei fatti. Dove sta la libertà?? E' il capitalismo che ha creato la massa, per poter sostenere il concetto di profitto e di aumento illimitato della produzione."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;NOTA IMPORTANTE: non sono contrario al profitto, credo che il profitto nel capitalismo assuma un valore assoluto, e quindi rappresenti un "illimitato". E' contro questo concetto capitalistico di profitto che si scaglia il mio discorso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-2511471435106996450?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/2511471435106996450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/01/rivelazione-del-totalitarismo-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2511471435106996450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2511471435106996450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/01/rivelazione-del-totalitarismo-del.html' title='RIVELAZIONE DEL TOTALITARISMO DEL PROFITTO'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-930905591857253802</id><published>2011-01-20T04:07:00.000-08:00</published><updated>2011-01-20T04:09:28.527-08:00</updated><title type='text'>SULLA MASSA PRODOTTA DAI MEDIA dell'ELITE</title><content type='html'>&lt;div&gt;Introduciamo il nostro discorso distinguendo la massa dalla comunità. La massa che intendiamo noi non è la massa nel senso di popolo povero, di classe povera. La massa che vogliamo intendere si rifà a un concetto più moderno. La massa è il prodotto dell'azione mediatica-culturale sulla coscienza degli individui, è il prodotto della capacità dei media di influenzare le coscienze, i gusti, i valori, il tempo libero degli  individui.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La massa è il prodotto dell'azione delle elite, che oggi sono in grado di usare strumenti tecnici sempre più raffinati per controllare le relazioni tra gli uomini, tanto da dare l'illusione della libertà.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La comunità è invece quella aggregazione di persone dotate di capacità critica, e che traggono un reciproco vantaggio dall'unirsi in un progetto, o dall'unirsi in determinati valori liberamente prodotto all'interno della comunità stessa. La comunità è la cosa più temuta sia dai totalitarismi di dx e di sx (che facevano largo uso dei media in maniera autoritaria per conservare il potere), sia dal libero mercato ( in cui il profitto , e non il potere, diventa il fine che giustifica la formazione della massa).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Consideriamo che ogni individuo della massa perde,entrando nella massa, buona parte della sua intelligenza. La domanda è: come ha fatto la modernità (compreso i regimi di dx ) a cancellare la comunità e a instaurare la massa ? Forse l'atomismo capitalistico non solo non è incompatibile con la massa, ma presuppone la formazione e il consolidamento della massa, che è il contrario della comunità....&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' ovvio che la qualità della vita di molti è cresciuta, ma il merito non spetta a mio avviso al capitalismo, quanto piuttosto all'avanzamento della scienza e della tecnica, usato per scopi positivi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Secondo voi la massa sarà in grado di tornare comunità, abbattendo il sistema dei media e costruendo da sé i propri valori, senza bisogno di elite che ne monipolino lo spirito?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sarà in grado la massa di abbattere il dominio tecnico-mediatico delle elites, oppure non c'è possibilità di redenzione per la massa, non c'è possibilità per il progetto futuro di comunità?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In queste mie domande c'è qualcosa di grave: il progetto filosofico di comunitarismo contro il progetto individualistico di Nietzsche. Il comunitarismo prevede la liberazione dell'intero popolo dal suo farsi massa al servizio della produzione e della merce, mentre il progetto di Nietzsche mi sembra un progetto di liberazione del singolo dalla massificazione imposta,attraverso l'uso della tecnica, dalle elites politiche e economiche . C'è speranza di redenzione per tutti, oppure solo il singolo può compiere la strada di liberazione? Io auspicherei la prima ipotesi.... L'uomo liberato, l'uomo estraneo alla massa, dovrebbe guidare la massa, attraverso l'uso della tecnica, affinché questa torni di nuovo comunità. Le radio libere, ad esempio, erano senz'altro uno strumento di libertà...la saturazione della parola mediata attraverso la dittatura giornalistica della ricerca del gossip, dello pseudo-scandalo non compromettente, è una vera e propria censura delle possibilità di resistenza comunitaria.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-930905591857253802?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/930905591857253802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/01/sulla-massa-prodotta-dai-media.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/930905591857253802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/930905591857253802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2011/01/sulla-massa-prodotta-dai-media.html' title='SULLA MASSA PRODOTTA DAI MEDIA dell&apos;ELITE'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-1109022624616932978</id><published>2010-12-27T13:14:00.000-08:00</published><updated>2010-12-27T13:16:09.724-08:00</updated><title type='text'>SUI SISTEMI ECONOMICI</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Tahoma; line-height: 20px; font-size: 12.5px; color: rgb(42, 42, 42); "&gt;&lt;div style="line-height: 20px; "&gt;Al momento attuale sono giunto queste conclusioni:&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 20px; "&gt;il profitto deriva dal lavoro umano.&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 20px; "&gt;Il capitale, quando non è monopolistico, mette al centro la competitività e la meritocrazia.&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 20px; "&gt;Quando c'è competitività, tutte le aziende sfruttano il lavoro umano (non ridistribuendo la percentuale sull'aumento del profitto), ma vince la guerra quella che abbassa i costi di produzione, anche usando l'arma della meritocrazia.  Per abbassare i costi di produzione servono grossi capitali da investire nella ricerca di nuove vie di automatizzazione, questo significa che solo le multinazionali possono permettersi di acquisire una posizione dominante in condizioni di libero mercato. Il risultato è che il libero mercato è in realtà un sistema oligopolistico, per nulla giusto. Attenzione: la fabbrica al suo interno è meritocratica in condizioni di libera concorrenza, mentre il mercato inteso come sistema economico non è giusto. Una volta raggiunta la posizione dominante, la fabbrica poi può anche talvolta tornare scarsamente meritocratica (anche se non le conviene).&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 20px; "&gt;La giustizia ha a che fare con lo sfruttamento e la posizione dominante (lo stesso concetto che usa Marx quando dice che solo il capitalista può permettersi di comprare i mezzi di produzione), mentre la meritocrazia può esistere anche in un sistema economico ingiusto.&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 20px; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 20px; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 20px; "&gt;Caro Fdd, poniamo che io abbia un'attività che mi dia un po di soldi, perché lo stato esige un mercato regolato, non totalmente libero. Poniamo che il mercato diventi libero. La multinazionale, avendo più capitale da investire, riuscirà a distruggere i piccoli imprenditori...in questo modo non si avrà mai una redistribuzione giusta della ricchezza, perché il profitto non lo fa il più dedito al lavoro, ma quello che ha un capitale più grande alle spalle e può permettersi di investire di più. Lo stato allora regola il mercato quando impedisce che i grossi capitalisti assumano una posizione dominante, espropriando le proprietà dei piccoli imprenditori con la scusa del libero mercato....  In pratica lo stato evita che i capitalisti abbiano un vantaggio sugli altri basato sul loro capitale di partenza. Lo stato fa partire tutti allo stesso livello, e per farlo, impedisce un mercato totalmente libero. Nel capitale di marx si narra di come i capitalisti abbiano rubato le terre comuni ai contadini e agli allevatori e instaurato la grande proprietà capitalistica. Oggi le terre comuni sono la capacità dello stato di regolare il mercato. Un requisito che il liberismo cerca di spazzar via.  I contadini, espropriati della terra, finirono per essere sfruttati come manodopera salariata, in case prive di qualsiasi garanzia igienica, dove le malattie e le morti erano all'ordine del giorno (tutto questo è raccontato nel capitale). La globalizzazione è un processo sistematico di arricchimento di  oligarchie capitalistiche sfruttando la manodopera a basso costo (sia manuale che intellettuale caro ingegnere!).  Non c'è bisogno di essere Marxisti per sostenere questa affermazione, a mio avviso...&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 20px; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 20px; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 20px; "&gt;Il concetto di meritocrazia nella fabbrica è un concetto indubbiamente positivo...è giustissimo. Ma secondo me il merito lo si può misurare in base al raggiungimento di un qualsiasi obiettivo, anche diverso dall'aumento del profitto.&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 20px; "&gt;L'automatizzazione della toyota deve essere considerata un esempio da seguire, ma bisogna anche osservare il contesto in cui si è resa necessaria l'automatizzazione. Occorre osservare il sistema economico  di cui faceva parte  la fabbrica in quel momento, per capire le ragioni della meritocrazia. &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 20px; "&gt;D'altra parte, lo stato dovrebbe regolare, ma non diventare esso stesso investitore (come nel Keynesismo), perché, in questo caso, non sarebbe giusto, ma concederebbe commesse  e appalti all'azienda amica, provocando quel mostro di inefficienza che è stato il welfare state (uno stato assistenziale più che solidale).&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 20px; "&gt;La democrazia si racchiude in due termini: meritocrazia (libertà) e solidarietà (comunità). Il ceto medio è il termometro della democrazia, come già aveva capito Aristotele. Comunque leggerò il libro, grazie, ti chiedo scusa per il papiro...&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-1109022624616932978?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/1109022624616932978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/12/sui-sistemi-economici.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/1109022624616932978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/1109022624616932978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/12/sui-sistemi-economici.html' title='SUI SISTEMI ECONOMICI'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-5287481680637283974</id><published>2010-12-21T14:34:00.000-08:00</published><updated>2010-12-21T14:50:19.089-08:00</updated><title type='text'>Riflessioni sul post "come vedo il paganesimo"</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;Ho scritto questo post "come vedo il paganesimo"  &lt;a href="http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/12/come-vedo-il-paganesimo.html"&gt;http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/12/come-vedo-il-paganesimo.html&lt;/a&gt;  perché tempo fa lessi il libro di De Benoist "come si può essere pagani",&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.calameo.com/books/0001271725a6ec2fb3612" rel="nofollow" target="_blank" style="cursor: pointer; color: rgb(59, 89, 152); text-decoration: none; "&gt;&lt;span&gt;http://www.calameo.com/boo&lt;/span&gt;&lt;wbr&gt;&lt;span class="word_break" style="display: block; float: left; margin-left: -10px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;/span&gt;ks/0001271725a6ec2fb3612&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;e no&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline; "&gt;n ero soddisfatto della sua definizione di paganesimo moderno, in quanto l'autore è troppo influenzato da Nietzsche e non tiene conto abbastanza di come anche i moderni filosofi della storia (apollinei!) presentino tratti sovrapponibili e conciliabilissimi con l'antico paganesimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora ho deciso di scrivere il post, per dimostrare che una prospettiva storica immanentistica (Vico, Hegel ecc.) non va per forza interpretata come secolarizzazione del dio trascendente giudaico cristiano, ma può anzi essere interpretata come autentica spiritualità laica e neo-pagana del tutto autonoma dai destini del cristianesimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo ha una ricaduta anche dal punto di vista politico. Infatti è possibile allora attraverso la cultura pagana e neo-pagana concepire un governo autenticamente democratico, che fino ad ora è mancato perché il concetto di sovranità che abbiamo ereditato deriva dalla secolarizzazione del concetto teologico cristiano di sovranità di Dio onnipotente (K.Schmitt). Essendo il Dio cristiano un Dio onnipotente, il concetto di sovranità onnipotente è all'origine del totalitarismo, perché con la monarchia la sovranità del re, specchio della sovranità di Dio, diviene assoluta (vedi Bodin), salvo poi, durante l'era borghese-parlamentare, diventare assoluta la sovranità della legge, e poi, durante le dittature del novecento, la sovranità del partito (che diventa identico allo stato). La statolatria delle dittature del novecento non è cosi imputabile a Hegel, ma piuttosto al fatto che la statolatria è in realtà partitolatria, cioé sovranità assoluta del partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Identificando lo Stato con la comunità, invece, si può dedurre logicamente una concezione realmente democratica della politica (democrazia diretta) ridisegnando così la nozione stessa di sovranità lontano dai concetti teologici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-5287481680637283974?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/5287481680637283974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/12/riflessioni-sul-post-come-vedo-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/5287481680637283974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/5287481680637283974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/12/riflessioni-sul-post-come-vedo-il.html' title='Riflessioni sul post &quot;come vedo il paganesimo&quot;'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-7994750999036605946</id><published>2010-12-21T05:25:00.000-08:00</published><updated>2010-12-21T06:42:24.322-08:00</updated><title type='text'>Come vedo il paganesimo</title><content type='html'>La necessità è ciò che contraddistingue il pensiero laico e quello greco rispetto al pensiero cristiano. Per il cristiano, il mondo è frutto della libera scelta di Dio, e lo stesso uomo nel cattolicesimo risulta libero e soggetto al peccato.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per il greco invece, gli dei e gli uomini non sono liberi, ma sono soggetti al destino, simboleggiato dalle parche. La missione del greco non è cambiare il futuro, ma affrontare ciò che è già scritto nel modo più eroico e onorevole. Non esiste uno iato incolmabile tra uomo e dio, non esiste un Dio supremo che giudica, che premia e punisce. Le stesse azioni del dio sono soggette al destino, e sono inscindibili dal tutto. Il dio non è quindi concepito come monade onnipotente che decide di creare qualcosa...Il greco non conosce una prospettiva di salvezza, un paradiso ultraterreno. La sua logica è una logica in cui il divino è in ogni cosa, è immanente, e immanente è il senso ultimo della vita greca.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La religione greca non è una religione fredda e impersonale, gli dei hanno caratteri umani e gil uomini hanno caratteri divini; gli uomini competono con gli dei, si alleano con alcuni dei e diffidano di altri. Non esiste scissione, ma inscindibilità fra il polo umano e quello divino, concepiti come racchiusi insieme nel senso immanente e storico conservato dal destino. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Che ruolo può avere la Provvidenza, se esiste il destino?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dal mio punto di vista è perfettamente possibile armonizzare la concezione di Provvidenza fornita da Vico, il Dio storico hegeliano, e il destino greco.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli dei intervengono nelle vicende umane, quindi la provvidenza non è incompatibile con il destino. Questa affermazione possiamo spiegarla in modo più banale ma più comprensibile così:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"sono alla guida di un esercito, le mie legioni sono state decimate: a un certo punto vedo arrivare dalla collina un esercito mio alleato, che viene a darmi una mano. "   Senz'altro dal limitato punto di vista soggettivo questa è l'opera della provvidenza divina, che è venuta in mio soccorso. La differenza tra una provvidenza cristiana e una laica sta dunque nella necessità: "il dio non ha scelto in maniera completamente libera, era destino che io chiedessi aiuto e lui fosse generoso con me, mandandomi un esercito alleato".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ciò che esiste non è solo l'oggettività o solo la soggettività, ma esiste solo l'Assoluta unione delle due.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non esiste infatti un bene e un male dal punto di vista oggettivo, esso esiste solo in rapporto a una soggettività. Per me è stato un bene ricevere rinforzi, per il mio nemico è stato un male, e abbiamo entrambi ragione (nel senso che il nostro giudizio soggettivo è reale, e dunque è razionale in senso hegeliano)...il dio (e l'uomo) essendo soggetti storici, possono  pensare che una cosa sia buona o cattiva, ma dal punto di vista del destino non esiste un buono o un cattivo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il destino è il regno dell'oggettivo, ma in quanto tale questo regno non esiste da solo...non può esistere il regno oggettivo della necessità senza il regno soggettivo della libertà: l'unica realtà è dunque la totalità storica concepita hegelianamente, concepita come sintesi tra libertà e necessità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'uomo e gli dei sono i rappresentanti della Soggettività particolare, dello spirito soggettivo (libero, TESI).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il destino (simboleggiato dall'attività tessitrice delle parche) rappresenta lo spirito oggettivo (necessità, ANTITESI).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La verità, la realtà, è che non esistono separatamente, ma tutto ciò che esiste è la loro sintesi (la totalità storica hegeliana, SINTESI, da me chiamata spirito assoluto, in quanto realtà in cui coesistono sia l'oggettivo che il soggettivo. Sono uniti perché la realtà, la totalità è Ragione, ed è l'intelletto che invece scinde la totalità dando vita a una formale separazione tra contrari).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La Ragione, la totalità, non può esistere senza la storia, cioé senza il tempo. Ecco che in Spinoza, che concepisce la totalità come sostanza, avviene l'assolutizzazione della necessità a danno della libertà, tanto che il filosofo arriva ad affermare la libertà esclusivamente come consapevolezza raggiunta della necessità, cioé di far parte del tutto della sostanza (conoscenza di Dio). Spinoza assolutizza la sostanza (che si caratterizza necessariamente), e può farlo perché nella sua filosofia monistica esclude il tempo, il divenire. Egli si rende conto che la realtà temporale è sintesi di libertà e necessità, ma, a causa dell'utilizzo del "metodo geometrico", non raggiunge una concezione corretta di ciò che è la totalità. L'intuizione che da luogo alla conoscenza della geometria è, infatti, uno strumento che permette di afferrare lo spazio ma non il tempo (simboleggiato, già da kant, come elemento chiave della matematica, in quanto sia nell'algebra che nella misura del tempo esiste l'idea di successione). Inoltre Spinoza rimane colpito dalla scienza galileiana, che però  conosce attraverso esperimenti ripetibili, cioé fermando il tempo: il tempo storico invece non si può fermare, è l'elemento attuativo della totalità, della Ragione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Concludiamo con una risposta alla domanda: che cos'è dunque la provvidenza? La provvidenza è l'opera di un dio nel contesto della totalità, di un dio che non è libero ma è parte della totalità che comprende, oltre a lui, il destino, l'uomo e gli altri dei. Il dio non è libero in maniera assoluta (come il Dio cristiano), perché non è onnipotente,  in quanto non si trova al di la della storia e del destino. Non essendo assolutamente trascendente, non può essere assolutamente libero nelle sue azioni. Nello stesso tempo, il dio non è nemmeno assolutamente necessitato nelle sue azioni, perché altrimenti non ci sarebbe azione e non esisterebbe altro che un destino vuoto, senza soggetti, senza dei e senza uomini, un destino insensato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In questo universo pagano, troverebbe senz'altro spazio l'aiuto di un dio, ma risulterebbero insensate le preghiere di espiazione per mitigare la collera di un Dio cristiano trascendente e onnipotente. Il dio cristiano è contraddittorio perché si pretende che il tempo esista solo per gli uomini e non per Dio, senza dimostrarlo. Ecco che dunque Dio, essendo, al contrario dell'uomo, un Soggetto non vincolato dal tempo, diventa nella mente del fedele qualcosa di Assoluto. Negando la storicità di Dio si assolutizza una parte della tesi, si confonde in termini logici la tesi con la sintesi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-7994750999036605946?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/7994750999036605946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/12/come-vedo-il-paganesimo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7994750999036605946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7994750999036605946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/12/come-vedo-il-paganesimo.html' title='Come vedo il paganesimo'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-974797300622341669</id><published>2010-12-17T13:23:00.000-08:00</published><updated>2010-12-17T13:25:57.495-08:00</updated><title type='text'>la mia posizione</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; font-size: 13px; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 9px; "&gt;Visto che oggi è la giornata degli inviti a leggere, invito i lettori del post a leggere Edward Carr -la rivoluzione boscevica.&lt;br /&gt;Io ritengo che, nonostante la grandiosa operazione da Lenin compiuta, si possono tirare alcune conclusioni:&lt;br /&gt;a)la classe operaia non è rivoluzionaria, perché ci sono situazioni in cui perde il desiderio di partecipare al potere;&lt;br /&gt;b)la classe operaia non è rivoluzionaria, perché quand'anche si conquistassero le fabbriche, i borghesi hanno un bagaglio tecnico che li rende indispensabili&lt;br /&gt;c) Il centralismo di Lenin (dettato dalle condizioni storiche) è stato il preludio alla burocraticizzazione del partito&lt;br /&gt;d) La follia della rapida industrializzazione ha causato uno sfruttamento ingiustificato della forza lavoro superiore allo sfruttamento attuato in condizioni di liberalismo borghese ( mi riferisco specialmente all'investimento nell'industria pesante)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono per il federalismo (contro il centralismo e lo Stato), per la democrazia diretta(contro i partiti ma per le comunità) e per l'armonia tra le classi. Sono per la misura, per cui non approvo l'idea del profitto smisurato, che come ha illustrato weber, ha in fin dei conti un carattere religioso. Sono comunitarista, né di destra né di sinistra. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-974797300622341669?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/974797300622341669/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/12/la-mia-posizione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/974797300622341669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/974797300622341669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/12/la-mia-posizione.html' title='la mia posizione'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-6837880636444222916</id><published>2010-12-02T06:04:00.001-08:00</published><updated>2010-12-02T06:11:13.186-08:00</updated><title type='text'>Cit.</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 28px; "&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;Prometeo incatenato alla rupe del caucaso è condannato, materialmente, all'inazione: ma quel suo indomabile orgoglio di Titano, con cui dichiara guerra e scaglia miacce contro il signore dell'universo, è, in senso greco, attività al più alto grado. Alla tragedia greca appartiene l'agire e il patire. "Chi agisce patisce": ecco l'idea fondamentale che essa inculca. La sua anima non è il patire in sé, ma l'intimo nesso fra il patire e l'agire&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt; (Pohlenz)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;Forse era scritto che la libertà dell'Europa dovesse nascere non dalla liberazione, ma dalla peste.  Forse era scritto che, come la liberazione era nata dalle sofferenze della schiavitù e della guerra, la libertà dovesse nascere dalle sofferenze, nuove e terribili, della peste portata dalla liberazione. La libertà costa cara. Molto più cara della schiavitù. E non si paga né con l'oro, né col sangue, né coi piu nobili sacrifici:ma con la vigliaccheria, la prostituzione, il tradimento, con tutto il marciume dell'animo umano. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;(C. Malaparte)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;"Coro: e dei fati chi il timone mai regge?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;Prometeo: Le Erinni ultrici, e le triformi Parche&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;Coro: E che? Di loro è meno possente Giove?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;Prometeo: Neppur Giove al suo fato può sfuggire&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;(Eschilo)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;L'uomo, crescendo ad altezza titanica, si conquista da sé la propria civiltà, costringendo gli dei ad allearsi con lui, perché nella sua propria saggezza tiene in mano l'esistenza e i limiti di essa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt; (Nietzsche)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-6837880636444222916?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/6837880636444222916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/12/cit.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6837880636444222916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6837880636444222916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/12/cit.html' title='Cit.'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-3502662580208381824</id><published>2010-12-01T06:38:00.000-08:00</published><updated>2010-12-03T04:35:13.625-08:00</updated><title type='text'>genesi e evoluzione del totalitarismo: considerazioni filosofico-politiche</title><content type='html'>&lt;div&gt;Comincio a pensare che la politica non sia una questione di destra o sinistra, ma di asse monarchico-clericlale-borghese (=totalitario) contro aristocratico-popolare (=federalista, democratico). Ho le mie ragioni per pensarlo: l'assolutismo è la reazione della monarchia al desiderio di indipendenza dell'aristocrazia feudale. Assolutismo promosso anche dalla borghesia, che, come spiega bene De Benoist, non poteva sopportare le limitazioni imposte dai poteri dei signori locali, e dunque in Francia appoggia il re. Clero e monarchia (con l'appoggio silenzioso ma fondamentale della crescente borghesia) elaborano una concezione di Stato di tipo religioso, assoluto, in contrasto con le elaborazioni federaliste di Althusius. A un certo punto i borghesi diventano cosi potenti, che dopo aver eliminato i nobili, eliminano anche la monarchia e il clero: ed ecco dunque la rivoluzione francese, cui segue il totalitarismo liberale sottoforma di parlamento. La rivoluzione francese non è l'inizio della libertà, ma la continuazione del disegno borghese di potere assoluto, potere che adesso possono gestire da soli in parlamento. Il parlamento, elemento totalitario del nuovo potere borghese, ha si libertà al suo interno, ma è una libertà fittizia, perché i partecipanti al "banchetto" parlamentare sono anch'essi sostanzialmente totalitari (la destra del parlamento professa il ritorno al vecchio assolutismo, un totalitarismo non piu al passo con le esigenze della borghesia, mentre la sinistra sarà la responsabile di quel terrore giacobino che io assimilo al totalitarismo).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La borghesia non ama la politica, non controlla il parlamento direttamente, ma indirettamente, imponendone la forma istituzionale.  La borghesia ha imposto l'idea di destra e di sinistra, idee che sono state portate avanti nella storia,  e che non potevano superare l'assetto borghese proprio perché nate dalla rivoluzione borghese del 1789. E ora veniamo alle dittature del novecento. Queste dittature si propongono come un'alternativa al parlamentarismo borghese, ma si può dire che abbiano fallito. Perché? Vediamo prima il fascismo. Il fascismo è un movimento che restaura il potere assolutistico dello stato, espresso sottoforma di legge. Il fascismo è un totalitarismo, perché ha una concezione dello stato a mio avviso vicina a quella monarchico-clericale (e difatti non è un caso se nel manifesto degli intellettuali fascisti si cita il re e la tradizione: " donde una presuntuosa e minacciosa contrapposizione dei privati allo Stato, un disconoscimento della sua autorità, un abbassamento del prestigio del Re e dell'Esercito, simboli della Nazione soprastanti agli individui e alle categorie particolari dei cittadini"). Inoltre si ha una concezione religiosa dello stato che assomiglia moltissimo alla concezione assolutistica dello stato monarchico, e che è tutto l'opposto della concezione federalista di Althusius: "La politica sentì e propugnò come palestra di abnegazione e sacrificio dell'individuo a un'idea in cui l'individuo possa trovare la sua ragione di vita, la sua libertà e ogni suo diritto; idea che è Patria [...]tradizione perciò e missione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Di qui il carattere religioso del Fascismo" (manifesto degli intellettuali fascisti). Il fascismo italiano ha però, in comune col liberalismo, l'idea che la legge sia sopra gli individui. Nel manifesto degli intellettuali antifascisti, redatto da Croce, si legge: "o come dove, con facile riscaldamento retorico, si celebra la doverosa sottomissione degl'individui al tutto, quasi che sia in questione ciò, e non invece la capacità delle forme autoritarie a garantire il più efficace elevamento morale". E' evidente che per entrambi lo Stato, che sia nella forma parlamentare o in quella dittatoriale, è uno stato assoluto, perché assoluta è la legge, e insidacabile deve essere l'abnegazione dell'individuo verso il tutto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il fascismo ha anche un elemento comune col comunismo sovietico: il giacobinismo-blanquismo, assolutamente estraneo invece a Marx.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Uomo d'azione più che elaboratore di teorie, Blanqui era convinto che il proletariato potesse creare una società di liberi e di uguali solo mediante un'insurrezione armata GUIDATA DA UNA PICCOLA MINORANZA ben organizzata e decisa ad IMPORRE LA PROPRIA DITTATURA. Blanqui dedicò la sua intera esistenza a questa causa, senza lasciarsi scoraggiare né dall'esilio né dalle pene carcerarie cui fu ripetutamente condannato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Opportuno ricordare che Blanqui fu sempre stimato e ripreso anche da ambienti del Fascismo rivoluzionario, e da Mussolini stesso"(da wikipedia).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La rivoluzione di Lenin è una rivoluzione blanquista/giacobina, perfettamente contraria alle idee di Marx (che forse aveva già avuto modo di notare nel terrore giacobino una manifestazione del totalitarismo moderno):&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Già in Karl Marx ed in Friedrich Engels ci sono entrambe queste letture. Fondamentalmente avversi al Giacobinismo, accomunato al blanquismo sono gli esponenti della Seconda Internazionale, sia riformisti che rivoluzionari. Ma il giacobinismo è rivendicato nel 1904 da Lenin che definisce il socialdemocratico rivoluzionario come "il giacobino legato indissolubilmente all'organizzazione del proletariato, consapevole dei propri interessi di classe" (da wikipedia).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Karl Popper non critica semplicemente le dittature, ma critica Marx e Hegel, secondo lui alle origini del totalitarismo. In realtà l'errore di Marx è stato pensare che fosse possibile una dittatura non totalitaria, cioé una dittatura della maggioranza ( e qui Bakunin aveva ragione). Per ciò che riguarda Hegel, il totalitarismo è del tutto fuori luogo, mentre si applica bene al  liberale Croce e al fascista Gentile, seppure in modi e con sfumature diverse. Perché è del tutto fuori luogo? Perché in Hegel la famiglia e la società civile sono elementi dialettici necessari allo stato comunitario, uno stato dei costumi, mentre nel liberalismo e nel fascismo sono, se troppo autonomi, un ostacolo al dominio incontrastato della legge (parlamentare nel caso dei liberali e dittatoriale nel caso dei fascisti-comunisti). In Hegel lo stato è la sintesi di famiglia e società civile, mentre negli altri due filosofi famiglia e società civile devono sottomettersi al volere dello stato, che dunque è uno stato che si erge sopra i cittadini.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per concludere parliamo dell'aristocrazia, del federalismo e della democrazia. Nietzsche: spirito aristocratico. Berdjaev: aristocratico. Bakunin: aristocratico. Cosa hanno in comune questi filosofi? Nietzsche è ambiguo, in quanto se da un lato si dimostra al di la del moralismo giacobino  e fascista (come distruttore della morale) e del positivismo (=fiducia nel progresso) liberale, ricade infine in un orizzonte individualistico di stampo borghese. Però Nietzsche è il primo a intuire che la modernità ha una malattia,   e paradossalmente tutta la sua azione risulta in fin dei conti in un tentativo, mal riuscito, di opporsi alla modernità (è per quello che si richiama allo spirito dionisiaco dei greci). In che modo Nietzsche si oppone al totalitarismo? Nel suo linguaggio astratto e molto poetico, Nietzsche  chiama il totalitarismo  "la supremazia dell'apollineo", giungendo a scambiare la ragione per lo Stato assoluto. Si avvicina in parte al vero, per ciò che abbiamo detto all'inizio del saggio, ma non si accorge che non tutti i filosofi della Ragione (apollinei) sono contrari al dionisiaco(primo fra tutti Hegel, che secondo me non è un anti-dionisiaco, in quanto non ha un pensiero che si può ricondurre alla destra o alla sinistra).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Berdjaev e Bakunin: il primo è un filosofo democratico, il secondo è un filosofo anarchico. Entrambi sono aristocratici, ed entrambi sono contrari ai totalitarismi (vedi "Stato e Anarchia " di Bakunin e "SChiavitu e libertà dell'uomo" di Berdjaev). &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-3502662580208381824?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/3502662580208381824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/12/genesi-e-evoluzione-del-totalitarismo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/3502662580208381824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/3502662580208381824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/12/genesi-e-evoluzione-del-totalitarismo.html' title='genesi e evoluzione del totalitarismo: considerazioni filosofico-politiche'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-3459633704300213826</id><published>2010-11-23T10:44:00.001-08:00</published><updated>2010-11-23T14:00:49.802-08:00</updated><title type='text'>Su Nietzsche</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 19px; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;Non mi ritengo un esperto di Nietzsche, certo è che si possono dare parecchie interpretazioni (Giorgio Colli, traduttore italiano di Nietzsche, non era d'accordo con l'interpretazione Lukacsiana di un Nietzsche profeta del nazismo).&lt;br /&gt;Di sicur&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline; "&gt;o Nietzsche era antisocialista, anticristiano, e dunque anti-moderno. Però bisogna anche dire che col cristianesimo e in misura ancora maggiore con la modernità, i popoli smettono di essere tali, perché sostanzialmente la modernità è la storia (non ancora terminata) del dominio della borghesia (lo stesso URSS era una dittatura sul popolo più che un autogoverno del popolo, una specie di Leviatano insomma). Ascesa della borghesia che inizia, come sottolinea lo stesso De Benoist, quando i borghesi appoggiano il re per opporsi allo strapotere degli aristocratici locali(vedi il saggio "Le Bourgeois"). Dunque se da un lato lo spirito aristocratico di Nietzsche può essere un atteggiamento polemico contro lo spirito borghese della modernità, dall'altro Nietzsche non è davvero greco, ma piuttosto un conservatore della propria epoca. Perché Nietzsche non è greco? Perché:&lt;br /&gt;1. Trascura la democrazia ateniese, concentrandosi su una grecità politicamente aristocratica, che è stata superata dagli stessi greci. Respingendo infatti le filosofie della ragione, non può non respingere lo stesso concetto di democrazia.&lt;br /&gt;2. Gli aristocratici greci avevano un senso di appartenenza alla comunità che era superiore a quello del demos dei tempi successivi (specialmente il demos dopo Pericle). Nietzsche al contrario è uno sradicato, un individualista.&lt;br /&gt;3. Per i greci la filosofia, e dunque la ricerca della verità, sono state, con l'eccezione dei sofisti, di interesse primario (in Grecia anche gli schiavi si dilettavano di filosofia). In Nietzsche invece la verità cessa di esistere, si afferma un nichilismo che rispecchia molto la condizione della società individualista moderna.&lt;br /&gt;Quindi Nietzsche dimostra un atteggiamento aristocratico, ma pur sempre moderno, e non greco, perché individualista e nichilista. Nichilista e antropologicamente pessimista (il popolo è fatto da pecore che hanno bisogno dei signori nel caso di Nietzsche, e del partito nel caso del marxismo) al pari del marxismo positivistico di fine ottocento e del novecento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 19px; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;Il marxismo si delinea materialisticamente, come abbandono delle illusioni della filosofia (considerata ideologia), operazione perfettamente in linea con lo smantellamento definitivo della comunità operata dalla modernità. Una comunità che già col cristianesimo si era sradicata dalla terra per diventare una comunità "celeste" universale (una comunità infelice, perché pone sé stessa come oggetto trascendente).&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-3459633704300213826?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/3459633704300213826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/11/su-nietzsche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/3459633704300213826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/3459633704300213826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/11/su-nietzsche.html' title='Su Nietzsche'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-5274383205496433811</id><published>2010-11-20T10:56:00.000-08:00</published><updated>2010-11-20T10:57:01.104-08:00</updated><title type='text'>Idealismo e materialismo: filosofia e storia</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 23px; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;Con Hegel l'individuo è calato nella storia, coi materialisti no. Per il pessimista Leopardi la vita dell'uomo (salvo la legittima speranza della lotta scientifica contro la natura ne la ginestra) è strutturalmente un nonsenso (il nichilis&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline; "&gt;mo di fondo di Leopardi è stato ben sottolineato da Severino nel suo "il nulla e la poesia"). Notare inoltre come Leopardi esprima un odio verso la natura che il greco non conosceva affatto. Hegel definirebbe questo atteggiamento come una "scissione" dall'Intero. L'uomo infatti è natura e cultura, e la natura può anche essere nostra amica (si pensi agli antibiotici!). Personalmente non ritengo la natura né buona né cattiva, ma un semplice dato di fatto (o se vogliamo, dialetticamente buona e cattiva allo stesso tempo). Lucrezio, con l'introduzione del concetto di atomo che devia casualmente, sembra considerare la possibilità della libertà, ma non tutti gli atomi si incontrano. Ogni atomo ha la sua storia, dunque la Storia non c'è. Spero di aver motivato abbastanza le mie ragioni. E' chiaro però che le filosofie rispecchiano molto lo stato d'animo e la realtà del tempo. Ad esempio, è molto logico che in una società individualista si abbracci la filosofia dell'atomo (perché rispecchia ciò che si vede nella società), ma questa scelta può compromettere qualsiasi cambiamento, può non essere rivoluzionaria. Voglio solo dire che tutte le filosofie comunicano qualcosa di giusto, ma non tutte producono un cambiamento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-5274383205496433811?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/5274383205496433811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/11/idealismo-e-materialismo-filosofia-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/5274383205496433811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/5274383205496433811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/11/idealismo-e-materialismo-filosofia-e.html' title='Idealismo e materialismo: filosofia e storia'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-8123206306848937423</id><published>2010-11-20T06:47:00.000-08:00</published><updated>2010-11-21T06:12:35.885-08:00</updated><title type='text'>COMUNITARISMO LIBERTARIO DEMOCRATICO DIALOGICO GRECO (COLIDEDICO)</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Comunitarismo, in quanto opposto a individualismo borghese. Libertario, in quanto presuppone l'accettazione del dissenso  da parte di una minoranza o di un singolo, purché sia un dissenso portato avanti per il bene della  comunità, e non di una parte di essa a scapito del resto. Democratico, in quanto presuppone la partecipazione attiva di tutti ed è antigerarchico. Dialogico-greco, o filosofico, in quanto è ispirato a fondamenti filosofici precisi (filosofia greca, idealismo, umanismo), e presuppone una comunità di individui capaci di esprimersi liberamente e di esercitare il dialogo durante le decisioni politiche, sul modello di dialogo veritativo lasciato in eredità dai greci. Essendo un comunitarismo dialogico-greco, si presenta come un'antitesi dialettica all'individualismo nichilista.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;“La svalorizzazione del mondo umano&lt;br /&gt;cresce in rapporto diretto&lt;br /&gt;con la valorizzazione del mondo delle cose.&lt;br /&gt;Gli uomini non sono nulla, il prodotto è tutto” (K. M.)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt; "i filosofi hanno interpretato il mondo in maniera diversa: ora si tratta di cambiarlo" (K.M.).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Se sei d'accordo, vai su:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/pages/Colidedico-comunitarismo-libertario-democratico-dialogico-greco/171181692906100"&gt;http://www.facebook.com/pages/Colidedico-comunitarismo-libertario-democratico-dialogico-greco/171181692906100&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;e clicca "mi piace"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-8123206306848937423?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/8123206306848937423/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/11/comunitarismo-libertario-democratico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8123206306848937423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8123206306848937423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/11/comunitarismo-libertario-democratico.html' title='COMUNITARISMO LIBERTARIO DEMOCRATICO DIALOGICO GRECO (COLIDEDICO)'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-2736351437992773454</id><published>2010-11-20T05:47:00.000-08:00</published><updated>2010-11-20T06:57:05.994-08:00</updated><title type='text'>Come si fa a riempire una vita svuotata?</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; "&gt;&lt;div class="content" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.2em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;A mio avviso occorre cessare di essere homo consumens: cosa impossibile in un sistema tutto dedito al profitto. Molte vite sono state svuotate e molte verranno svuotate da un sistema economico-politico rozzo e volgare, nichilista e individualista. L'uomo oggi non è alienato nel lavoro, ma è alienato fin dentro ai visceri, perché il capitale è diventato talmente totalitario da costringerlo, nel tempo libero, quasi esclusivamente a consumare (e quindi farlo lavorare per il sistema anche quando non è sul luogo di lavoro).L'uomo è ormai sub-umano, una specie di pupazzo desiderante e consumante. Ripeto: non è piu il lavoro ad essere alienato, ma tutta la vita dell'uomo. E' interessante il concetto di Heidegger, quando parla del "si fa, si dice", i discorsi impersonali. Ormai la gente è talmente alienata che non è capace di espressione propria, ripete coattivamente esperienze preconfezionate dai media. Non è capace di elaborare quello che sente, quello che vede se non in maniera superficiale. E' chiaro che dei soggetti ridotti cosi non potranno cambiare nulla, ma solo precipitare verso l'implosione senza accorgersene. La cosa più incredibile è il fatto che la gente pensa di essere libera, pensa di scegliere anche quando non sta scegliendo niente. Il divertimento stesso non è il frutto creativo di uno stare insieme, ma è già preconfezionato, pronto per essere consumato (Alcol, droghe, discoteche, videogiochi). Secondo me è qui che sta la vera "repressione addizionale", per usare un termine Marcussiano. Il fatto che il vero amore, il vero divertimento, la vera vita, sono sostituiti da surrogati consumabili e gettabili via.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;h3 class="reference" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Fonti:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="reference" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.2em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Io, Comunitarista libertario dialogico-democratico&lt;br /&gt;zygmunt Bauman, G.Lukacs, K. Marx, H. Marcuse, C. Lasch.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-2736351437992773454?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/2736351437992773454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/11/come-si-fa-riempire-una-vita-svuotata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2736351437992773454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2736351437992773454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/11/come-si-fa-riempire-una-vita-svuotata.html' title='Come si fa a riempire una vita svuotata?'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-1571080731495230041</id><published>2010-11-18T12:14:00.000-08:00</published><updated>2010-11-18T12:15:10.579-08:00</updated><title type='text'>FILOSOFIA E PRASSI IN MARX</title><content type='html'>&lt;div&gt;SULLA FILOSOFIA E LA PRASSI IN MARX&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il metodo delle scienze naturali è un metodo che si basa sulla falsificazione, ma ciò che distingue questo metodo da quello delle scienze sociali è in realtà il suo oggetto: un "evento" che non ha storia, o che ha una storia ripetibile tutte le volte che vogliamo. Con le scienze sociologiche e politiche, invece, non è possibile fare previsioni per il futuro. Il motivo di tutto questo sta nell'oggetto di queste scienze: un "evento" non riproducibile, che non si ripete nelle stesse condizioni. Fortunatamente, però, l'economia, la sociologia e la politica hanno un loro modo scientifico di approcciare il loro oggetto: questo modo consiste nel fare a meno della totalità sociale e storica  e di considerare singole parti dell'evento, in modo da formulare leggi corrette che riguardino gli eventi trascorsi. Il problema di queste scienze è che spesso le leggi formulate spiegano bene una parte dell'evento, ma se estese alla totalità sociale  tradiscono una serie di contraddizioni, perché vengono a scontrarsi con altre leggi capaci di giustificare meglio quelle parti dell'oggetto cui una singola legge vorrebbe estendere la sua influenza. Nell' opera di Marx ci sono alcuni principi sociologici ( uno fra tutti il concetto di alienazione, che è una verità scientifica di tipo storico e sociologico, appurabile osservando le condizioni di vita dell'operaio dell'ottocento) che possono presentare una forte carica critica e che con alcuni aggiornamenti rimangono validi. L'errore del marxismo (non di Marx) è stato mescolare il concetto filosofico-hegeliano di  totalità con le singole leggi scientifiche proposte da marx, producendo una metafisica positivista che non può essere né una scienza né una filosofia. In che modo ciò è stato possibile? Credendo che i risultati scientifici conseguiti da Marx non  spiegassero solo una parte (es.A) della totalità sociale, ma spiegassero LA totalità sociale (A+ B). In questo modo è stato  possibile:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a)assolutizzare le leggi particolari marxiane riferendole  al concetto filosofico-metafisico di totalità sociale (proprio come fa il positivismo quando assolutizza le leggi scientifiche sulla base di un concetto metafisico di esperienza), in modo da produrre una visione del mondo sostanzialmente anti-umanista.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;b) Data la totalità sociale = A + B, una legge marxiana che spiega bene B viene considerata dal marxismo valida per la totalità sociale A + B (che è un concetto idealistico), impedendo quindi di produrre una nuova legge davvero scientifica capace di spiegare bene A.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono convinto che non esista nessun metodo scientifico di tipo sociologico capace di studiare la totalità sociale A+ B.  Questo, io credo, fosse anche l'idea di Marx. Il fallimento del Marxismo non è imputabile a Marx, ma a mio avviso al rifiuto dell'idealismo e dell'umanismo ( cui viene sostituita una nuova metafisica, di stampo sostanzialmente positivista) da parte dei suoi successori. Credo che l'ignoranza circa le  questioni filosofiche sia stata una delle componenti che ha reso possibile questo pasticcio pseudoscientifico. Molti comunisti coerentemente anti-umanisti si vantano di considerare la filosofia e dunque la verità come un'ideologia, o come uno strumento politico. Sono fondamentalmente contrario a questa impostazione strumentale, che tra l'altro ricorda le filosofie dell'utile di stampo borghese!&lt;/div&gt;&lt;div&gt; Marx, dopo averlo letto, non lo ritengo solo uno scienziato, ma anche un filosofo vero. Sulla scia di Hegel, si rende conto che la totalità sociale non si può studiare scientificamente, ne cogliere attraverso delle leggi particolari. La totalità è di per sé un concetto filosofico. Marx parte da una metafisica, questa metafisica si chiama idealismo. Marx è un filosofo idealista, ma oltre ad essere tale è anche un umanista. L'umanismo è la molla che spinge Marx a cercare nella scienza economica delle soluzioni ai problemi del proletariato, soluzioni che non poteva trovare nell'idealismo filosofico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"I filosofi hanno interpretato il mondo, ora si tratta di cambiarlo": la prima parte della frase rappresenta l'accettazione della filosofia idealista da parte di Marx, la seconda rappresenta il suo desiderio di agire sulla scorta dell'accettazione dell'idealismo. Cosa significa accettare l'idealismo filosofico per Marx? Significa scoprire  che esiste la totalità sociale, non spiegabile  PER INTERO (A+ B) con i metodi della scienza. Le singole leggi ( quelle che spiegano A e quelle che spiegano B) non possono essere unificate in una spiegazione unitaria (una legge superiore) proprio perché l'oggetto della scienza sociologica è diverso da quello delle scienze fisiche, dove tutte le leggi sono coerenti le une con le altre grazie alla ripetibilità dell'esperimento. L'accettazione della storia da parte della scienza sociologica, la costringe a rinunciare a cogliere la totalità sociale.  L'idealismo filosofico è la scoperta della totalità sociale. L'umanismo è l'adesione alla volontà di trasformare la totalità sociale. Il lavoro economico di Marx è la strada che ha scelto Marx per tarsformarla: analizzarne le parti. Esistono svariati modi con cui gli uomini possono trasformare la totalità sociale, ma ciò che rende l'uomo capace di trasformare la storia sono:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a) una interpretazione filosofico-politica che non neghi le contraddizioni (es. idealismo hegeliano)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;b) una motivazione ad agire sulla base della  filosofia che si accetta (umanismo)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;c) Una prassi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a) è causa di b), che è causa di c).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-1571080731495230041?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/1571080731495230041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/11/filosofia-e-prassi-in-marx.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/1571080731495230041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/1571080731495230041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/11/filosofia-e-prassi-in-marx.html' title='FILOSOFIA E PRASSI IN MARX'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-9189082387905306978</id><published>2010-11-05T14:48:00.000-07:00</published><updated>2010-11-05T15:02:24.110-07:00</updated><title type='text'>Universale e particolare</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; "&gt;&lt;h1 class="subject" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 8px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 0); line-height: 1.1; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Domanda di Iebitas:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="content" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.2em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Tutti conosciamo il celebre ragionamento aristotelico, secondo cui se io affermo "tutto è falso", sto implicitamente affermando una verità universale (perché allora sarà vero che tutto è falso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo ragionamento, condivisibile, si limita però a guardare "il risultato", l'asserzione.&lt;br /&gt;Ma se osserviamo il piano procedurale, noi vediamo che lo scettico, per giungere alla conclusione che tutto è falso, deve aver implicitamente confrontato un suo concetto di verità con la realtà, giungendo alla conclusione che non vi è corrispondenza. Per cui l'universalmente vero, o il ritenuto tale, esiste già nella procedura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiarisco questo concetto con un esempio più concreto di Umberto Eco. Se io voglio stabilire se un documento è vero o falso, lo confronterò con un documento dello stesso tipo che so (o RITENGO) sia vero, e vedrò se c'è sufficiente somiglianza.&lt;br /&gt;Stessa cosa per le banconote. Io ho in mente, idealmente, come dev'essere una banconota vera (con la filigrana, etc) e confronterò la mia idea di banconota vera, con la banconota che voglio veri-ficare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, la mia idea è che l'affermazione che tutto sia falso si contraddice ancor prima del risultato, perché OGNI verifica implica un oggetto reale ritenuto vero. (un criterio di verità).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei sapere le vostre opinioni (e naturalmente anche le benvenute critiche :)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="content" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.2em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="content" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.2em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="content" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.2em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Risposta di Piergiorgio:Secondo me invece dipende dalla filosofia che abbracci: i greci avevano una concezione naturalistica del mondo e comunitaria della politica, per cui ragionavano molto in termini di "totalità" ( in poche parole avevano una concezione olistica, contrapposta a quella moderna borghese-individualista).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Con questo voglio dire che se ti rifai a filosofi come Spinoza Hegel e forse anche aristotele ( se ammettiamo che Dio, in quanto causa prima, sia anche origine e quindi totalità originaria), totalità non è affatto un oggetto astratto (spero che oltre alle filosofie liberali, pragmatiste, neokantiane, analitiche, positiviste e in una parola borghesi conosca che cos è la totalità per Hegel e Spinoza:&lt;br /&gt;per Spinoza è l'unica sostanza, per Hegel lo spirito come processo, come divenire dialettico), ma qualcosa di concreto. Kant critica l'idea spinoziana di sostanza, ma non può nulla contro la totalità hegeliana. In ogni caso è chiaro che per alcuni filosofi (che in genere sono sempre comunitaristi, cioé credono nella comunità come fondamento comune per la ricerca della verità attraverso il dialogo fra soggetti) esiste la totalità reale o ideale, intesa (specialmente dai greci) come raggiungimento dell' armonia (questo è il motivo per cui molto importante è in grecia il concetto pitagorico di numero e il concetto di equilibrio, di misura).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per cui dire che "il tutto è falso" non è sostenibile come universale (Eco) significa negare l'esistenza di&lt;br /&gt;qualsivoglia universale e, a mio avviso, tagliare i rami all'albero del dialogo e della ricerca filosofica, che proprio sulla ricerca dell'universale a partire dal singolare dovrebbe basarsi. Ma questo è funzionale all'attuale classe dirigente, che ha bisogno di distruggere il concetto stesso di comunità per promuovere l'atomismo sociale. Sostenere l'atomismo e allo stesso tempo la possibilità di esistenza di universali sarebbe d'altronde contraddittorio, per cui Eco e gli altri sono coerenti con gli interessi che difendono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;add: la domanda mi è sembrata molto interessante. Mi va di aggiungere, visto che ho citato Hegel, che per quest'ultimo in realtà (cioé nella realtà, nella sintesi) non si pone il problema dell'universale e del particolare. E questo per una semplice ragione: perché lui li vede come semplici momenti opposti, che, al di la dell'attività separatrice dell'intelletto, si ricompongono dialetticamente nella realtà dello Spirito. Questo è molto importante, perché significa che i filosofi comunitari e olisti tengono in considerazione il particolare, mentre i filosofi individualisti di solito tendono ad amputare quella parte della realtà che è l'universale, senza accorgersi che la perdita dell'universale è anche perdita del particolare. E questo per una semplice ragione: per confrontarli e separarli con l'intelletto ho bisogno che siano entrambi dialetticamente presenti nella Realtà, nella sintesi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-9189082387905306978?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/9189082387905306978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/11/universale-e-particolare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/9189082387905306978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/9189082387905306978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/11/universale-e-particolare.html' title='Universale e particolare'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-1783598011299908797</id><published>2010-10-07T14:34:00.001-07:00</published><updated>2010-10-07T14:34:49.609-07:00</updated><title type='text'>Si può morire per un'idea?</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; "&gt;Ho dei dubbi che gli uomini muoiano per delle idee... muoiono per qualcosa di potenzialmente realizzabile. Dire idea sembra invece dire qualcosa che sta beata nell'iperuranio :)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo che quando hai un'idea, tu e l'idea siete la stessa cosa, per cui se muore la tua idea ( se non provi a realizzarla), sei morto anche tu. Per fortuna non tutti hanno una sola idea fissa in mente :)))) Questo fa si che si dia un peso relativo alle idee. A volte però certe idee si vogliono realizzare perché il peso delle contraddizioni chiama a questo atto di "eroismo", o meglio di generosità. A volte è questione di speranza... Tutti hanno delle idee che vogliono realizzare, e la speranza è il motore che muove la vita. Anche non voler morire per nessuna idea è un'idea :-)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-1783598011299908797?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/1783598011299908797/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/10/si-puo-morire-per-unidea.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/1783598011299908797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/1783598011299908797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/10/si-puo-morire-per-unidea.html' title='Si può morire per un&apos;idea?'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-2499972419501270373</id><published>2010-10-03T05:02:00.000-07:00</published><updated>2010-10-03T05:10:51.034-07:00</updated><title type='text'>Nietzsche e Kierkegaard: due opposti o due complementari?</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; "&gt;&lt;div&gt;"in qualche angolo remoto dell'universo, riverso nello scintillio di innumerevoli sistemi solari, c'era una volta un mostro, sul quale gli animali intelligenti inventarono la conoscenza. fu il minuto più presuntuoso e bugiardo della storia del mondo tuttavia fu solo un minuto.Dopo pochi respiri della natura il nostro si rapprese, e gli animali intelligenti furono costretti a morire!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo aforisma di Nietzsche sembra dire che la conoscenza non esiste, che la vita è tragica e che la conoscenza, propria dello spirito socratico, è una menzogna inventata da gente che voleva nascondere la realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nietzsche dice : "non esistono fatti, solo interpretazioni". Per Nietzsche come per i primi greci, la vita è una tragedia, nel senso che è sottoposta al divenire. I primi greci non interpretano, sentono nel loro spirito l'influsso della realtà, e la trasformano attraverso l'arte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi arrivano quelli che vogliono negare la realtà, e sostituire alla realtà la conoscenza. Nietzsche controbatte dicendo che la loro conoscenza non è conoscenza di realtà, cioè di fatti, ma è solo interpretazione, cioé meccanismo difensivo per nascondere l'elemento tragico dell'esistenza umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' una visione, la sua, in parte vicina a quella dei primi greci. Una visione aristocratica. Ciò che manca in Nietzsche è forse l'idea di provvidenza nel senso greco del termine. C'è qualcosa in lui che lo rende ancora un po cristiano. Forse il suo individualismo, il suo aristocraticismo che non è legato a un ruolo comunitario come nella grecità, ma ha una funzione prettamente soggettiva, individuale. Per certi versi sembra più un esistenzialista kierkegaardiano che un greco: sia in Nietzsche che in Kierkegaard c'è l'elemento tragico ma manca l'elemento comunitario.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-2499972419501270373?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/2499972419501270373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/10/nietzsche-e-kierkegaard-due-opposti-o.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2499972419501270373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2499972419501270373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/10/nietzsche-e-kierkegaard-due-opposti-o.html' title='Nietzsche e Kierkegaard: due opposti o due complementari?'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-2632763654410058702</id><published>2010-10-03T04:45:00.001-07:00</published><updated>2010-10-03T04:53:39.057-07:00</updated><title type='text'>L'io penso e l'autocoscienza in Kant</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, helvetica, clean, sans-serif; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; "&gt;"il molteplice delle rappresentazioni puo essere dato in un'intuizione, che è puramente sensibile, cioé null'altro che ricettività."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Nulla possiamo rappresentare come congiunto nell'oggetto, senza prima aver proceduto alla CONGIUNZIONE".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"la congiunzione è l'unica a non esser data dagli oggetti, essendo producibile soltantno da parte del soggetto, quale atto della sua spontaneità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La congiunzione, kant lo dice chiaramente, non ha niente a che vedere con la categoria di unità. L'unità è una categoria che appartiene alla rappresentazione e si applica all'oggetto.Come possiamo però essere coscienti delle nostre rappresentazioni (senza esserne coscienti non possiamo conoscere)? Grazie alla loro unificazione ad opera dell'io penso.&lt;br /&gt;L'io penso è quella facoltà propria dell'intelletto che unifica il molteplice delle rappresentazioni empiriche (ottenute tramite le categorie), ed è il presupposto di ogni conoscenza. L'io penso è una funzione rappresentativa dell'intelletto diversa dalle categorie, perché agisce sulle rappresentazioni stesse, unificandole spontaneamente. Per unificarle, però, è necessario che ci sia un soggetto autocosciente, capace di rappresentare a sé stesso l'io penso: la coscienza deve essere consapevole dell'attività unificatrice dell'io penso (cioé dell'intelletto), deve essere autocosciente, altrimenti non può conoscere. Il soggetto conoscente, oltre ad essere macchina conoscente (grazie alla congiunzione spontanea propria dell'io penso), deve anche essere consapevole della conoscenza, cioé deve essere autocoscienza. Senza l'autocoscienza non può esserci l'attività dell'intelletto, cioé dell'io penso, e non può esserci conoscenza. E' come dire che l'io penso è la macchina e l'esistenza di una autocoscienza è il carburante. E' la macchina che lavora, ma si presuppone sempre una autocoscienza. L'autocoscienza non è uno strumento conoscitivo, è qualcosa che va al dila della conoscenza universale dell'intelletto: è il singolo soggetto conoscente, che negli idealisti diventa invece il Soggetto assoluto calato nella storia .&lt;br /&gt;Kant si esprime ancora piu chiaramente quando dice:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Infatti le molteplici rappresentazioni che sono date in una certa intuizione, non potrebbero TUTTE ASSIEME essere MIE rappresentazioni se non appartenessero tutte assieme a una SOLA AUTOCOSCIENZA."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi l'attività dell'io penso presuppone il soggetto cosciente di sé, altrimenti rimane un soggetto empirico che non può conoscere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Infatti, la coscienza empirica, che accompagna diverse rappresentazioni, è in sé dispersa e senza riferimento all'identità del soggetto."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La coscienza empirica non può conoscere perché è necessaria lo CONGIUNZIONE, cioé la sintesi delle rappresentazioni effettutata dall'io penso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto piu semplicemente: si conosce tramite l'intuizione (spazio e tempo) + la rappresentazione (categorie). Il molteplice delle rappresentazioni è unificato dall'intelletto, tramite l'io penso. L'intelletto può svolgere questo lavoro solo perché si presuppone un soggetto conoscente (o autocosciente). L'io penso è un oggetto che conosce fenomeni, l'autocoscienza è un soggetto che sa di conoscere. L'autocoscienza conosce (= rappresenta a se stessa) l'io penso, l'io penso rappresenta a sé i fenomeni (intuiti e categorizzati) unificandoli, per farli suoi, e non di qualcun altro. Ma quest'azione di farli propri presuppone l'esistenza dell'autocoscienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le " " sono di kant.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-2632763654410058702?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/2632763654410058702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/10/lio-penso-e-lautocoscienza-in-kant.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2632763654410058702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2632763654410058702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/10/lio-penso-e-lautocoscienza-in-kant.html' title='L&apos;io penso e l&apos;autocoscienza in Kant'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-582673708311536571</id><published>2010-09-30T10:12:00.000-07:00</published><updated>2010-09-30T10:45:08.915-07:00</updated><title type='text'>Platone: Totalitario o idealista?</title><content type='html'>Nei testi di Popper e nei libri di liceo come quelli ad esempio di Nicola Abbagnano (che dal punto di vista politico è un liberale popperiano), si vuole dare l'idea di un Platone nemico della democrazia. Ma è proprio così? Il rifiuto della democrazia per Platone è un rifiuto a priori? Come ben illustra Francesco Adorno nella sua "Introduzione a Platone", Platone non rifiuta la democrazia a priori, ma ha delle ragioni "filosofiche" per rifiutarla. Platone riconosce che la democrazia, basandosi su un'infinità di punti di vista, si basa in definitiva sulla doxa, cioé sull'opinione(perché, secondo lo spirito greco, la verità non può che essere una, altrimenti si parla di sofistica). Il punto di partenza della riflessione politica di Platone è: solo i filosofi possono governare, perché è solo attraverso la scienza filosofica che è possibile conoscere il vero e il bene, e dunque ciò che è buono per tutti. Leggete adesso queste considerazioni, perché sono IMPORTANTI: Platone non rifiuta la democrazia, preferisce l'aristocrazia dei filosofi perché la democrazia ideale non potrà mai realizzarsi, in quanto mai tutti gli uomini vorranno intraprendere il cammino filosofico alla ricerca della verità, rifiutando l'opinione. Platone in un passo de la "repubblica" (che per OVVIE ragioni IDEOLOGICHE non viene citato da Abbagnano) afferma esplicitamente che sarebbe molto migliore un mondo in cui tutti fossero filosofi (perché cosi non ci sarebbe bisogno del governo dei pochi filosofi e ci sarebbe la democrazia ideale, cioé il governo di tutti).&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora, è facile screditare le tesi di Popper sul totalitarismo del regime platonico:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a) Nessun regime totalitario del novecento è stato capeggiato da filosofi di professione ( ne Stalin ne Lenin ne Mussolini o Hitler appartengono all'alveo dei grandi filosofi, cui al limite poteva appartenere Marx, che però non ha mai governato). Le poche volte in cui un grande filosofo è andato al potere ( è il caso di Marco Aurelio), spesso si sono visti miglioramenti che hanno soddisfatto tutti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;b) Nei regimi totalitari il governo non è di pochi, ma è di uno solo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;c) Nei regimi totalitari è il dittatore che sceglie il suo successore, nel comunismo platonico invece la partecipazione di un uomo al governo è data solo dalla sua propensione verso la filosofia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;d) Nel comunismo platonico non c'è un totalitarismo, perché la proprietà viene abolita e non diventa proprietà di stato (i filosofi in particolare, essendo al governo, devono rimanere poveri).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E ora la parte migliore del discorso: per quale motivo Popper e i suoi seguaci liberali criticano tanto Platone? Perché Platone  è totalitario? Ovvio che non è per questo:semplicemente perché Platone (al contrario di Stalin e di tutti i dittatori di sinistra) è un  vero "comunista", nel senso che riconosce i problemi legati all'esistenza della proprietà, sia essa pubblica ( cioé in definitiva dei governanti statali), o privata. Se in Urss infatti c'è una dittatura in cui il partito domina sulla moltitudine,  e nel comunismo esiste la dittatura di classe, nel comunismo platonico invece tutte le classi possono collaborare al governo, purché al loro interno siano presenti dei filosofi. Per Platone tutte le classi sono uguali, i governanti non devono avere più vantaggi rispetto agli altri.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Platone ispirerà poi Rousseau, un altro grande  illuminista che non viene citato dai liberali, i quali preferiscono  senz'altro Locke e Constant.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-582673708311536571?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/582673708311536571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/09/platone-totalitario-o-idealista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/582673708311536571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/582673708311536571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/09/platone-totalitario-o-idealista.html' title='Platone: Totalitario o idealista?'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-3879127473909843952</id><published>2010-09-29T08:23:00.000-07:00</published><updated>2010-09-29T08:26:39.524-07:00</updated><title type='text'>Il divenire dell'eterno in severino, e la caducità nel divenire di Hegel</title><content type='html'>&lt;div&gt;Infatti il punto è: può esistere un divenire dell'eterno, come afferma Severino? Per Hegel è assolutamente impensabile, non si pone neanche il problema dell'esistenza del divenire dell'eterno, perché hegel ha un concetto di divenire completamente diverso (dettato forse dalla fede nella caducità dell'ente, tanto criticata da Severino). Infatti vediamo cosa dice Hegel:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Divenire: Unità di essere e nulla. Il puro essere e il puro nulla sono dunque lo stesso. Il vero non è né l'essere né il nulla, ma che l'essere è passato nel nulla, e il nulla nell'essere, Essere e nulla sono assolutamente diversi, ma insieme anche inseparati e inseparabili, immediatamente ciascuno di essi sparisce nel suo opposto." Questa  è l'apologia del divenire inteso non come divenire dell'eterno ma come caducità dell'essere. Perché i due pensatori hanno una concezione cosi diversa del divenire? Secondo me non è solo un fatto di fede nell'esistenza del nulla: questa fede deriva dall'aver assunto come esistente il punto di partenza della dialettica hegeliana, cioé l'essere INDETERMINATO. Hegel giustifica il suo divenire partendo dalla dialettica tra essere INDETERMINATO e nulla, mentre severino, dicendo che la proposizione "l'essere è " è un immediato, parte dall'essere DETERMINATO, cioè da un essere che non è vuoto, e che dunque non può essere dialetticamente avvicinato al nulla per produrre una sintesi (la sintesi è il divenire come caducità dell'essere di hegel). Se l'essere indeterminato non esiste, è chiaro che non può esistere il nulla, e men che mai il divenire di hegel, che si basa proprio sul fatto che l'essere indeterminato, essendo indeterminato, contiene già  in sé il nulla, il vuoto. Come dire: Severino ha visto giusto :-))&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-3879127473909843952?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/3879127473909843952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/09/il-divenire-delleterno-in-severino-e-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/3879127473909843952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/3879127473909843952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/09/il-divenire-delleterno-in-severino-e-la.html' title='Il divenire dell&apos;eterno in severino, e la caducità nel divenire di Hegel'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-121007742638982959</id><published>2010-09-19T02:45:00.000-07:00</published><updated>2010-09-19T02:46:13.591-07:00</updated><title type='text'>ancora sull'assoluto hegeliano e il divenire</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 27px; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;"""Più in generale. richiama il filone filosofico di stampo platonico e neoplatonico, che costituisce un punto di riferim. essenziale per hegel come per Schelling. Per l'esperienza teologica di questo filone di pensiero l'ssoluto è "nulla", in quanto esso non puo essere concepito attraverso le determinazioni categoriale che caratterizzano il finito. Dunque, ci si puo riferire ad esso solo attraverso la via negationis della teologia negativa, con la quale l'assoluto viene caratterizzato per essere nulla di ogni determinatezza, abisso insondabile nel quale insieme si inabissa e sprofonda ogni determinatezza; dall'assoluto nulla nello stesso tempo ha origine tutta la molteplicità del finito. [la via negationis ti sembra dogmatica marzio? E' la via logica che segue hegel nel negare la finitezza degli enti]. Dunque abbiamo a che fare con un nulla di essere, ma solo in quanto una realtà "SUPER-ESSENTE", NON riducibile all'essere, genere che caratterizza OGNI determinatezza che è. Platonicamente, l'assoluto come Uno è "AL DI LA DELL ESSERE", epekeina tes ousias. In questo senso l'assoluto è l'infinitezza nel quale si inabissa ogni determinazione, e la cui affermazione è legata strettamente con la negazione DETERMINATA. [Infatti in hegel la ragione comprende la negazione determinata dell'essere, cioé il nulla]......Termini come nulla e abisso non vengono usati per affermare che l'assoluto è inconoscibile, ma che vanno superate le le strutture categoriali e del dire del finito per conoscerlo.&lt;br /&gt;L'assoluto non è pirvazione totale di essere e essenza (nihil absolutum), ma pienezza di essere e essenza senza limitazione. [questa frase è importante, rileggila---&gt;] E se ogni finito, in quanto si pone come determinato, proprio per ciò si da come negazione; di fronte ad esso sta ciò che lo delimita e insieme lo nega. L'assoluto si costituisce come negazione assoluta, come l'antinomia suprema, che é espressione della piena coincidentia oppositorum [non so se hai letto qualche Mistico come Echkart, Bohme, o anche Cusano]. Dunque nulla è al di fuori dell'assoluto, tutto [anche il finito] è mediante e nell'assoluto. L'identità è insieme differenza, l'essere è nulla, e queste sono espressioni dell'assoluto. [L'assoluto è nel divenire, è lo stesso divenire. Qui c'è l'eco eraclitea. Qui c'è tutta la tragicità dello spirito greco che viene riportata sulla scena della filosofia al posto"immutabili moderni", cioé al posto del fatto positivistico, oppure al posto del dio cristiano. Hegel anticipa Nietzsche, in un certo senso aveva capito già tutto. La critica che Severino fa a Parmenide e ad Aristotele (aver sostenuto che l'esser puo diventare nulla ) sembra mettere in crisi l'idea del divenire. Ma attenzione, severino non fa i conti fino in fondo con la logica dihegel, la rifiuta a priori. Io, con le "obiezioni a severino" lo contraddico, dicendo che : anche se formalmente è corretta la dimostrazione che l'essere è e il nulla non può essere l'essere, questa posizione coerente non è dimostrabile quando l'essere da ente formale diventa ente determinato ponendosi alla nostra vista, cioé nell'apparire. Nell'apparire l'ente si da un contenuto preciso, che la logica formale ignora, in quanto ignora il contenuto, che è pur sempre qualcosa di vero, di reale, al pari della forma. La logica di hegel non è un ragionamento, perché non è formale, non è dogmatica perché non afferma ma bensi contiene in sé la negazione, è unione di forma e contenuto].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cmq l'estratto è dal libro "logica metafisica politica. Hegel a jena di luigi ruggiu". [ ] &lt;--- sono i miei commenti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-121007742638982959?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/121007742638982959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/09/ancora-sullassoluto-hegeliano-e-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/121007742638982959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/121007742638982959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/09/ancora-sullassoluto-hegeliano-e-il.html' title='ancora sull&apos;assoluto hegeliano e il divenire'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-5921402932778129271</id><published>2010-09-18T13:36:00.000-07:00</published><updated>2010-09-18T13:39:31.468-07:00</updated><title type='text'>Apologia del fondamento hegeliano: una lettera</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 27px; color: rgb(51, 51, 51); "&gt; dicendo che occorre dimostrare qualcosa a qualcuno secondo la ratio, si sta presupponendo (senza dimostrarlo) che la ragione sia effettivamente ratio finita. Anche tu compi un atto di fede, hai fede nella ratio finita, altrimenti non chiederesti una dimostrazione secondo la ratio classica (la ratio finita, quella fino a kant). Hegel non puo dimostrare la sua filosofia secondo la ratio finita, perché sarebbe inutile provare a smentire qualcosa che è già nella premessa, cioé nel metodo della dimostrazione. Sarebbe un controsenso se volesse dimostrare che la ragione è infinita partendo dall'assunzione certa che la ragione è finita, perché dimostrare secondo la ratio significa assumere senza dimostrazione che la ragione è finita. Invece lui non separa il finito dall'infinito, perché se l'intelletto li vede separati vuol dire che erano originariamente uniti.Altrimenti se fossero assolutamente separati, l'intelletto non potrebbe vederli separati, perché non potrebbe confrontarli. E' l'intelletto che li separa.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 27px; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;Vuoi dimostrare tutto, ma non dimostri il postulato da cui parti, cioé che la ratio sia finita. L'intelletto finito non riesce a cogliere la contraddizione che ti ho illustrato, proprio perché non abbraccia il punto di vista dell'assoluto. E perché non l'abbraccia? Perché da per scontato non solo che a=a, ma anche che tutto ciò che non è a è assolutamente altro rispetto ad a. Ad esempio dice finito = finito, tutto ciò che non è finito è assolutamente diverso dal finito. In questo modo separa finito e infinito, che sono uniti nella ragione. E' la dialettica della ragione che può portare alla luce le contraddizioni dell'intelletto e risolverle, continuando così ad affermare sé stessa come ragione assoluta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-5921402932778129271?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/5921402932778129271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/09/apologia-del-fondamento-hegeliano-una.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/5921402932778129271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/5921402932778129271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/09/apologia-del-fondamento-hegeliano-una.html' title='Apologia del fondamento hegeliano: una lettera'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-5728562368056062844</id><published>2010-09-16T12:19:00.000-07:00</published><updated>2010-09-17T00:10:17.747-07:00</updated><title type='text'>Obiezioni a Severino</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.padrebergamaschi.com/Filosofia/severino_compendio.html"&gt;http://www.padrebergamaschi.com/Filosofia/severino_compendio.html&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo sito espone il compendio del pensiero di Severino. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sorgono in me dei dubbi sulla sua dimostrazione:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;L'apparire è e non può non essere. L'apparire è un ente? Se l'apparire è un ente, allora l'apparire di x è e non puo non essere né può coapparire con il suo opposto, cioé con lo scomparire di x. Per esistere entrambi devono essere concepiti l'uno dopo l'altro, c&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline; "&gt;ioé nel tempo.&lt;br /&gt;Se invece l'apparire non è un ente, allora che cos è, visto che esistono solo gli enti ?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Assumiamo che x sia una mela.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div&gt;L'apparire non si riferisce a sé stesso, bensi a un altro ente ( in questo caso non appare l'apparire astratto, vuoto, ma appare l'apparire della mela). Affinché la mela appaia, occorre che l'apparire della mela esista (sia un ente) e appaia. . Allora posto che:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;y= apparire della mela&lt;/div&gt;&lt;div&gt;z= scomparire della mela&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;siano entrambi enti, quando appare y non può apparire z, perché se appaiono insieme il contenuto dell'ente y contraddice quello dell'ente z, e la contraddizione non dovrebbe esservi nel mondo dell'essere. L'unico modo per togliere la contraddizione (hegelianamente), è postulare che quando appare y non appaia z, cioé che gli enti per apparire abbiano bisogno del tempo, dell'esistenza del divenire.In poche parole, se vogliamo negare la possibilità, vogliamo dire cioé: "è necessario che y e z non appaiano insieme, perché non esiste la libertà ma solo la necessità e perché non deve esserci contraddizione", allora dobbiamo necessariamente postulare il divenire, un divenire non libero, ma necessario. Per me il concetto di apparire e sparire NECESSARIO ha già in sé implicito il concetto di tempo, perché quando appare y non appare z (è come dire che se la simultaneità viene assolutamente negata, è assolutamente necessaria la successione, cioé il tempo).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'essere (in potenza)  vuole apparire, ma per apparire deve superare la contraddizione (il nulla), e per farlo deve accettare il tempo, deve trasformarsi in essere in atto, cioé in molteplice in divenire.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' la filosofia della natura che ho elaborato.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-5728562368056062844?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/5728562368056062844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/09/obiezioni-severino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/5728562368056062844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/5728562368056062844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/09/obiezioni-severino.html' title='Obiezioni a Severino'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-372620925875083199</id><published>2010-09-16T03:23:00.000-07:00</published><updated>2010-09-16T03:38:05.933-07:00</updated><title type='text'>La filosofia Hegeliana  non è un panlogismo nel senso kantiano del termine</title><content type='html'>La logica di Hegel rappresenta una parte dell'assoluto, la parte formale dell'assoluto. Oltre alla logica esiste lo spirito oggettivo e lo spirito soggettivo, che sono la realizzazione della logica, la logica non più come qualcosa di formale ma qualcosa di reale, di realizzato.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ecco perché non è vero che per Hegel tutto è logico, in quanto Hegel intende la logica in modo molto diverso da Kant, cioé non in modo esclusivamente formale e intellettualistico, bensi come qualcosa che si oggettivizza nel reale. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo cosa significa politicamente? Che hegel non è totalitario, in quanto il dominio di un dittatore sul popolo, cioé sulla comunità, è concepibile soltanto nell'ambito dell'intelletto, che separa. La ragione al contrario unisce, non separa. Un popolo unito non è un popolo totalitario, ma un popolo libero e realizzato nella ragione. Non è un caso se le dittature fasciste si sono realizzate spesso dopo periodi di governo liberale, in quanto le dittature sono l'espressione più emblematica della scissione prodotta dal capitalismo, sono paradossalmente l'esasperazione delle contraddizioni del liberalismo, e non una loro sintesi razionale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-372620925875083199?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/372620925875083199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/09/la-filosofia-hegeliana-e-e-non-e-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/372620925875083199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/372620925875083199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/09/la-filosofia-hegeliana-e-e-non-e-un.html' title='La filosofia Hegeliana  non è un panlogismo nel senso kantiano del termine'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-3543228428176478121</id><published>2010-09-16T03:13:00.000-07:00</published><updated>2010-09-16T03:14:17.311-07:00</updated><title type='text'>Hegel e Severino</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande', Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 27px; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 40px; "&gt;Ciao,&lt;br /&gt;io sono convinto che Hegel abbia trovato tante risposte ad oggi insuperate. Ad esempio: noi vogliamo sapere cosa è la realtà in sé, ma non possiamo farlo kantianamente con l’intelletto, perché l’intelletto scinde, separa ciò che in origine era unito. L’intelletto dice A=A e Adiverso da B. In questo modo separa A da B, che diventa irriducibilmente altro rispetto ad A. Hegel però dice: attenzione, perché dietro la separazione dell’intelletto si nasconde la ragione come attività unificante, come assoluto. Questo perché per confrontare A e B, occorre presupporre che non siano completamente separati nella realtà, altrimenti A non conoscerebbe B e il confronto tra A e B sarebbe impossibile.&lt;br /&gt;La stessa cosa riguarda il divenire: il divenire è la ragione, per il semplice fatto che è unione di essere e nulla. Severino ragiona ancora con l’intelletto, giudicando essere e nulla come due elementi irrimediabilmente separati. In pratica severino nega la realtà della ragione, cioé dell’unificazione di essere e nulla, senza però dimostrare in virtù di cosa un momento, cioé l’essere, dovrebbe essere superiore rispetto all’assoluto. Vi dirò di piu: nell’essere è già implicito il concetto di infinito, cioé di assoluto, in quanto l’essere ( che non si trova nel tempo secondo severino )presuppone l’esistenza del concetto del tempo, cioé del concetto di nulla. Ma allora ecco che essere e nulla, per poter essere pensati, presuppongono la loro unione. Non si può dimostrare l’esistenza del nulla senza considerare l’essere, come non si può dimostrare l’esistenza dell’essere senza considerare il nulla. Qualcuno potrà opporre: è vero che mi serve il concetto di nulla per pensare l’essere, ma l’essere è reale, il nulla no, è solo pensato. In questo modo si continua a pensare dogmaticamente che l’essere esista, senza dimostrarlo (come invece ha fatto hegel).&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande', Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 27px; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 40px; "&gt;Premetto che Hegel l’ho letto, mentre severino non è che si capisca molto…penso che sia un parmenideo, dove l’essere però è concepito semplicemente come atemporale e come altro dal nulla e dal divenire, che non esistono. Ecco, se è cosi confermo la mia obiezione a severino:&lt;br /&gt;se severino concepisce l’essere come uno, non spiega come si arriva al molteplice senza il tempo.&lt;br /&gt;Se severino concepisce l’essere come già molteplice, non si spiega quale sarebbe il logos, il principio che sta alla base del molteplice.&lt;br /&gt;Quindi è la negazione del divenire, del tempo, che rende il suo pensiero incompleto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-3543228428176478121?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/3543228428176478121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/09/hegel-e-severino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/3543228428176478121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/3543228428176478121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/09/hegel-e-severino.html' title='Hegel e Severino'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-4867753443611179448</id><published>2010-09-15T05:13:00.001-07:00</published><updated>2010-09-15T05:13:32.680-07:00</updated><title type='text'>Opinioni sul futuro della cultura e della scienza</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; color: rgb(51, 51, 51); "&gt; &lt;div id="id_4c90b7b729fe50c6fd1e7" class="text_exposed_root text_exposed" style="display: inline; "&gt;le quattro forme fondamentali dello Spirito per Croce sono: quella estetica del bello, quella logica del vero, quella economica dell'utile, quella morale del bene (io al posto o a fianco della logica metterei la scienza naturale, ma sorvoli&lt;span class="text_exposed_show" style="display: inline; "&gt;amo per il momento...).&lt;br /&gt;Io penso che l'uomo atomizzato in uno stato estraneo a sé non potrà mai realizzarsi culturalmente come uomo completo, rimarrà sempre un atomo. L'uomo completo è un eccezione, è tutto ciò che questo sistema contraddittorio non vuole. Il futuro della cultura è già il suo presente, cioé una merce di scambio. Qualcuno diceva che la conoscenza vera non rimane esteriorizzata, ma è sempre parte di ciò che si elabora interiormente. Questa esteriorizzazione della cultura è credo un dato di fatto. Nel futuro andrà avanti solamente la tecnica, ed infatti si vuole che i bimbi fin da piccoli non imparino altro che quello, perché al sistema non servono uomini, ma tecnici. Io studio chimica farmaceutica, ma devo ammettere che la tecnica fine a se stessa è un danno anche per la scienza, perché, come dice A.Maslow nel suo "motivazione e personalità" essa non consiste solo nella risoluzione meccanica di problemi già affrontati. La scienza al contrario è molto piu umana, molto piu creativa, perché cerca soluzioni a problemi NUOVI. La celebre frase che disse Einstein, non la disse a caso : " Le macchine potranno risolvere i nostri problemi, ma non potranno mai porne alcuno". La scienza è costretta dal sistema a un bivio: lasciare che gli scienziati rimangano uomini creativi, oppure farli diventare macchine.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-4867753443611179448?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/4867753443611179448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/09/opinioni-sul-futuro-della-cultura-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4867753443611179448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4867753443611179448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/09/opinioni-sul-futuro-della-cultura-e.html' title='Opinioni sul futuro della cultura e della scienza'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-5631814632652629938</id><published>2010-06-04T23:01:00.000-07:00</published><updated>2010-06-04T23:36:03.584-07:00</updated><title type='text'>Dal "te-tao-ching", passi scelti  con commento personale</title><content type='html'>"Il tao è celato e non ha nome. D'altronde il tao è capace di iniziare ed è capace di completare".&lt;br /&gt;COMMENTO: Personalmente interpreto iniziare come capacità di passare dal wuji alla polarizzazione yin yang, cioé la capacità della natura di passare dall'essere indefinito(senza nome, in potenza) alla sua negazione per poi completarsi nel divenire, nel molteplice nell'essere in atto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sapere di non sapere è cosa superiore. Non sapere di non sapere è un male. Perciò il saggio non è malato, egli considera la malattia come tale, e perciò non ne soffre".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il tao che può essere definito non è il tao costante. I nomi che possono essere nominati non hanno nomi costanti. Senza nome è l'origine di tutti gli esseri, aver nome è la madre di tutti gli esseri."&lt;br /&gt;COMMENTO: La natura in potenza (il wuji, il tao costante) è indefinita, ha un nome, ma questo nome non la definisce, mentre ciò che è nominabile è parte del divenire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il tao è vuoto, lo si usa e non lo si riempie. Abissale! E' simile al progenitore di tutti&lt;br /&gt;gli esseri."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Lo si guarda e non lo si vede: si può chiamarlo sottile. Lo si ascolta e non lo si sente:lo si può chiamare impercettibile. Lo si tocca e non lo si possiede: si può chiamarlo imprendibile. Queste tre cose non possono essere esaminate, perciò si raggruppano e formano una unità [...] Questo è ciò che si dice la forma senza forme [...] questo è ciò che si dice confuso".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMMENTO:Ancora una volta ciò che è al dila del divenire non è conoscibile allo stesso modo del molteplice; benché esista qualcosa al dila del divenire, questo qualcosa  all'uomo prudente appare confuso. In questa incertezza nel definire il tao ritrovo una prudenza quasi simile a quella kantiana nel definire il noumeno, una prudenza quasi agnostica (almeno dal punto di vista razionale). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"C'era una qualche cosa compiuta nel caos, nata prima del cielo e della terra. QUanto quieta! QUanto vuota! SOlitaria era in piedi e non cambiava, poteva essere  considerata la madre del cielo e della terra. Io non conosco il suo nome, come appellativo lo chiamo tao."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-5631814632652629938?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/5631814632652629938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/06/dal-te-tao-ching-passi-scelti-che.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/5631814632652629938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/5631814632652629938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/06/dal-te-tao-ching-passi-scelti-che.html' title='Dal &quot;te-tao-ching&quot;, passi scelti  con commento personale'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-8167481842402265624</id><published>2010-06-04T22:03:00.000-07:00</published><updated>2010-06-04T23:00:16.588-07:00</updated><title type='text'>Il tao e la natura in potenza sono due concetti affini</title><content type='html'>Recentemente ho avuto il piacere di leggere aforismi tratti dal te-tao-ching: è la prima volta che mi avventuro nella lettura di concetti filosofici  taoisti, quindi potrebbero esservi errori di interpretazione. In ogni caso mi sembra di ravvisare (non senza stupore!) degli elementi comuni tra la mia filosofia e quella del tao: la natura in potenza può essere paragonata (forse un po forzatamente) al wuji; lo yin e lo yang, cioé la polarizzazione positivo/negativo, possono avere una corrispondenza con l'introduzione della negazione all'interno della natura in potenza, negazione che abbiamo affermato necessaria affinché la natura in potenza, ancora indefinita, possa arrivare a definirsi, a realizzarsi. L'interazione tra yin e yang, all'origine del molteplice, può essere confrontata con la contraddizione interna alla negazione della natura in potenza, capace anch'essa di portare la natura in potenza a farsi molteplice, cioé natura in atto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-8167481842402265624?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/8167481842402265624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/06/il-tao-e-la-natura-in-potenza-sono-due.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8167481842402265624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8167481842402265624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/06/il-tao-e-la-natura-in-potenza-sono-due.html' title='Il tao e la natura in potenza sono due concetti affini'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-6599544211248410003</id><published>2010-05-11T09:09:00.000-07:00</published><updated>2010-09-16T14:31:15.155-07:00</updated><title type='text'>sulla verità</title><content type='html'>&lt;div&gt;sulla verità &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La verità è logos? Oppure è caos? E' divenire oppure è permanenza? E se questi fossero solo momenti dialettici di un intero, che noi chiamiamo universo, o natura? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si vedano anche i post: processo naturale, idea di totalità, permanenza e divenire e altri. La mia idea di natura è un'idea di intero fatto di momenti dialettici, in cui i momenti irrazionali (=negazione dell'essere statico) vengono concepiti come necessità dialettica, in modo da realizzare l'essere in potenza  come divenire in atto. Perché l'intero non conosce antitesi (=negazione che non è in se contraddittoria), e non è un momento, al contrario del binomio ragione (intesa in senso latino come ratio)/ emozione? I motivi saranno spiegati nell'add, quando si mostrerà il processo quasi-dialettico in cui l'essere in potenza(essere statico, verità, noumeno) passa a essere in atto (=molteplice fenomenico). l'intero statico, l'uno non puo conoscere i molti, altrimenti non sarebbe piu Soggettivo e statico (cioé non definito, non cosciente, essere in potenza), ma oggettivo ( cioé esisterebbe filosoficamente il regno del molteplice). Non sarebbe piu statico, piu potenza, ma si farebbe fenomeno, atto, regno del non-vero cosciente, molteplice. Ho scritto in altri post: "La natura è inizialmente essere in potenza (=soggetto uno e unico, non fenomenico, perché non ha posto il molteplice); non è essere in atto e non si conosce fenomenicamente, cioé nella dialettica del molteplice &lt;/div&gt;&lt;div&gt;(come hai sottolineato tu nel commento).. In quanto essere in potenza, l'Intero è statico, e diventa dinamico solo quando passa dalla potenza all'atto. Come fa il non fenomeno a farsi fenomeno, o meglio la Verità, il Soggetto statico a farsi molteplice oggettivo? Attraverso una negazione non pienamente dialettica, in quanto questa negazione si scopre contraddittoria... Io ho un essere statico, che vuole passare all'atto, allora deve negarsi in un non-essere. Il non-essere è un tentativo da parte del Soggetto statico di definire la propria essenza (il soggetto statico sa di essere unico e verità, ma non è in grado ancora in quanto statico di definirsi, di definire che cos è lui stesso, che cos è la verità, è una verità senza contenuto realizzato). Questo tentativo di darsi un contenuto reale, di apparire (usando il linguaggio di severino), si attua dialetticamente, ponendo  l'essenza (materia, spirito, tutte definizioni dell'essere). Questo porre l'essenza, mentre sembra finalmente svelare gli attributi della verità, in realtà si rivela un nulla, proprio perché non essere(vedi la dimostrazione piu avanti) . Quindi il soggetto statico scopre di non potersi definire attraverso una negazione.  Questo avere coscienza della non-esistenza dell'essente, e dunque del suo rivelarsi nulla, cioé negazione dell’essere in potenza (si veda  la mia "obiezione a severino", dove si dimostra come per apparire,l'essere abbia bisogno di risolvere la contraddizione ) è la razionalità** naturale divenuta atto. Negando ciò che non esiste, la Natura ristabilisce l’essere e l’esistenza in un modo più elevato, cioè nell’atto, nel suo divenire sempre più cosciente, più razionale. La Natura in atto è totalità dei fenomeni". (preso dal post " IL PROCESSO NATURALE). Adesso la natura è un termine per indicare la totalità dei fenomeni, del molteplice: ha un contenuto molteplice mentre formalmente nel linguaggio è un'espressione di totalità &lt;/div&gt;&lt;div&gt;dei fenomeni. La natura statica dunque si è data un contenuto cambiando solo formalmente, da potenza ad atto, da noumeno a totalità dei fenomeni. Ecco che noi ci conosciamo come fenomeni e in quanto tali non siamo in grado di afferrare la Verità, perché siamo appunto al di la di essa, nel mondo indagabile dalla scienza, nel mondo del molteplice. Non abbiamo insomma piu un uno, una verità del Soggetto intero, abbiamo ora molteplici verità di soggetti fenomenici che aspirano a farsi verità statiche, per nostalgia della loro precedente condizione di Uno statico.Ed è questa nostalgia il motore della filosofia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;**razionale è inteso sempre nel senso di coscienza dialettica, non di Ragione nel senso latino del termine. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;NOTE:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'uno non è un soggetto singolo, fenomenico, l'uno è la radice, l'origine di tutti i soggetti fenomenici, e in quanto tale, essendo un Soggetto unico, statico, non è la verità di un individuo contro quella di un altro (verità di un soggetto fenomenico), bensi è la verità Soggettiva. La verità Soggettiva è l'essere in potenza stesso. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Statico non sta per fermo, sta per non manifesto, non definito, senza tempo, in potenza appunto.Io voglio dire in potenza nel senso di permanente, perché l'atto presuppone il tempo, il divenire. L'essere può anche essere in movimento, ma senza il tempo, senza il divenire, il suo movimento è indistinguibile dal suo stare fermo. Se dicessi che l'essere è fermo in assoluto o è in movimento in assoluto, allora introdurrei l'essenza, cioé la negazione dell'essere. In pratica starei inventando attributi da dare all'essere a mio piacimento, pur senza conoscerlo. Invece è l'essere che vuole conoscersi, vuole manifestarsi, e per farlo si nega nell'essenza...la sua manifestazione come essere in potenza  (e quindi in definitiva come essenza dell'essere in potenza: essere come  spirito o materia o fermo o in movimento, o buono, o cattivo finito o infinito, un dio misericordioso o crudele ) è impossibile, in quanto le essenze sono la negazione dell'essere  (non esistono, sono un puro negativo)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e dunque sono incapaci di rendere manifesto l'essere in potenza (cioé di farlo passare dalla potenza all'atto noumenico, dove atto noumenico è inteso come essenza dell'essere in potenza). Perché le essenze non possono esistere? Perché sono attributi di un essere in potenza, e il loro contenuto è vero solo se l'essere in potenza si manifesta tal quale. Se l'essere deve apparire, non deve essere più in potenza, ma in divenire (vedi "obiezioni a severino");questo significa che le essenze, proprio perché si riferiscono all'essere permanente in quanto appare, sono false, e in quanto false non esistono (sono un nulla).A questo punto la manifestazione dell'essere puo giungere solo attraverso il suo porsi come divenire, come atto fenomenico. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io affermo l'essere come intero perché l'essere è origine del divenire, quindi l'origine è una sola per definizione. Non dico che l'essere è uno perché voglio dargli un attributo. Ad esempio, mettiamo per assurdo che l'essere sia dio (cosa che io non penso), questo essere puo essere 1 solo dio o migliaia di dei, ma comunque essere resta, perché non siamo nel molteplice, gli dei sono visti come una sola cosa. Se invece per il lettore essere uno significa un Unico dio (o molti dei), esso sta considerando l'essenza dell'essere. Ecco perché preferisco dare all'essere il nome di natura, di universo: perché formalmente non si puo dire che gli universi siano &lt;/div&gt;&lt;div&gt;molti o le nature siano molte, mi sembra contengano già in sé il seme dell'intero (almeno formalmente). &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-6599544211248410003?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/6599544211248410003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/05/sulla-verita_11.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6599544211248410003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6599544211248410003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/05/sulla-verita_11.html' title='sulla verità'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-4470858428236719147</id><published>2010-05-11T08:34:00.000-07:00</published><updated>2010-05-13T05:11:08.281-07:00</updated><title type='text'>Chiarificazioni sul post "relativismo prospettivismo e verità"</title><content type='html'>Perché ho scritto "l'oggettivo della scienza non è il vero, perché il vero è il metafisico" e subito dopo "la scienza si avvicina sempre piu alla verità"? Perché per la scienza la verità è un concetto limite in senso kantiano, quindi la verità oggettiva è un limite inconoscibile, mentre per il soggetto autocosciente la verità è racchiusa nel soggetto stesso, visto o irrazionalisticamente come inconscio, emozioni(Freud Nietzsche), o razioanlisticamente come Ragione (vedi Hegel). In ogni caso il soggetto diventà la verità fenomenica, e poiché il soggetto è dominato dall'inconscio (irrazionalisti) o è parte della ragione (hegeliani), esso è parte di una unità piu grande, l'intero, da cui lui, come soggetto fenomenico, è nato. Questo intero è  la verità non fenomenica, è l'essere, intuibile solo nella filosofia e non nella verità come concetto limite, cioé in un ambito di oggettività scientifica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-4470858428236719147?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/4470858428236719147/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/05/chiarificazioni-sul-post-relativismo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4470858428236719147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4470858428236719147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2010/05/chiarificazioni-sul-post-relativismo.html' title='Chiarificazioni sul post &quot;relativismo prospettivismo e verità&quot;'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-108132482278187722</id><published>2009-12-29T07:09:00.001-08:00</published><updated>2009-12-29T07:12:51.851-08:00</updated><title type='text'>Aforisma delle ore 10</title><content type='html'>-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La verità pubblica è sempre la meno vera di tutte. La scienza è aldila della verità, e come tale immune dall'allucinazione privata e collettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'arte è l'allucinazione consapevole e necessaria alla vita. Il potere è allucinazione irreale e inconsapevole, e come tale inevitabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il potere è il destino della società&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la morte dell'arte è il suo destino,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che la "morte di Dio" non può evitare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-108132482278187722?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/108132482278187722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/12/aforisma-delle-ore-10.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/108132482278187722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/108132482278187722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/12/aforisma-delle-ore-10.html' title='Aforisma delle ore 10'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-3032978560785767074</id><published>2009-12-22T00:46:00.001-08:00</published><updated>2009-12-22T01:17:48.282-08:00</updated><title type='text'>RIFLESSIONI SUL TEMPO E LA COSCIENZA</title><content type='html'>Immaginiamo un istante di tempo, lim per x che tende a infinito di 1*10^-x. Si può ipotizzare che non esista tempo capace di separare questo limite dal lim per x che tende a infinito di 2*10^-x. Si puo ipotizzare cioè che tra due attimi di tempo esista il “tempo vuoto”, cosi come esiste lo spazio vuoto. Se lo spazio vuoto è lo spazio senza materia, il tempo vuoto è il tempo senza attimi. Allora tra un attimo è l’altro ci deve essere per forza un salto, che noi chiamiamo tempo vuoto. Com’ è possibile che noi percepiamo le cose secondo un tempo lineare, in successione, in divenire? Ciò è reso possibile dall’attività unificatrice della coscienza. In realtà ciò che è eterno sono i singoli attimi, del tutto separati gli uni dagli altri. E’ come se noi avessimo in mano la pellicola di un video e la tagliassimo in infinite parti, mescolandole le une con le altre. La coscienza è ciò che unisce queste parti, dando l’illusione del tempo, cioè del susseguirsi di attimi. La morte dell’uomo è in realtà la morte del suo essere cosciente. Ciò che rimane sono gli attimi, materiale non cosciente che non può piu essere unificato. Ci si può domandare allora cosa ne è della coscienza, perché nasce e muore se il divenire non esiste? In realtà la coscienza è un’illusione. Essa altro non è che un insieme di attimi che si dispongono in un ordine piuttosto che in un altro. La pluralità delle coscienze dipende dalle infinite possibilità di mescolamento degli attimi. Sarà forse questo il motivo per cui due osservatori in due sistemi inerziali diversi calcolano tempi diversi? Chissà…Una roccia che viene erosa dal mare non è piu la stessa roccia, ma un insieme di rocce diverse, una per ogni attimo che trascorre durante l’erosione. Tutte le teorie che presuppongono una evoluzione non riflettono la materia così com è, ma cosi come la possiamo conoscere noi. Potremmo dunque affermare che il nichilismo, inteso come negazione dell’essere e e della permanenza, è confutato da questa ipotesi. Tutte le teorie escatologiche sono un tentativo fallito di superare il nichilismo, in quanto hanno al loro interno una concezione lineare del tempo che impedisce questo superamento e che nello stesso tempo conferma il bisogno di salvezza, di cambiamento futuro. Questo bisogtno rispecchia l’insufficienza di queste teorie nel superare il baratro del nulla. Nel caso del cristianesimo, ad esempio, si suppone la coscienza immersa nel nulla (rappresentato dal mondo), ma erroneamente si considera questa coscienza come anima eterna. Si considera la ragione e, nel caso dei cristiani, l’anima, come qualcosa che vada al di la del mondo. La scienza ha il merito di non esprimersi sull’eternità o meno della coscienza, ma di concentrarsi sulla sua attività unificatrice, apportando conoscenze che le varie metafisiche, , a causa della loro ben precisa considerazione del ruolo della coscienza, non sono state in grado di fornire. La presa d’atto del nichilismo è una verità da cui non si può prescindere, questo nichilismo è espresso nel cristianesimo come bisogno di salvezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La filosofia non è tanto inventare idee nuove, quanto vivere ciò che si pensa"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-3032978560785767074?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/3032978560785767074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/12/riflessioni-sul-tempo-e-la-coscienza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/3032978560785767074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/3032978560785767074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/12/riflessioni-sul-tempo-e-la-coscienza.html' title='RIFLESSIONI SUL TEMPO E LA COSCIENZA'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-2467396366398073254</id><published>2009-12-18T07:40:00.001-08:00</published><updated>2009-12-18T08:28:08.834-08:00</updated><title type='text'>Narcisismo e società</title><content type='html'>La lettura di Freud stimola nella mente ulteriori associazioni...tra narcisismo e shopping, tra società dei consumi e insoddisfazione, tra società dei consumi e violenza.&lt;div&gt;La libido concentrata verso se stessi, tipica del fenomeno narcisistico e molto frequente, a detta di Freud, nella vita femminile, non è un male...cosi come la libido oggettuale, anche quella rivolta verso se stessi ha delle funzioni importanti. Voglio avanzare riflessioni del tutto personali e autonome da qualsiasi autore...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A me sembra che ciò che danneggia la psiche umana siano le istituzioni.Le istituzioni non sono un male in sé, ma lo sono quando non rappresentano la civiltà ma l'assenza di civiltà. Credo che la civiltà sia il limite al potere del piu forte imposto da una maggioranza di deboli, che incarnano l'istituzione. Nel momento in cui il forte si conquista il potere dei deboli, non esiste civiltà. Ora vediamo come a mio parere i totalitarismi e il capitalismo dei consumi schiavizzano in modo diverso la psicologia degli Io.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I totalitarismi fanno leva sul capo carismatico, capace di parlare direttamente alle masse, e di conquistare il loro amore. In questo caso le masse non sono educate al narcisismo, ma all'amore, cioé alla libido oggettuale, dove l'oggetto in questione è il capo. Freud sviluppa il tema a modo suo in un libro che non ho ancora avuto il piacere di leggere "Psicologia delle masse e analisi dell'Io". &lt;/div&gt;&lt;div&gt; Il capitalismo sembra in apparenza concedere piu libertà all'individuo, liberandolo dalla tirannia di un capo. In realtà la società dei consumi mira alla distruzione progressiva del tessuto sociale e alla concentrazione della libido verso se stessi. Il narcisismo, come insegna Freud, è in diretto collegamento con l'aggressività. Il crescente allarme del bullismo e il crescente disagio che troviamo nella società segnalano l'assenza di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;strutture capace di orientare la libido verso gli oggetti, come facevano ad esempio le chiese. L'inganno criminale delle chiese verso le psicologie sta solo nel dirottare la libido su un ente lontano dalla realtà (porre il sé come altro da sé direbbe hegel), provocando alienazione. Da cio deduciamo che bene fa il liberalismo a condannare i capi carismatici e l'istituzionalizzazione della libido oggettuale. Tuttavia con la società dei consumi si è andati troppo in la, misconoscendo il carattere sociale e la libido oggettuale dell'uomo. Per quale motivo tutto questo? Il motivo è favorire l'aumento dei consumi. Il fatto che la maggior parte delle donne abbia una componente narcisistica piu sviluppata potrebbe in parte spiegare come mai sono soprattutto loro le vittime della "sindrome da shopping". L'aumento allarmante della componente narcisistica nella società, messo in rilievo da eminenti sociologi, ha come conseguenza una crescente incapacità ad amare e una crescente aggressività, che si rivela nei giovani negli atti di vandalismo e di bullismo. Come può il narcisismo favorire i consumi? E' presto detto. Il piacere dell'acquisto diventa un sostituto del piacere seussale, per cui l'investimento piu sicuro diventa non piu una relazione ma un oggetto che si puo possedere. DOpo averlo comprato, però, ci si sente ancora insoddisfatti. E l'insoddisfazione dipende dal fatto che il narcisista ha come orizzonte l'investimento della libido su di se (gli oggetti che acquista sono solo un tramite, un mezzo). Il mantenimento del narcisismo nella psiche è stimolato dal mantenimento dell'insoddisfazione, che spinge a continuare gli acquisti in un ciclo senza fine. L'insoddisfazione da cosa deriva? Dal fatto che il prodotto acquistato non realizza le aspettative personali? Probabilmente no...L'insoddisfazione è lo stato d'animo che si genera quando ci si mantiene in un orizzonte narcisistico, quando le istituzioni (che oggi sono i mass media e le multinazionali, come una volta erano clero e nobiltà) stimolano la tua psiche a investire la libido su di te. Il ciclo del consumo non fa che conservare l'individuo nell'incapacità di amare. Ed è proprio questa incapacità, che l'individuo percepisce solo inconsciamente, a farlo stare male. Ecco dove si trova la repressione delle istituzioni totalitarie e in quelle tipiche del capitalismo: nel reprimere determinate vie naturali all'investimento libidico. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'unico modo per fondare una società ben ordinata sta in una struttura politica capace di assicurare il bene comune. Gli anarchici sostengono che poiché gli uomini che hanno il potere lo usano a proprio vantaggio, il potere andrebbe abolito. L'errore dell'anarchico non sta nella critica alle istituzioni, ma nell'illusione che la società perfetta possa realizzarsi con la semplice volontà. Questa pia illusione idealistica non è accettabile da un materialista. Tuttavia l'evoluzione detterà all'uomo sempre nuovi modi di vivere e le società continueranno a cambiare sempre. Ma non per volere dei singoli, bensi per necessità naturale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-2467396366398073254?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/2467396366398073254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/12/narcisismo-e-societa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2467396366398073254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2467396366398073254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/12/narcisismo-e-societa.html' title='Narcisismo e società'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-787932424791836742</id><published>2009-09-29T05:33:00.001-07:00</published><updated>2009-09-29T05:33:28.320-07:00</updated><title type='text'>LE RIDICOLE TEORIE MORALI DEL DOTTOR REICHENBACH</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Reichenbach è un neo-positivista. Egli respinge l’esistenza di categorie, di elementi a-priori della conoscenza, e lo fa dimostrando come nella teoria della relatività le diverse categorie kantiane sarebbero tra loro contraddittorie. Dopo aver distrutto l’apriorismo, il signor Reichenbach, non contento, si rifugia nel campo morale, cioè nel campo politico. Per questo signore non esiste una morale universale, esse dipendono dalla società, dalla famiglia, e in generale dal gruppo in cui ci si trova. Gli imperativi categorici di kant hanno un significato ma, non rientrando nel campo conoscitivo, non sono in sé ne veri ne falsi. Il positivista non giudica la correttezza di una teoria davanti alla razionalità, ma solamente davanti alla prova empirica. Poiché gli imperativi e, in generale il sistema morale kantiano, appartengono alla ragione ma non a cio che interessa al positivista, cioè alla conoscenza, sono considerati soggettivi. Ora, la vera contraddizione in cui si ricade è questa: si pretende di giudicare un sistema morale come soggettivo, ma davanti a cosa? Non certo davanti alla scienza. Allora davanti a cosa dimostreremo che la moralità è soggettiva?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ci sono due possibilità:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;a)lo affermiamo razionalmente, cioè secondo la ragion pura pratica&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;b) Lo affermiamo come opinione&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La ridicolizzazione della razionalità coincide con l’odio per la filosofia. Il dottor Reichenbach commette un errore fondamentale quando si addentra nel campo morale, perché mentre kant lo pone anch’esso come campo razionale, R. lo affronta in base alle esigenze della conoscenza. Osservando come in campo morale non si dia conoscenza, R. va oltre: afferma che gli imperativi siano soggettivi. Questa affermazione non è scientifica, neanche dal punto di vista della filosofia positivista. E’ semplicemente ideologica, quindi falsa. Dal momento che degli imperativi non sappiamo nulla conoscitivamente, non sappiano neanche se siano universali. Come possiamo noi dunque dire che siano soggettivi? Qui R. fa ricorso agli studi sociologici, per affermare quanto inneffetti siano differenti le regole morali delle varie tribù. Ma la validità degli imperativi categorici si basa non sulla loro realizzazione pratica (anche se uno solo usasse l’uomo come fine e non come mezzo l’imperativo sarebbe valido), bensi sulla ragione stessa, che è universale e innata nell’uomo e che R. rifiuta di riconoscere, in quanto egli rifiuta l’elemento a-priori. Anche se l’a-priori fosse smentito dal punto di vista dell’intelletto, non potrà mai essere smentito nel caso della razionalità morale, che ha basi filosofiche e non empiriche. Che interesse ha R. ad essere cosi antifilosofico? Lo vedremo presto: il suo interesse è squisitamente politico. R. si limita a dire che gli imperativi soggettivi sono comuni a tutti gli uomini e che ogni uomo ordina all’altro (tema simile alla lotta tutti contro tutti di Thomas Hobbes). Io per esempio quando dico all’altro “apri la finestra”, sto esercitando un potere cammuffandolo da imperativo categorico. Se però l’altro è conscio del fatto che il mio imperativo non è universale, ma soggettivo, anch’egli potrà rispondere al mio imperativo con un suo imperativo: “Faccio quello che voglio”. Vediamo che per R. gli imperativi sono in fin dei conti dettati dagli interessi, dal potere. Per R. la &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;democrazia è il regno in cui ognuno vuole sopraffare l’altro con ordini, e ognuno ha il diritto di dare ordini all’altro; ordini che l’altro potrà rifiutare, in quanto tutti abbiamo lo stesso potere di impartire imperativi. Ma qui R. confonde la democrazia con il sistema politico borghese-capitalistico. La sua concezione etica è la difesa del piu forte, è una concezione dispotica e anti illuministica. La ragione è semplice: è vero che ognuno può dire quello che vuole, ma alla fine vincerà colui che si trova materialmente in condizioni di vantaggio. Ad esempio vincerà quello che avrà piu soldi per pagare gli avvocati. La sua concezione etica sancisce la libertà di azione per il piu forte. E’ una difesa dell’agire dei grandi potentati economici capitalistici, che con il furto e lo sfruttamento aumentano l’accumulazione. Il piccolo ladro non fara mai affari, ma il grande ladro aumenterà cosi il suo capitale. Se invece lo stato è etico, in quanto adotta un criterio di giustizia (magari ispirandosi al velo dell’ignoranza di Rawls), allora questo stato deve essere necessariamente universale, al di sopra degli interessi particolari. Questo stato è in grado di fermare la prepotenza, l’arroganza. E’ uno stato di diritto. L’eticità obbedisce ad elementi razionali a-priori. Solo qualora i cittadini decidano consapevolmente di adottare l’eticità, cioè la razionalità, come criterio delle loro azioni,sarà possibile uno stato etico. Lo stato etico non cala dall’alto, come pretendeva Hegel, ma è il frutto della libertà di un popolo. Vediamo dunque che le argomentazioni morali di R. sono, dal punto di vista filosofico, opportuniste, ridicole e anche pericolose per l’uomo che non è abbastanza navigato nel concetto puro. La metafisica libera l’uomo. Il potere ha due modi di togliere all’uomo la libertà:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;dogmatizzare la metafisica, come fanno le chiese, oppure negare la metafisica, come fa il potere borghese-capitalistico. Da notare che il liberalismo non coincide tout-court con l’ingiustizia (come pretende qualche marxista), solo se le istituzioni mettono al primo posto la razionalità sull’interesse particolare.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-787932424791836742?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/787932424791836742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/le-ridicole-teorie-morali-del-dottor.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/787932424791836742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/787932424791836742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/le-ridicole-teorie-morali-del-dottor.html' title='LE RIDICOLE TEORIE MORALI DEL DOTTOR REICHENBACH'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-4446083949186175378</id><published>2009-09-23T05:34:00.001-07:00</published><updated>2009-09-23T05:40:05.270-07:00</updated><title type='text'>LETTERA SUL FONDAMENTO ETICO-RAZIONALE E SUL FONDAMENTO STORICO-EMPIRICO DELLA GIUSTIZIA</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana; font-size: 13px; "&gt;&lt;div style="text-indent: 0in !important; "&gt;Sul diritto: io credo che il diritto debba fondarsi non sui fenomeni (come la scienza economica), ma sull'idea di giustizia. John Rawls giustamente diceva che le nostre condizioni materiali influenzano i nostri interessi, e offuscano il nostro senso di giustizia, per cui occorre che tutti applichino il velo dell'ignoranza per distinguere cio che è giusto da cio che non lo è. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-indent: 0in !important; "&gt;Poi tu affermi che i principi universali nascano dall'esperienza. Questa concezione della scienza come sapere che procede dal particolare (induzione) appartiene a Newton e Bacone, ma non a  Galilei, di Kant, di Popper, di Einstein...e io mi schiero con questi ultimi. La teoria della relatività generale conferma sia il determinismo dei fenomeni che la deduzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-indent: 0in !important; "&gt;Da wikipedia:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-indent: 0in !important; "&gt;TEORIA DELLA RELATIVITA' GENERALE&lt;/div&gt;&lt;div style="text-indent: 0in !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-indent: 0in !important; font-family: sans-serif; line-height: 19px; "&gt;&lt;p style="text-indent: 0in !important; margin-top: 0.4em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; padding-top: 0em !important; padding-right: 0em !important; padding-bottom: 0em !important; padding-left: 0em !important; line-height: 1.5em; "&gt;Inizialmente gli scienziati erano scettici perché la teoria derivava da ragionamenti matematici e analisi razionali, non da esperimenti o osservazioni. Ma nel &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1919" title="1919" style="text-indent: 0in !important; text-decoration: none; color: rgb(0, 43, 184); background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;1919&lt;/a&gt; le predizioni fatte dalla teoria furono confermate dalle misurazioni di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arthur_Eddington" title="Arthur Eddington" style="text-indent: 0in !important; text-decoration: none; color: rgb(0, 43, 184); background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;Arthur Eddington&lt;/a&gt; durante un'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eclissi_solare" title="Eclissi solare" style="text-indent: 0in !important; text-decoration: none; color: rgb(0, 43, 184); background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;eclissi solare&lt;/a&gt;, che verificarono che la&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luce" title="Luce" style="text-indent: 0in !important; text-decoration: none; color: rgb(0, 43, 184); background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;luce&lt;/a&gt; emanata da una &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stella" title="Stella" style="text-indent: 0in !important; text-decoration: none; color: rgb(0, 43, 184); background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;stella&lt;/a&gt; era deviata dalla &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gravit%C3%A0" title="Gravità" class="mw-redirect" style="text-indent: 0in !important; text-decoration: none; color: rgb(0, 43, 184); background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;gravità&lt;/a&gt; del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sole" title="Sole" style="text-indent: 0in !important; text-decoration: none; color: rgb(0, 43, 184); background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;Sole&lt;/a&gt; quando passava vicino ad esso. Le osservazioni furono effettuate il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/29_maggio" title="29 maggio" style="text-indent: 0in !important; text-decoration: none; color: rgb(0, 43, 184); background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;29 maggio&lt;/a&gt; 1919 in due posti diversi, rispettivamente a &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sobral" title="Sobral" style="text-indent: 0in !important; text-decoration: none; color: rgb(0, 43, 184); background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;Sobral&lt;/a&gt;, che si trova in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brasile" title="Brasile" style="text-indent: 0in !important; text-decoration: none; color: rgb(0, 43, 184); background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;Brasile&lt;/a&gt;, e nell'isola di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pr%C3%ADncipe" title="Príncipe" style="text-indent: 0in !important; text-decoration: none; color: rgb(0, 43, 184); background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;Príncipe&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;table cellpadding="0" style="text-indent: 0in !important; font-size: 12px; color: rgb(0, 0, 0); background-color: initial; width: auto; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; margin-bottom: 0.5em; text-align: left; "&gt;&lt;tbody style="text-indent: 0in !important; "&gt;&lt;tr style="text-indent: 0in !important; "&gt;&lt;td style="text-indent: 0in !important; padding-top: 0px; padding-right: 1.2em; padding-bottom: 0px; padding-left: 1.2em; vertical-align: top; "&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="text-indent: 0in !important; padding-top: 0px; padding-right: 1.2em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span style="text-indent: 0in !important; font-style: normal; font-size: 15px; "&gt;&lt;b style="text-indent: 0in !important; "&gt;«&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Max_Planck" title="Max Planck" style="text-indent: 0in !important; text-decoration: none; color: rgb(0, 43, 184); background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;Max Planck&lt;/a&gt; non capiva nulla di fisica perché durante l'eclissi del 1919, è rimasto in piedi tutta la notte per vedere se fosse stata confermata la curvatura della luce dovuta al campo gravitazionale. Se avesse capito davvero la teoria avrebbe fatto come me e sarebbe andato a letto &lt;span style="text-indent: 0in !important; font-size: 15px; "&gt;&lt;b style="text-indent: 0in !important; "&gt;»&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr style="text-indent: 0in !important; "&gt;&lt;td style="text-indent: 0in !important; padding-top: 0px; padding-right: 1.2em; padding-bottom: 0px; padding-left: 1.2em; "&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style="text-indent: 0in !important; padding-top: 0px; padding-right: 1.2em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div style="text-indent: 0in !important; font-style: normal; "&gt;(&lt;small style="text-indent: 0in !important; "&gt;Archivio Einstein 14-459&lt;/small&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-indent: 0in !important; font-style: normal; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-indent: 0in !important; font-style: normal; "&gt;Io credo oggi che il relativismo si possa superare in virtu dell'esistenza di un'idea di giustizia concepita non sopra i soggetti, ma da soggetti che astraggono momentaneamente dalla loro situazione contingente. A mio avviso il neo-contrattualismo dovrebbere simboleggiare che:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-indent: 0in !important; font-style: normal; "&gt;a)gli uomini, anche se con interessi diversi, sono necessariamente portati a dialogare con gl ialtri della propria specie, realizzando il diritto&lt;/div&gt;&lt;div style="text-indent: 0in !important; font-style: normal; "&gt;b)Il contenuto del contratto deriva da interessi comuni, ma questi non possono che essere universali, proprio perché approvati da ogni persona. Se sono universali, non possono derivare dall'esperienza contingente di ciascuno, dunque sono principi assolutamente giusti. La loro realizzazione pratica è il dovere etico dello stato.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-4446083949186175378?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/4446083949186175378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/lettera-sul-fondamento-etico-razionale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4446083949186175378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4446083949186175378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/lettera-sul-fondamento-etico-razionale.html' title='LETTERA SUL FONDAMENTO ETICO-RAZIONALE E SUL FONDAMENTO STORICO-EMPIRICO DELLA GIUSTIZIA'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-7296100630581208311</id><published>2009-09-12T05:05:00.000-07:00</published><updated>2009-09-12T05:06:05.632-07:00</updated><title type='text'>NICHILISMO E DIVENIRE</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Il nichilismo altro non è che la negazione dell’esistenza della ragione in potenza. Poiché il nichilismo nega la permanenza, nega l’essere, rientra nel campo di ciò che è irrazionale, cioè nel campo delle essenze. La scienza invece non è nichilista, perché non nega l’esistenza della natura in potenza: afferma solo giustamente la sua inconoscibilità. L’inconoscibilità deriva dal fatto che ogni atto di conoscenza è qualcosa che si svolge interamente nella Natura cosciente, e non tocca nemmeno in minima parte l’essere ancora indeterminato.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-7296100630581208311?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/7296100630581208311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/nichilismo-e-divenire.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7296100630581208311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7296100630581208311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/nichilismo-e-divenire.html' title='NICHILISMO E DIVENIRE'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-6269620307028413209</id><published>2009-09-12T05:04:00.000-07:00</published><updated>2009-09-12T05:05:39.807-07:00</updated><title type='text'>PERMANENZA E DIVENIRE (MUTAMENTO)</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Che cos’è la permanenza?Esso è un altro modo per descrivere l’essere che non è ancora entrato nel divenire, cioè la ragione in potenza. Che cos’è il divenire?L’essere in atto, cioè il concetto che si ottiene dalla negazione dell’essenza.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Per riassumere:l’esistenza del fenomeno non determina la sparizione dell’essere, ma la sua attuazione nell’orizzonte del divenire. La permanenza rende l’essere impossibile da percepire empiricamente, perché nega la sua fenomenicità. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-6269620307028413209?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/6269620307028413209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/permanenza-e-divenire-mutamento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6269620307028413209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6269620307028413209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/permanenza-e-divenire-mutamento.html' title='PERMANENZA E DIVENIRE (MUTAMENTO)'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-5702976271365882439</id><published>2009-09-12T05:03:00.000-07:00</published><updated>2009-09-12T05:04:31.668-07:00</updated><title type='text'>COLLEGAMENTO TRA PERMANENZA E DIVENIRE, OVVERO TRA RAGIONE IN POTENZA E RAGIONE IN ATTO</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Con la ragione in atto sparisce la ragione in potenza? La ragione in potenza, in quanto è e non agisce, non si determina. La ragione in potenza è l’indeterminato. Un sasso è molteplice, il suo essere permanente non esiste in maniera separata dalla totalità dell’essere. Il suo essere in divenire è invece posto nel fenomeno, dove il sasso si fa ente determinato. L’essere è infatti uno solo, unitario, ragione in potenza. Quando supera la contraddizione posta nell’essenza, allora la natura si fa molteplice, sottoforma di fenomeno, per cui esiste finalmente il sasso determinato.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-5702976271365882439?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/5702976271365882439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/collegamento-tra-permanenza-e-divenire.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/5702976271365882439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/5702976271365882439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/collegamento-tra-permanenza-e-divenire.html' title='COLLEGAMENTO TRA PERMANENZA E DIVENIRE, OVVERO TRA RAGIONE IN POTENZA E RAGIONE IN ATTO'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-8301089518244721896</id><published>2009-09-12T05:02:00.001-07:00</published><updated>2009-09-12T05:02:26.525-07:00</updated><title type='text'>SULLA TEORIA DELLA CONOSCENZA</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Kant rimase memorabile per la sua trattazione sulle categorie dell’intelletto. Qui occorre solo dire che queste categorie, questo modo di percepire il mondo, ci è stato fornito dalla Natura stessa. Le categorie sono il simbolo della razionalità in atto posta nell’uomo dalla natura in evoluzione. Le categorie sono razionalità in atto, e sono poste dalla Natura stessa, che dopo aver negato l’essenza si sviluppa in maniera sempre più estesa in forma di esseri coscienti e razionali. Sono i fenomeni stessi, in quanto Natura meno cosciente (in quanto prima forma di natura cosciente), ad aver causato, nella loro attività in divenire, la formazione delle varie specie viventi, dell’uomo stesso e delle sue categorie in perenne evoluzione, con le quali la Natura stessa ha ad avere una maggiore coscienza di se nella realizzazione della razionalità (razionalità in atto). Prendiamo adesso qualcosa di comunemente osservabile, un sasso. Poiché il mondo in cui siamo è razionale e Naturale, poiché noi vediamo il sasso, non dobbiamo avere dubbi sulla sua razionalità. La razionalità del sasso deriva dal suo essere puramente inserito nel divenire in qualità di fenomeno. Un sasso non in divenire non è concetto, cioè ragione in atto, ma solo essere, cioè ragione in potenza. Né l’essere né l’essenza sono coscienti, ma l’essere è&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;razionalità in potenza. Il sasso al di fuori del divenire non è ragione in atto perché non è fenomeno, non ha cioè coscienza della negazione della sua essenza. Quando la totalità dell’essere (di cui fa parte il sasso) nega la negazione, cioè nega la verità sul suo essere, la sua materialità, allora la natura tutta acquista una coscienza che la rende fenomeno, attività, razionalità in atto. La razionalità in atto, cioè l’attività della natura, è tutto ciò che siamo in grado di osservare nel divenire.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;La natura in atto è il molteplice (il fenomeno) sottoforma di concetti. I concetti non si riducono a un’Idea, come in Hegel, ma rimangono tali, molteplici.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-8301089518244721896?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/8301089518244721896/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/sulla-teoria-della-conoscenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8301089518244721896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/8301089518244721896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/sulla-teoria-della-conoscenza.html' title='SULLA TEORIA DELLA CONOSCENZA'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-4855873059010714592</id><published>2009-09-12T05:01:00.000-07:00</published><updated>2010-09-16T14:16:33.701-07:00</updated><title type='text'>IL PROCESSO NATURALE</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Premessa: Queste riflessioni, benché si ispirino ad Hegel, non pretendono affatto di seguirlo in maniera obiettiva, ne di seguire gli scopi del suo filosofare, dato che quel grande pensatore non era naturalista. Che cos’è la natura? La natura inizialmente è logica, cioè è essere, ma non essere in atto, bensì solo in potenza. L’essere in potenza, per come lo intendo, è statico, non agisce; diremo che la proprietà che lo contraddistingue è la permanenza, perche è al di fuori del tempo. L’essere in potenza è quindi anche ragione in potenza. Per passare dalla potenza all’atto, la natura è costretta all’interno di se ad introdurre la negazione. Questa negazione è la sua essenza (materia o spirito o altri attributi), che si contraddistingue per la sua non-razionalità. Materia e spirito sono essenze dell’essere, ma in quanto irrazionali in realtà non esistono. Affinché la natura pero prenda coscienza della loro non esistenza, ha bisogno di trovarsi nello stadio di Natura cosciente(stadio del concetto/ragione in atto).Diremo quindi che dal punto di vista della Natura l’ essenza, cioè la verità sull’essere, non esiste. Da qui in poi le differenze con la logica hegeliana saranno ben evidenti. L’essenza non ha esistenza in quanto irrazionale, eppure nega l’essere. Questo non-essere, nell’atto di negare l’essere per arricchirlo, in realtà cade in contraddizione. Questa si verifica tra la forma dell’essenza e il suo contenuto. La forma dell’essenza è il non-essere, il suo contenuto è un atto di negazione. Ma un atto non può essere posto in essere da ciò che non esiste, che non è. Dunque attraverso la scoperta di questa contraddizione, la semplice natura passa a Natura cosciente. Si verifica il superamento (o disvelamento) della contraddizione, si ha ora coscienza della non-esistenza del contenuto irrazionale (essenze dell'essere in potenza) posto dalla natura stessa. Questo avere coscienza della non-esistenza della negazione dell’essere razionale in potenza è la razionalità divenuta atto. Negando ciò che non esiste, la Natura ristabilisce l’essere e l’esistenza in un modo più elevato, cioè nell’atto, nel suo divenire sempre più cosciente, più razionale. La Natura in atto è totalità dei fenomeni: il fenomeno è razionale, in quanto fa parte del concetto. Tutto il mondo è a questo punto fenomenico. Non esiste nessuna verità sul fenomeno, nessun noumeno (inteso da me come essenza del fenomeno, verità sul fenomeno). La "verità sul noumeno" (= essenza dell'essere in potenza) è il fatto che, in quanto essenza non esistente, viene negato dal fenomeno stesso, e sparisce. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-4855873059010714592?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/4855873059010714592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/il-processo-naturale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4855873059010714592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/4855873059010714592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/il-processo-naturale.html' title='IL PROCESSO NATURALE'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-2099363837480792346</id><published>2009-09-12T05:00:00.002-07:00</published><updated>2009-09-12T05:01:32.451-07:00</updated><title type='text'>LIBERTA' O DETERMINISMO?</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;La nostra ragione non può rimanere indifferente di fronte ai dati empirici. Allo stesso modo la nostra libertà non può rimanere indifferente di fronte alla natura umana. Poiché la natura umana è determinata dalla Natura, anche la nostra libertà è determinata da Essa. Per cui la nostra libertà non è assoluta. Se non è assoluta, non esiste un vero e proprio libero arbitrio, dunque non esiste Dio. Non ha senso una morale cristiana o kantiana, perché essa postula una natura umana che abbia a cercare la perfezione. La perfezione è Dio stesso, per cui chi cerca la perfezione cerca Dio. Chi cerca Dio ha fiducia nella sua esistenza. La morale kantiana non è dunque affatto agnostica, ed è in contraddizione con i risultati della ragion pura. L’uomo dalla morale kantiana altri non è che un fideista, cioè uno che è razionalmente agnostico e quindi crede per cieca fede. La cieca fede si manifesta nel suo moralismo tendente alla perfezione. Cosa diremo noi dunque della morale? Che la morale non dovrebbe riferirsi a qualcosa che noi non conosciamo, ma a qualcosa che ci racchiude tutti, di cui facciamo parte: essa è la natura. La natura non è ne perfetta ne imperfetta, semplicemente è. Ecco perche agire secondo natura non richiede alcuno sforzo, alcun anelito verso la perfezione, ma solo l’uso corretto della ragione. L’irrazionalità è il cancro contro cui la natura e l’uomo devono lottare. Per concludere, possiamo affermare con certezza che la morale religiosa e la morale naturale non siano affatto simili, ma semmai agli antipodi.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-2099363837480792346?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/2099363837480792346/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/liberta-o-determinismo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2099363837480792346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2099363837480792346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/liberta-o-determinismo.html' title='LIBERTA&apos; O DETERMINISMO?'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-7793247649194141979</id><published>2009-09-12T05:00:00.001-07:00</published><updated>2009-09-12T05:00:50.238-07:00</updated><title type='text'>SULL'IMPORTANZA DEL SENSO COMUNE</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Nella storia della filosofia e della scienza abbiamo assistito a critiche doverose verso il senso comune, in quanto non adeguato a comprendere realtà sondabili con metodi migliori, più scientifici. Occorre pero non avere troppa fretta nel liquidare il senso comune come qualcosa di inutile e ingombrante. Il senso comune è infatti la base della socialità. Il senso comune è il mezzo attraverso cui i soggetti individuali instaurano rapporti relazionali con l’altro. Perché il senso comune, e non piuttosto qualcosa di scientifico? Perche il senso comune è una costruzione sociale, riflette l’identità di un popolo, e in questo modo avvicina maggiormente gli individui alla comunità, sia dal punto di vista emotivo che da altri punti di vista. Il senso comune non richiede particolari abilità intellettive, è davvero universale nella forma (anche se nel contenuto può variare da una comunità all’altra). Proprio perche condiviso, promuove l’inserimento del singolo nella comunità, dove tutti sono legati dall’immediatezza’uomo è un essere sociale o no? La socialità è solo un aspetto dell’individuo, non quello determinante. La socialità è una semplice esigenza dell’individuo, assieme ad altre esigenze. Non nego che la socialità sia necessaria, nego solo che l’uomo sia ontologicamente sociale. L’individuo anela verso la socialità, ma non nasce come essere sociale. L’individuo ha dei bisogni, e in base a questi (nutritivi, riproduttivi ecc.) è spinto a relazionarsi coi suoi simili. Non esiste modo migliore del senso comune per relazionarsi con i propri simili ( sia esso il proprio partner, o il proprio gruppo di preghiera, o la propria squadra di calcio). Apparentemente, relazionarsi significa mantenersi individuo e nello stesso tempo uniformarsi al senso comune del gruppo, cioè all’opinione del gruppo. Questo modo di relazionarsi, però, getta l’individuo in serio pericolo, in quanto è una rinuncia alla libertà personale. Il perche è presto detto. Ogni uomo è portatore di opinioni diverse dall’altro (dà un significato personale alle cose). Nel momento in cui si relaziona con altri, deve mettere in discussione il suo senso comune, confrontarlo con quello degli altri. La socialità non è altro che il concreto incontrarsi di significati diversi, che cercano la sintesi. La sintesi avviene naturalmente, in una relazione naturale, cioè non guidata da interessi egoistici ne altruistici. Si forma cosi il SENSO comune del gruppo, che è il risultato dell’interazione viva, CREATIVA, di individui unici e irripetibili. Questo rappresenta il luogo perfetto in cui può concretizzarsi l’eticità teorizzata da Hegel. Il vero problema è che spesso il SENSO comune del gruppo viene introiettato nei suoi membri da alcuni leader, alcuni capi. La morale religiosa non è filosoficamente attendibile, è solo il prodotto del SENSO comune imposto ai fedeli dall’autorità. E cosi anche le varie pubblicità televisive, altro non sono che un’autorità che detta il senso comune alla gente. E cosi anche i partiti e i loro leader. Deduciamo che tutte queste autorità che pretendono di uniformare il senso comune sono nemiche della libertà e della vera socialità, e lo stesso vale per quelle che le seguono. La vera socialità si produce in un feeling, in una partecipazione per le idee dell’altro che è la sintesi, il prodotto dell’incontro tra sensi differenti. Nei gruppi&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;falsamente sociali, invece, i soggetti non hanno una vera relazione tra loro. I loro gesti sono funzionali ai contenuti imposti dal capo, dunque il loro relazionarsi su contenuti differenti da quelli promossi dall’autorità è del tutto inutile. Questa è l’alienazione provocata dalle istituzioni che si fingono create dal cittadino, e che sono invece istituzioni repressive. Teorizzare, come fanno le destre capitaliste, che l’individuo sia egoista e non sociale, cioè sancirne l’atomizzazione attraverso la struttura economica, significa renderlo incapace di relazionarsi socialmente, di mettere a frutto, attraverso il confronto con l’altro, il suo senso comune. E’ chiaro che il nostro capitalismo atomizzante, attraverso la pubblicità, coglie “due piccioni con una fava”, perche:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:0cm;text-align:justify;text-indent:0cm; mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 54.0pt"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;a)&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;                         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Il soggetto, essendo nella nostra società atomizzato, trova, come unico modello, come unico riferimento, la pubblicità. Seguire la pubblicità gli da l’illusione di essere diventato un uomo sociale.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:0cm;text-align:justify;text-indent:0cm; mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 54.0pt"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;b)&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;                         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Il soggetto, dopo aver acquistato, diffonde, con la sua falsa consapevolezza sociale, nei simili l’idea che l’autorità permetta agli uomini di realizzarsi socialmente. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;/p&gt;  &lt;span style="font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:HE;mso-bidi-language: HE"&gt;Il risultato? Tutti si sentono socializzati, mentre in realtà rimangono atomizzati e obbedienti all’autorità. Il loro desiderio di autenticità, per dirla con Heidegger, è ormai completamente distrutto dal carisma dell’autorità, dal suo potere unificante, che consegna ai soggetti una falsa medicina, capace di allontanarli dal loro se più autentico. Anche alcuni marxisti (ma non marx!), affermando che l’uomo sia un essere sociale, vogliono in verità circuirlo attraverso il sistema dell’autorità. Vogliono fargli dimenticare la sua missione: relazionarsi in maniera vera, non reprimendo la propria unicità, ma relazionandola a quella degli altri, in modo da trasformare&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;se stessi e gli altri e di produrre una sintesi, una comunità di uomini liberi e concordi&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-7793247649194141979?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/7793247649194141979/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/sullimportanza-del-senso-comune.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7793247649194141979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7793247649194141979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/sullimportanza-del-senso-comune.html' title='SULL&apos;IMPORTANZA DEL SENSO COMUNE'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-6902587345516378940</id><published>2009-09-12T04:59:00.001-07:00</published><updated>2009-09-12T04:59:40.834-07:00</updated><title type='text'>SULLE FORME A PRIORI E LA DIALETTICA</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Consideriamo tutto ciò che è all’interno dell’ordine naturale, fra cui il nostro intelletto. Se il segreto di tutto è la processualità dialettica, possiamo affermare in tutta sicurezza che, come dice Kant, il nostro intelletto fa uso di categorie. Categorie che sono in diretta relazione con le nostre capacità linguistiche, perche altrimenti non si svilupperebbero. Esse non sono innate, ma interne allo sviluppo dialettico della natura. Tra le forme a priori più interessanti, fra quelle descritte da kant, troviamo lo spazio(geometria) e il tempo (matematica). Sappiamo tutti che kant assegnava alle categorie un valore meramente formale, come qualcosa che si adatta al fenomeno come una formina. In realtà si può affermare che la separazione&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;tra intelletto e fenomeno sia pressoché inesistente, almeno nella nostra realtà in divenire. L’atto di conoscere è un atto attivo, è la sintesi tra due concetti indeterminati, intelletto e fenomeno, che qualitativamente sembrano opposti, eppure si compenetrano nel divenire, cioè nell’ATTIVITA’ conoscitiva, determinandosi, in modo che uno non si può separare dall’altro. Questo non significa affatto che le categorie spariscano. L’uomo osserva il divenire, e poiché non ha altri mezzi per conoscerlo se non quello di relazionarlo al proprio intelletto, usa le categorie come strumenti formali di conoscenza. Durante l’attività conoscitiva questi strumenti si dotano di un contenuto, e quindi categoria (o forma) e contenuto si sviluppano assieme nel divenire (anche se le categorie si evolvono molto più lentamente dei fenomeni). Le matematiche esprimono una parte del contenuto degli oggetti,allo stesso modo in cui altre forme ne esprimono di diverse. Esprimono quindi qualità attraverso l’uso di strumenti formali. All’inizio vi sono solo i numeri che escludono lo zero. In seguito si scopre il numero zero, che è la negazione di tutti gli altri. Da qui in poi la matematica può rapidamente svilupparsi,&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;in quanto sono presenti i due elementi opposti e indeterminati, che RELAZIONANDOSI nell’attività conoscitiva, cioè nella sintesi, sviluppano la conoscenza. La conoscenza è quindi sempre qualcosa in continuo aggiornamento. Se lo zero non fosse stato incluso nella matematica, questa non sarebbe progredita molto. E lo stesso si può dire delle altre scienze. Quindi poiché l’intelletto fa parte della natura, e si sviluppa dialetticamente in armonia con fenomeni stessi (in modo che nel divenire le categorie e i fenomeni si compenetrino), si ha la conoscenza. L’intelletto, nell’attività umana, coglie il dinamismo della natura. Per concludere, ne i fenomeni ne l’intelletto indeterminati sono qualcosa di concreto nel nostro mondo. La concretezza è insita nell’attività, nel divenire, di cui tutti gli elementi fanno parte e in cui tutti gli indeterminati si determinano.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-6902587345516378940?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/6902587345516378940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/sulle-forme-priori-e-la-dialettica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6902587345516378940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/6902587345516378940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/sulle-forme-priori-e-la-dialettica.html' title='SULLE FORME A PRIORI E LA DIALETTICA'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-179188543053563030</id><published>2009-09-12T04:57:00.002-07:00</published><updated>2009-09-12T04:58:17.613-07:00</updated><title type='text'>SULL'ETICA</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Aristotele nella sua etica nicomachea diede grande rilevanza alla giustizia, cui dedico il suo quinto libro. Di fronte alle analisi di marx, che ci sembrano ancora vive oggi, di fronte a partiti di ogni schieramento che per finanziarsi hanno bisogno di appoggiarsi a banchieri, gruppi finanziari, spacciatori di droga e dollaroni americani provenienti dalla Cia, non si può non constatare quanto sia lontana la realizzazione della piena eticità da parte dell’uomo, inteso come animale politico. La realizzazione dell’eticità è lontana perche il cittadino è lontano dalla politica, in quanto essa è monopolio dei gruppi finanziari e delle burocrazie partitiche che la gestiscono. La colpa non è degli uomini: è la struttura economica che li spinge a questo. Ora dunque cosa potrà cambiare il mondo? Abbiamo visto come qualsiasi stato si fa necessariamente garante dello sfruttamento, e quindi del capitalismo, sia esso URSS, USA o CINA. L’unico modo per abolire lo sfruttamento è abolire lo stato, ma per farlo è necessario instaurare direttamente l’anarchia. Ora, io vedo l’anarchia come qualcosa che dal punto di vista dell’intelletto potrebbe non esistere affatto, un po’ come il Dio Kantiano della critica della ragion pura. L’anarchia pero deve diventare un postulato della ragion pratica. L’uomo etico deve lavorare per la giustizia, e lavorare per la giustizia significa (che ne sia consapevole o meno) lavorare per l’abolizione dello sfruttamento.Materialisticamente l’abolizione dello sfruttamento coincide con l’abolizione dello stato, piuttosto che della proprietà privata, in quanto senza stato non è possibile nessun tipo di economia di sfruttamento. L’anarchia è un postulato della ragion pratica. Se non si crede che un giorno la natura stessa, che è Ragione, attuerà nella storia l’abolizione dello sfruttamento, e che per farlo ha bisogno di uomini giusti, non si può agire in favore della giustizia. Se non si crede in questo, non si può essere quindi uomini etici, ma solo uomini irrazionali. Perche conviene essere uomini etici? Perche la vita dell’uomo etico, essendo inserita nella Natura, cioè nella ragione, contiene in se il germe della vera eternità, quella che gli uomini cercano vanamente ubriacandosi nelle passioni, e rendendo cosi vero il detto di Shakespeare “la vita dell’uomo è un insieme di rumori e passioni che non significano nulla”.La vita dell’uomo etico è l’eternità nel divenire, e coincide con la piena realizzazione della Ragione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-179188543053563030?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/179188543053563030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/sulletica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/179188543053563030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/179188543053563030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/sulletica.html' title='SULL&apos;ETICA'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-1934897990214076610</id><published>2009-09-12T04:57:00.001-07:00</published><updated>2009-09-12T04:57:41.428-07:00</updated><title type='text'>SULL'ACCORDO TRA RAGIONE E MORALE</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Con che cosa identificheremo noi dunque la morale? Essa è armonia con la ragione (o natura). Che cos’è la morale se non il simbolo, la manifestazione stessa della libertà umana all’interno della natura? Ora, il soggetto morale non è quello che&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;segue le passioni. Le passioni non sono l’elemento primo della morale. La passione è successiva alla ragione. La passione è un prodotto della volontà pensante, un qualcosa che la natura ha inventato per l’uomo, affinché realizzi con maggior efficacia i suoi obiettivi razionali. Dunque la Ragione, cioè la Natura stessa, detta all’uomo, in quanto ente naturale e cioè razionale, ciò che è maggiormente conforme al suo essere (e che non è mai separabile da ciò che è conforme alla natura). L’uomo, all’interno della razionalità oggettiva, che lo obbliga a realizzare gli obiettivi della natura, possiede una dose di libertà soggettiva. Questa libertà soggettiva coincide con la libera volontà. La libera volontà non può in nessun caso rifiutarsi di produrre un risultato, cioè di agire, in seguito all’individuazione delle necessità razionali del momento (cioè dopo aver individuato razionalmente l’obiettivo). Quando le cose vanno male, quando cioè si produce quella che moralmente è definita un’azione cattiva, bisogna individuare la causa nella volontà soggettiva, una volontà che non è buona per l’obiettivo. Non esiste una volontà buona o cattiva nel senso cristiano del termine, ma solo una volontà che facilita o invece perverte, distorce, l’iniziale programma della razionalità. Ecco perche una volontà buona per una determinata azione può essere sbagliata nel caso di un’altra azione. La volontà presenta diversi gradi, diversi livelli. Ogni livello presenta caratteristiche psicologiche ed emotive differenti, e idonee a realizzare scopi naturali differenti. Ora vediamo il ruolo delle passioni. Secondo Hume le passioni sono ciò che ci spinge ad usare la ragione per perseguire determinati obiettivi. In questo modo Hume assegna alla ragione una mera funzione strumentale. Poiché anche la natura noi la consideriamo ragione, applicare alla nostra filosofia la concezione rumina della morale significherebbe utilizzare anche la Natura( la natura umana, ma anche la natura in generale) per i nostri scopi, per le nostre passioni. Kant invece disse giustamente che non bisogna guardare all’uomo come a un mezzo, ma come ad un fine. Significativamente, si può affermare che considerale l’uomo determinato dalle passioni significa paradossalmente negare la sua stessa libertà naturale, in quanto significa avere una concezione passiva dell’uomo, quindi una concezione religiosa dello stesso. Lo scetticismo quindi si trasforma in un elogio della passività della ragione. Kant aveva trovato nella ragione la libertà individuale, ma, considerando razionale solo l’uomo, aveva finito col teorizzare una morale lacerante per l’individuo stesso, al contrario di ciò che aveva fatto Spinoza. Dopo aver dimostrato che anche Hume incarna la passività religiosa, cioè l’antitesi della vera Natura, ci accingiamo adesso a collocare le passioni al loro vero posto. La passione è realmente il frutto della volontà, o quantomeno volontà e passione si può dire siano estremamente legate. Quando quindi la Natura mi obbliga a realizzare (in libertà oggettiva, perche io faccio parte della natura stessa) una determinata azione, la mia libertà soggettiva non mi può impedire di realizzarla, ma solo mi può impedire di realizzarla secondo i dettami della natura. Ecco perche nei gesti dell’uomo si individuano talvolta azioni irrazionali, cioè contrarie alla natura. Il movimento oggettivo che porta dalla razionalità al prodotto dell’azione è razionale, ma la mediazione soggettiva produce un contenuto distorto. Il contenuto distorto è provocato dall’adoprare una volontà (cui si associano sempre specifiche emozioni e passioni) diverse da quelle richieste dalla natura per quella determinata operazione. Questa è la cattiva volontà, che può essere corretta solo attraverso la scienza filosofica, in quanto scienza che armonizza l’uomo con la natura. Armonizzare l’uomo soggettivamente (poiché oggettivamente è per necessità armonizzato, in quanto la natura produce da se la razionalità che costringe l’uomo ad agire) con la natura significa rendere l’uomo in grado di accordare la sua libertà soggettiva con quella oggettiva, e superare cosi le laceranti scissioni morali di tipo Kantiano. Significa porre l’uomo nella consapevolezza morale, intesa come consapevolezza di quello che è il modo migliore di porsi (emotivamente, passionalmente, volontaristicamente)nel compiere una determinata azione. Un’azione morale produce sempre un risultato in accordo con la Natura, e chi nega questo, secondo il mio punto di vista, sicuramente si sbaglia, e in maniera anche importante. Tutti gli obiettivi posti dalla razionalità umana sono anche fini naturali, e qualora non siano in accordo con la natura, non sono razionali. Se la razionalità soggettiva non coincide con quella naturale, abbiamo di fronte un uomo irrazionale. I prodotti delle azioni di un uomo irrazionale non solo non sono direttamente in accordo con la natura, ma sono pericolosamente contrari ad essa. Perciò mentre la volontà (indipendente da quanto sia appropriata) produce un prodotto oggettivamente razionale, la irrazionalità, poiché precede la razionalità, produce cose oggettivamente irrazionali. L’irrazionalità è quindi la natura estraniata da se stessa, da ciò che veramente è. E’ il momento in cui la natura non si conosce. Nell’uomo, un esempio di realizzazione di irrazionalità consiste nella superstizione e nella religione; nella Logica passata all’antitesi invece, irrazionalità si trova nella materia (che non ha ancora negato se stessa&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;nel molteplice del fenomeno, i cui movimenti seguono principi logici). L’uomo con la sua attività scientifica logicizza la materia, la riporta nell’ambito della natura e della ragione. Anche un sasso, preso in se, è materia, quindi irrazionale. L’uomo pero razionalizza il sasso, lo riporta nella dimensione della Natura, affermando che sia composto da atomi. Lo colloca su un piano di maggiore razionalità, e quindi di verità. Questo perché lo considera fenomenicamente, e non nella sua pretesa essenza.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;NOTA 1: Quando un uomo è quindi davvero irrazionale? Quand’è che la sua razionalità soggettiva non è la stessa razionalità naturale? Quando l’uomo si identifica con la religione o con la materia.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;NOTA 2: Aristotele afferma che la suprema attività del dio è la contemplazione, cosa che il filosofo può fare solo saltuariamente. Ora, io credo che la suprema attività di dio non sia la contemplazione, non sia il pensiero staccato dal movimento. Il pensiero è attività, è movimento, non è staticità. Il pensiero, la razionalità, è movimento. Perciò il credo che dio sia natura, e che la natura sia creativa. La natura non è buona o cattiva, perche non è antropomorfa, cosa che Schopenhauer dimentica quando afferma a proposito del panteismo “hanno fatto coincidere dio col mondo, ma il mondo è brutto, è sofferenza. Hanno fatto coincidere dio con ciò che non merita di essere chiamato tale”. Sono più o meno queste le sue parole. E’ ovvio che egli ha una visione ancora antropomorfa di dio,a giudicare da questa affermazione.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-1934897990214076610?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/1934897990214076610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/sullaccordo-tra-ragione-e-morale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/1934897990214076610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/1934897990214076610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/sullaccordo-tra-ragione-e-morale.html' title='SULL&apos;ACCORDO TRA RAGIONE E MORALE'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-7907277292545188593</id><published>2009-09-12T04:56:00.001-07:00</published><updated>2009-09-12T04:56:57.946-07:00</updated><title type='text'>SULL'ATTIVITA' UMANA</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;SULL’ATTIVITA’ UMANA&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Il risultato dell’attività umana è l’attività oggettivata in linguaggio, cioè qualcosa che ha acquisito una nuova qualità. E’ un momento di maggior ricchezza contenutistica rispetto alla attività umana in se. L’attività oggettivata in linguaggio( oppure nella costruzione di un edificio!) presuppone il momento precedente, cioè il lavoro (attività umana in se).Il capitalismo è attività oggettivata, in quanto è posta dalla Natura stessa, quando pone l’essenza. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Esistono svariati mezzi linguistici, cosi come svariati veicoli di linguaggio. Se io lavoro per costruire una casa, i mattoni sono il mio linguaggio. Li metto assieme e costruisco il prodotto, di cui il linguaggio è solo un mezzo di esplicitazione, di oggettivazione. Il mezzo è una condizione per rendere oggettiva l’attività, ed è fornito dalla natura stessa. La filosofia ha un suo linguaggio, in cui abita la totalità. Il linguaggio filosofico è legato ai ragionamenti filosofici. Ad esempio io ho un tavolo rosso con sopra una bacinella profumata. Metto affianco ad esso un altro tavolo rosso con una bacinella di profumo diverso. Il fisico mi dice che sono entrambi rossi, cioè li analizza quantitativamente. Tuttavia non può cogliere differenze non quantitative, come a esempio il diverso profumo della bacinella, se non indirettamente, cioè attraverso l’analisi delle sostanze della bacinella. Il poeta invece è capace di descrivere i profumi qualitativamente, e di capire che sono uguali o diversi. Per quanto riguarda il colore, preso come elemento quantitativo, il poeta non è in grado (poeticamente) di capire se i tavoli sono esattamente dello stesso colore oppure no. Il filosofo invece pone ad un livello superiore, cioè concettuale, il confronto tra gli enti. E’ un confronto in cui il filosofo è in grado di percepire la totalità dell’oggetto. La totalità dell’oggetto (quantità più qualità e loro relazione ) è diversa dalle singole parti. Quindi sono campi distinti, che usano metodi distinti, e sono tutti legittimi. Il denominatore comune è l’attività, da cui scaturisce un prodotto oggettivato diverso a causa dell’uso di un linguaggio diverso per esprimere diversi lati di un unico ente. La filosofia rende consapevoli del reale e della sua razionalità. Non è perciò l’attività più alta dell’uomo dal punto di vista conoscitivo, ma è la premessa di ogni attività. E’ un’esigenza naturale dell’uomo naturale, dell’uomo che agisce, esser consapevole della razionalità del suo agire e del suo pensare. Fino a Kart la filosofia, cioè la descrizione dell’attività, era di tipo formale (in quanto viziata dalla logica formale), e perciò, sebbene ricca di elementi interessanti, non aveva ancora raggiunto il massimo livello di adeguatezza allo scopo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-7907277292545188593?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/7907277292545188593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/sullattivita-umana.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7907277292545188593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/7907277292545188593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/sullattivita-umana.html' title='SULL&apos;ATTIVITA&apos; UMANA'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-2688840625991216518</id><published>2009-09-12T04:55:00.000-07:00</published><updated>2009-09-12T04:56:16.840-07:00</updated><title type='text'>RAZIONALITA' E IRRAZIONALITA' DEL CAPITALISMO</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Cominciamo col dire che il capitalismo è un sistema economico, e come tutti i sistemi economici è un prodotto dell’organizzazione, cioè dell’attività umana, che serve a superare determinati problemi posti come antitesi alla ragione/natura/logica stessa. Il vero problema del capitalismo è che è nato come sistema rivoluzionario e si è paralizzato nell’antitesi, cioè si conosce anch’esso nelle menti degli uomini come qualcosa di non razionale, di non controllabile. Più che la non razionalità del capitalismo ( di fatto impossibile), marx voleva sottolineare il fatto che andava modificato il modo di procedere della struttura economica, cosi come in fisica si modifica una teoria, e per farlo occorreva guardare ai processi economici non come&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;qualcosa di misterioso (es. da dove deriva il plusvalore)ma come qualcosa di razionale e di spiegabile. Marx nel far questo era spinto soggettivamente da un interesse morale (ma ANTI-IDEOLOGICO) verso la difesa della natura umana (si ricordi ad esempio le descrizioni degli alloggi dove vivevano gli operai, presenti in quel gran capolavoro che è il Capitale). Ora, riconoscere che invece i processi economici non si possono esplicitare razionalmente, significa desiderare che il sistema economico permanga nell’antitesi, cioè nella non razionalità. Significa desiderare che il sistema economico permanga nello sfruttamento. Questo modo di comportarsi è un modo immorale e religioso. Ecco perche io sono convinto che Max Weber abbia ragione quando parla di etica protestante e spirito del capitalismo. Io credo che il capitalismo sarebbe stato superato (essendo il prodotto dell’attività umana) qualora gli uomini, che contribuiscono con la loro attività naturale ad alimentarlo, si fossero identificati maggiormente nella natura&lt;a style="mso-footnote-id:ftn1" href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/Administrator/Desktop/Permanenzarifugio.doc#_ftn1" name="_ftnref1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:HE;mso-bidi-language: HE"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. In pratica se ogni persona che attivamente partecipa all’economia capitalista ne fosse anche consapevole, questa economia si potrebbe trasformare. Noi dobbiamo lottare affinché questa consapevolezza si diffonda, in opposizione alla non consapevolezza di religiosa memoria. L’etica protestante, più che aver partorito il capitalismo, sembra aver impedito la sua trasformazione in qualcos’altro di&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;più razionale. Ora si domanda: ma se il capitalismo è l’antitesi che si deve trasformare in altro, come fa ad essere razionale, visto che l’antitesi è irrazionale? Io non considero il capitalismo una cosa a se. Lo considero una manifestazione, una tipica struttura economica,&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;che non ha vita dialettica propria, ma si nutre della disponibilità dell’uomo. Quando l’uomo conosce tutte le sue attività in maniera razionale, è in grado di trasformarle. L’uomo immerso nel capitalismo vede giustamente la sua attività come irrazionale, perché il sistema è irrazionale. Il capitalismo non esiste se non in quanto posto dalla Natura indeterminata stessa, affinché gli uomini ragionevoli (Natura determinata, cosciente) lo superino. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="mso-element:footnote-list"&gt;&lt;br /&gt;  &lt;hr align="left" size="1" width="33%"&gt;    &lt;div style="mso-element:footnote" id="ftn1"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="mso-footnote-id:ftn1" href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/Administrator/Desktop/Permanenzarifugio.doc#_ftnref1" name="_ftn1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:HE;mso-bidi-language: HE"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Si osservi tuttavia anche la possibile natura ideologica di questa affermazione&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-2688840625991216518?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/2688840625991216518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/razionalita-e-irrazionalita-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2688840625991216518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2688840625991216518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/razionalita-e-irrazionalita-del.html' title='RAZIONALITA&apos; E IRRAZIONALITA&apos; DEL CAPITALISMO'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2439847514179851495.post-2359139094148512448</id><published>2009-09-11T12:36:00.000-07:00</published><updated>2009-09-11T12:37:33.451-07:00</updated><title type='text'>SULL'IDEA DI TOTALITA'</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Da cosa partire per illustrare la totalità. La totalità coincide con una sola cosa: con la consapevolezza. La consapevolezza è il parto dell’attività umana. Nell’attività umana l’uomo diventa davvero padrone di se stesso, della sua vita e anche del ruolo che gli compete nella natura. Il momento della coscienza è il momento stesso della natura. Giustificare, motivare è una mia motivazione costante. Il motivo per cui scrivo è la Natura. Dire semplicemente natura pare non affermare molto in questo frangente. Si capirà più avanti il significato profondo che do al termine natura. Per il momento basti dire che non accontentarsi del termine “natura” significa postulare motivazioni che esonerano dalle possibilità, ma soprattutto dei bisogni dell’uomo stesso. “Di ciò di cui non si può parlare, è meglio tacere”, diceva Wittgenstein. Io invece non intendo affatto tacere. Intendo cominciare la mia esposizione sistematica di filosofia che pensa se stessa. La filosofia che pensa se stessa non è altro che l’uomo attivo, l’uomo inserito nella processualità del reale. La ripetizione di questo termine può sembrare ridondante qualora lo si interpreti come concetto senza contenuto. Se invece lo interpretiamo come qualcosa che porti in se contenuto, allora essendo il contenuto qualcosa di vivo, qualcosa che non è esente dalla processualità, non è mai uguale a se stesso, ma costruisce continuamente se stesso, si crea nel divenire. Uno dei maggiori problemi del linguaggio, è che le cose mutano e i nomi rimangono sempre gli stessi. Allora si è costretti ad aggiungere termini che spieghino il mutamento. Il limite non è costituito dalle potenzialità di sviluppo del pensiero umano, bensì dal suo linguaggio attuale. Il limite è costituito solo dagli strumenti con cui lavora il pensiero. In maniera forse un Po azzardata, potrei affermare che il linguaggio determini l’attività sia della scienza che dell’arte. La scienza misura, svolge analisi quantitative, l’arte invece descrive qualitativamente. Dall’ultima frase deduco che la differenza riguardo al prodotto finale, cosi come riguardo ai contenuti, è necessariamente legata al concetto di attività. Attività diverse producono risultati diversi. La scienza filosofica è la scienza della totalità, della consapevolezza. Essa unisce il carattere qualitativo a quello quantitativo, e in questo modo realizza la suprema consapevolezza di se dell’uomo. Con la scienza filosofica l’uomo è consapevole di tutte le sue attività. Con essa l’uomo si conosce nel suo divenire. La consapevolezza non è fine a se stessa, ma ha come compito la liberazione da due&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;momenti della totalità: quello spirituale e quello materiale. I tre momenti della processualità naturale sono infatti la natura indeterminata,lo spirito e&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;la materia (Che come vedremo più avanti sono essenze), e la natura cosciente, determinata fenomenicamente. Tutti gli esseri della natura hanno una caratteristica, quella dell’attività. Essi non sono immobili, per cui se vogliamo comprenderli, dobbiamo osservarli nel divenire. Questa è stata la grande intuizione di Galileo Galilei. Ma l’attività dell’uomo non si basa solo sull’intuizione, benché parta da essa. L’attività si esplicita anche nella costruzione di un modello capace di adattarsi all’attività e agli obiettivi che intendo raggiungere. Questi obiettivi sono obiettivi naturali. L’uomo perseverando in se stesso, persevera nella sua naturalità. A ragione gli illuministi hanno promosso la libertà di pensiero e la necessità di pensare con la propria testa. La scienza è un’attività umanistica, perché innanzitutto non da indicazioni di tipo ontologico. Essa cioè non rimanda, come fa talvolta la filosofia, al momento materiale o a quello spirituale. Negare questo rimando significa garantirsi la più grande libertà di attività possibile. Significa liberare l’uomo dalla sudditanza verso questi due momenti, che rappresentano l’incarnazione di un sentimento umano, quello della paura. L’uomo che pone dei limiti alla sua attività, pone dei limiti alla sua natura, e alla Natura stessa. In questo modo l’uomo diventa schiavo di qualcosa che non gli appartiene. Lo stato non dovrebbe essere un limite, ma un parto creativo degli uomini che li metta in condizione di realizzare al meglio la propria natura( soddisfacimento dei propri bisogni), all’interno della Natura stessa. Cosa diremo adesso? Che il fondamento di un’attività libera è la consapevolezza, che quanto più un soggetto naturale è consapevole, tanto più è libero e tanto più è attivo. Di conseguenza è in grado di realizzare la sua natura, come le altre bestie realizzano la loro. Cos’è che avversa la consapevolezza? La credenza nello spirito e nella materia,cioè nell’esistenza di qualcosa aldilà dei fenomeni (l’io penso, la coscienza, è infatti anch’essa fenomenica).Come si sconfigge questa credenza?Attraverso l’affermazione di una libertà umana all’interno della natura stessa, che si esplica nella moralità. Che cos’è la moralità? L’accordarsi con la Natura,che è ente razionale. Detto in altri modi, la moralità è la capacità di vivere secondo ragione. Quando Universale e Particolare coincidono, allora esiste la moralità. Finora è stato detto che la moralità significa conformarsi a Dio. Giammai!! Questo è invece un movimento dello spirito che porta al servaggio, ad una falsa moralità che obbliga (assieme a circostanze materiali, cioè economiche, disagevoli) ad atti contrari alla propria&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;natura di uomo. L’uomo morale è l’uomo consapevole della:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;a)sua attività davanti a sé&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;b) della propria attività davanti alla “natura” della sua specie&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;c) della sua attività davanti alla Natura stessa.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;L’uomo libero è l’uomo razionale, che si riconosce parte della Natura, e che quindi riconosce di non essere completamente libero, perché altrimenti non sarebbe un essere determinato fenomenicamente. La scienza fisica, attraverso il linguaggio (che, come giustamente dice Engels, deriva dall’attività dell’uomo e diventa strumento di quest’ultima), formula principi come quello dell’energia. Esso partecipa realmente alle reazioni di causa-effetto, anche se lo fa in penombra. Il senso della parola penombra è questo: l’energia non è qualcosa di direttamente visibile nell’esperienza, anche se fa comunque parte del nostro bagaglio di conoscenze. Essendo l’esperienza qualcosa di materiale che di per sé non garantisce affatto lo sviluppo della specie umana, si può con certezza affermare che l’esperienza deve avere qualcosa che la precede,cioè un metodo. Il metodo deriva dall’attività umana.L’attività umana è la messa in pratica di tutte le abilità che la Natura ci ha conferito, ed è quindi la realizzazione della stessa umanità. La natura umana non è separata dalla sua realizzazione .Quando lo è, allora vuol dire che l’attività dell’uomo è ostacolata dal dogmatismo. Il dogmatismo è la preponderanza dell’elemento spirituale o quello materiale sull’elemento umano. Dunque possiamo osservare che più che la filosofia empirista (intesa come attività, come consapevolezza), è il conservarsi nel sensibile il simbolo di uno spirito non ancora libero, che non è ancora arrivato al concetto di Natura. L’osservazione pura è un conservarsi nella materialità e nella passività. L’osservazione che l’uomo svolge secondo un fine è invece davvero emancipante. Ed è qui che si trova la ricchezza della scienza. Poiché la scienza ha voglia di spiegare, ed usa tutti i mezzi a disposizione dell’uomo per interpretare ciò che osserva, ne consegue che si allontana sempre più dalla passività per avvicinarsi al dominio del linguaggio, dell’interpretazione, in una parola per emancipare l’uomo con l’attività, con la conoscenza. La conseguenza filosofica di questa attività è il superamento delle domande sulla verità dell’essere, cioé sulla sua essenza, intesa come spirituale o materiale.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;La Natura, che ha scelto di regalare all’uomo la capacità di fare scienza, vede nella schiavitù dell’uomo di fronte alle essenze, un ostacolo alla realizzazione dei suoi fini. In pratica l’accettazione di concetti ontologici come materia, spirito, dio, è contro la natura dell’uomo. E si trova ancora oggi della gente che afferma (errando) che il primato della gnoseologia sulla ontologia causi gravi squilibri sociali e morali, quando ciò non è affatto vero. La scienza non è per niente immorale, perche la moralità non è un qualcosa di indagabile a priori, come credeva Kant. E’ un qualcosa che evolve col dinamismo naturale. La Natura ha dei fini? La Natura non è antropomorfa, non ha dei fini alla maniera del dio giudaico-cristiano. Spinoza si è sforzato di indagarla in maniera “geometrica”, ma al di la di questo si può affermare che anche la Natura in sé sia attività, e, oserei dire, attività dialettica, o attività razionale, che è lo stesso. Io credo che la Logica di Hegel esprima la razionalità della natura in termini davvero notevoli. Se è razionale la natura, è razionale anche l’attività umana. Quando è razionale l’attività umana ? Quando è consapevole. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Passando ad un altro argomento importante, che è la razionalità, vorrei poter dire due paroline sulla razionalità nello spirito (cioè nella religione= fede in dogmi rivelati da uno spirito) e nella materia. E’ evidente che entrambe non sono razionali, e in quanto tali non esistono, ma hanno una parvenza di esistenza. A causa di questa parvenza, la natura indeterminata&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;deve sempre e comunque lottare contro di esse.. La Natura nel divenire è sempre cosciente, perche è razionale. Prima è logica,cioè natura in potenza, poi pone l’ altro da se, cioè il noumeno irrazionale (spirito e materia), per potersi realizzare nel divenire come agente cosciente cioè nell’unità di razionalità e attività (dove l’attività è sinonimo di divenire). Ecco che l’uomo come agente razionale non osserva cose passive, che non esistono (al contrario del materialista e dell’idealista), ma cose attive, che si presentano cioè in maniera&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;cosciente, fenomenica. Ora, spesso si sente scoraggiamento di fronte al dominio delle forze irrazionali su quelle razionali. Questa affermazione è l’opera di gente che trascura la totalità, che parte da presupposti non logici, ovvero irrazionali, e giunge a conclusioni irrazionali. Perché la razionalità dovrebbe essere preferita alla irrazionalità? Semplicemente per il suo sguardo totale e perciò emancipante verso la realtà. Chi afferma che le forze irrazionali dominano, anche se non sta ragionando, non per questo smette di essere un animale potenzialmente ragionevole. Semplicemente non ha consapevolezza della sua attività. Ricordiamo ancora una volta la differenza tra materia e natura. La materia è passiva, non attiva. L’uomo non può non essere attivo, per cui non può non essere razionale, ma si conosce irrazionale quando identifica la sua natura con dio, cioè con lo spirito, oppure con la materia. Ragion per cui esiste una razionalità oggettiva nell’uomo, e una soggettiva, intesa come coscienza della propria razionalità. L’uomo morale è invece l’uomo che ha coscienza della propria razionalità, cioè l’uomo che ha dei presupposti filosofici logici. Ecco perche fondamento di ogni attività che dia buoni frutti per se è l’essere consapevoli di ciò che si fa. Ecco perche anche nelle scienze naturali, benché non sempre&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;sia considerata la filosofia, risulta talvolta il punto di partenza. Spenderei un’altra parola per “coscienza della propria razionalità”. Essa non significa altro che dare la giusta considerazione alla natura piuttosto che alla materia e a dio. Chi vuole il bene per se stesso, non fa in realtà male a nessuno, perche segue i disegni razionali della natura. Questa massima potrebbe ispirarsi al lavoro di Spinoza. L’uomo è l’unico capace di tornare dalla sintesi all’antitesi, qualora non voglia riconoscersi come razionale. In quel caso oggettivamente rimane la sintesi, ma soggettivamente no, per cui l’uomo si sente impotente e in balia di dio. Cioè l’uomo, che dal punto di vista della&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;totalità rimane razionale, non lo è più al suo interno. Non lo è più perche rifiutando la prescrizione morale di identificarsi con la natura, l’uomo stesso, che in quanto natura determinata aveva posto se stesso, pone adesso se come altro da se. Ora, l’uomo essendo dialettico, cioè razionale come essere determinato, può liberamente scegliere in se stesso se superare la negatività o no(autoconoscendosi come razionalità appartenente alla natura o meno). Questo perche è sostanzialmente libero, come la natura. La natura ha scelto, e fortunatamente ha scelto di determinarsi nel fenomenico, tra cui rientrano gli esseri viventi.Autoconoscersi come razionalità appartenente alla natura è la più importante scelta morale soggettiva. Essa è il gesto filosofico, il gesto della consapevolezza che rende soggettivamente razionali, quindi sensate le nostre azioni, le quali sono oggettivamente razionali (cosa che taluni, affermanti il dominio delle essenze, rifiutano di capire).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2439847514179851495-2359139094148512448?l=piergiorgioblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/feeds/2359139094148512448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/sullidea-di-totalita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2359139094148512448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2439847514179851495/posts/default/2359139094148512448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://piergiorgioblog.blogspot.com/2009/09/sullidea-di-totalita.html' title='SULL&apos;IDEA DI TOTALITA&apos;'/><author><name>piergiorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16132861845574250018</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
