Riguardo al libro: il capitalismo divino. Caro nuke, ho dato una prima occhiata al libro...lo leggerò con maggiore attenzione (per poter approfondire meglio e correggere alcuni possibili fraintendimenti) , ma già ci sono alcune cose che ritengo di dover precisare: credo che occorra distinguere tra lo stato sociale-totalitario fascista tipico del capitalismo irriflessivo e quindi del contemporaneo nostalgico, e il comunitarismo democratico solidale. Il comunitarismo è qualcosa che esiste prima dello stato social-fascista: se nello stato sociale gli individui sono nulla e lo stato assistenziale è tutto, questo è un effetto politico del capitalismo dovuto all'assenza di comunitarismo. Mi spiego meglio: l'avvento del capitalismo è l'avvento della scissione, della frammentazione della comunità, per cui nascono i partiti (Che sono espressione di questa frammentazione di interessi), e per reazione i totalitarismi: lo stato è tutto e l'individuo nulla, oppure lo stato è nulla e l'individuo è tutto. Ma questo è un modo di essere della realtà borghese che non trova verità nella natura dell'uomo, che è un essere prima di tutto individuale e comunitario, in cui gli individui assieme sono comunità solidale (che è sociale a livello più alto) e politica. Ora, il mantenere questa scissione si manifesta a livello politico nella permanenza dell'idea di partito, che è un'idea a mio avviso totalitaria (perché anti-comunitaria, nelle sue varianti individualista-parlamentare e fascista). In conclusione, non credo che il taoismo sia intrinsecamente capitalista (in quanto considero l'armonia dialettica taoistacome un vantaggio, come un evitamento del ripetersi capitalistico-cristiano della scissione, come espressione autentica del comunitarismo), né credo che oggi un cristianesimo (in cui c'è già la scissione assente nelle altre religioni, quella tra Dio onnipotente e uomo peccatore, tra cielo e terra) possa fornire responsabilità individuale utile al rinnovamento politico. Nessun partito può assicurare la democrazia, perché la forma partito è in sé totalitaria, è un'idea contro le altre. Il partito è l'espressione della scissione, che si accompagna al processo di frammentazione delle comunità dovuto allo sviluppo del capitalismo. Penso che attaccare il taoismo significhi perpetrare la scissione, che invece dovrebbe essere attaccata. Forse Hegel ha attaccato la scissione soltanto col pensiero, e non nella realtà materiale, economica, come ha iniziato a fare Marx.Però fondamentalmente lo scopo di Hegel era condivisibile, e non ideologico, a mio parere. Ritengo che un certo post-modernismo, identificando la comunità con lo Stato totalitario-sociale, faccia il gioco del capitale.
Concerning the book: "il capitalismo divino". Dear nuke, I have read it rapidly and, even though I am going to read it more carefully, I have some things to say: One has to distinguish between social-totalitarian fascist state and communitarian-solidale state. The first one is typical of non-reflective capitalism and of the contemporary nostalgic, and is the effect of division (individual vs collective or collective vs individual )due to the absence of community. The birth of capital is the birth of division, the division inside community, with the consequent birth of political parties and, as a reaction, of totalitarian states led by a party. This is a way of existence of capital which does not find truth in the nature of human being, who is at the same time individual AND capable of making with the others a political community. The persistance of division shows itself in the persistance of a totalitarian idea, that of "party" (in two forms: individualistic parliamentary, and fascist). Taoism is not, according to me, intrinsecally capitalistic: I think the dialectic harmony of taoism is a way to escape from christian-capitalistic divisio. The party is something intrinsecally totalitarian, it is a symbol of division, and something which is parallel to the division of community due to capitalistic development. Maybe Hegel and taoism have attacked division only in thought, and not in material economic reality, as Marx, but I think their goal of attacking the capitalistic-christian reproduction of the division is shareable, because it is dialectic (it does not exclude the negative).
In linea di principio sono d'accordo con te, che il capitale significhi divisione. Il libro però dice che questa scissione ha avuto delle fasi, dei protagonisti e degli strumenti diversi. Progredendo secondo le proprie logiche economiche, se ben capisco il nucleo dell'introduzione, il capitalismo ha prodotto reazioni "politiche". Anche l'idea del comunitarismo democratico e solidale è una simile reazione politica, autenticamente politica perché si oppone a logiche economiche che sembrano "divinizzate". Ma quello che più mi è piaciuto nel libro è che non si può pensare di opporsi a uno stadio del capitalismo con strumenti, analisi e organizzazioni nate in fasi precedenti. Pena il fallimento dell'operazione. Il taoismo è letto da Zizek e da Sloterdijk come puntello per ricreare oggi una illusoria "armonia" e unità tra individui atomizzati, laddove esistono solamente vestigia di antiche solidarietà ormai distrutte.
RispondiEliminaIl libro non è facilissimo e anch'io devo ancora digerirlo bene. Spero di rifarmi vivo presto con altri commenti...
Nuke