Qualsiasi organizzazione popolare che voglia produrre effetti di democraticizzazione economica, militare e politica, deve essere una forza diffusa sul territorio ( un territorio che deve essere molto vasto, una forza diffusa in tutti i continenti). Piccole cellule sparse ovunque nel globo, devono cercare di reclutare milioni di persone nelle proteste civili, e devono farlo in contemporanea. L'elemento mediatico dello scontro non deve essere sottovalutato, perché è attraverso i media che si addestra la consapevolezza delle masse. Le masse hanno bisogno di un' organizzazione che permetta loro di farsi largo sui media non come singoli individui (quello significherebbe subire l'inculturazione borghese attraverso i media), ma come gruppo sociale amplissimo e variegato, che ha richieste economico-politiche comuni.
Il motivo per cui gli scioperi dei lavoratori non ottengono risultati, non è dovuto al fatto che lo sciopero in sé sia inutile, ma è dovuto a due componenti:
1. I sindacati mondiali sono divisi, l'elite capitalistica è unita.
2. L'elite sa condizionare le masse attraverso i media, per comunicare la sua verità su come sarebbe la situazione economica, quella militare, quella politica ecc. Le masse invece non sono in grado di orientare le elite, perché non sono condotte da un'organizzazione trans-nazionale in grado di dare un risvolto mediatico forte, e ripetuto incessantemente, alle proteste.
Abbiamo assunto che l'organizzazione deve essere:
1. ramificata
2. al di la delle ideologie
3. essere in grado di proporre a ogni componente del popolo una forma di protesta legale, ripetuta, e che abbia un risalto mediatico capace di indurre, se esercitata ripetutamente negli anni e nel rispetto della legalità, timore nell'elite (attraverso lo studio di slogan, coreografie ad effetto, anche violente se nei limiti del permesso), senza violare la legge.
Quindi rispetto alla disobbedienza civile classica, le caratteristiche di questa disobbedienza dovrebbero essere:
1. la sua internazionalità
2. La sua capacità di reclutare molta gente (milioni, di tutti i continenti), per il fatto che si garantisce l'uso di forme legali e allo stesso tempo incisive (perché colpiscono le emozioni, l'inconscio) di protesta.
Infatti molta gente vorrebbe protestare, ma non lo fa:
1. perché le proteste solo locali non sortiscono effetti.
2. perché hanno paura di partecipare a proteste illegali in cui rischiano di violare la legge.
I membri dell'organizzazione dovrebbero studiare una coreografia capace di incutere paura nel bersaglio della protesta, rappresentato appunto da elite politico-economiche e militari internazionali, senza violare la legge. Dovrebbero ripetere questa coreografia per parecchie volte, cambiandola leggermente di volta in volta, proprio come fanno i media con la loro razione di menzogne quotidiane. Queste proteste dovrebbero ripetersi per anni e anni e coinvolgere milioni di persone contemporaneamente, grazie alla ramificazione sul territorio: alla fine, se si riesce a veicolare emozioni attraverso lo schermo, si ottiene per forza un effetto. Occorre penetrare i media e suscitare un effetto, effetto che si vede solo se queste azioni vengono ripetute nel tempo, coinvolgono milioni di civili (per avere un risvolto mediatico) e suscitano emozioni forti.
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