domenica 25 settembre 2011

L'IMPORTANZA DELL'ETICA NELLA PRATICA DEMOCRATICA

La morale, presente per esempio in quella che ho definito "la dialettica della lotta", ma presente anche in orizzonti politici come quello liberale (es. Gheddafi è un dittatore, un mostro, noi invece siamo i liberi), o in orizzonti PSEUDO-culturali come quelli che si rifanno il mito della razza, è caratterizzata dalla visione di opposti che si escludono, e non opposti che si includono generando gradazioni. La dialettica dei distinti (vedi Croce) potrà anche essere considerata borghese (come affermava Gramsci), ma la dialettica di opposti che si includono, che comunicano, che non sono appunto dei distinti separati per sempre, secondo me non è affatto "borghese". Veniamo al dunque: questo post voleva parlare di etica e di morale. La morale, in quanto imposizione di un significato, in quanto dover essere, è sicuramente l'espressione di un potere di classe, o di un tentativo di egemonia di classe (sia essa quella dei preti, dei comunisti, degli imperialisti ecc.). La morale è ideologia al servizio del potere, e non a caso Freud l'ha fatta coincidere con i divieti del super-io, cioé del potere paterno.
I divieti imposti dall'alto cioé la morale, sono qualcosa di più di un ostacolo all'azione. Sono un ostacolo allo svilupparsi di un'etica democratica, cioé di un potere democratico.
L'etica è infatti frutto di un accordo tra i componenti di una comunità, che sancisce il significato da assegnare a una determinata azione. Il codice etico è il frutto di attribuzioni di significato concordate tra i membri di una comunità, ed è il frutto di un dialogo democratico, perché presuppone la accettazione dei suoi contenuti da parte di tutti.

Dunque ciò che caratterizza una comunità è un' etica condivisa,
ovvero la capacità di attribuire significati attraverso il vivere comune, il dialogo.

La costruzione dialogica del significato è oggi sempre più rara, in quanto il linguaggio è sempre più usato a scopi manipolatori e propagandistici...la rapidità della vita nell'orizzonte capitalistico impedisce fisiologicamente legami duraturi e un dialogo spontaneo (si veda Zygmunt Bauman). La psicoanalisi è un'avventura etica, che sfida le tendenze del nostro tempo, in quanto rappresenta una pratica di demistificazione del potere (le censure, i divieti del super-io), e di costruzione bipersonale del significato del mondo inconscio rivelato tramite le libere associazioni.
Anche la scienza, in generale, dovrebbe porsi in questa prospettiva, demistificando le idee preconcette che non sono in accordo con l'osservazione.

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